la gioia di vivere (opere)

di Angela Greco

 La Joie de Vivre – 1946

Una donna danza in riva al mare. Una figura ondulata, dalla lunga chioma castano rossiccia e dalle curve generose, animata dal ritmo della musica suonata da un centauro e da fauno. Sullo sfondo, l’azzurro del mare. In primo piano, la sabbia gialla su cui poggiano i piedi gli attori di questo “baccanale”. In alto, un cielo di madreperla dai riflessi iridati. Da questa donna-fiore, icona di bellezza visionaria, da questa comitiva danzante inondata di luce, dove i colori sembrano accesi di un’energia vitale, si sprigiona un’impressione di felicità, di contentezza, di appagamento. L’opera emblematica del ’46 appartiene alla produzione del secondo dopoguerra, quando l’artista ritrovò la Costa Azzurra e riscoprì le suggestioni del Mediterraneo, che alimentarono colori forti e accesi e il brio della sperimentazione di nuove tecniche, dopo la fine della spossante occupazione nazista (dal web, al link sottostante).

 http://www.repubblica.it/2006/11/sezioni/arte/recensioni/picasso-venezia/picasso-venezia/picasso-venezia.html

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Le bonheur de vivre – 1905

In questo dipinto (olio su tela, conservato presso la Barnes Foundation, Merion (Pennsylvania), Matisse riesce ad armonizzare e semplificare la forma e a fondere uomo e natura in una sorta di ritorno al primitivo: il paesaggio presenta colori innaturali, come l’albero rosa, dipinto con lo stesso colore utilizzato per la pelle delle persone, quasi a sottolineare l’unione tra uomo e natura; nella scena dei bagnanti, invece,  Matisse realizza per la prima volta la sua intenzione di deformare le linee del corpo umano. Il quadro, pur ritraendo un esterno, in realtà è stato realizzato nell’ambiente che Matisse preferiva, il chiuso di una stanza (dal web, modif.)

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