voce di conchiglia – versi di Angela Greco

“quando il vento porta le tue parole

non ho altri spazi da riempire:

 

sei voce colma di calma ritrovata

spazio da stringere in una mano

sei a casa tra la carta e l’inchiostro

 

tra me e i miei voli di farfalle, la tua

è voce di conchiglia accarezzata dal mare

che con la sua eco svela tutte le notti.”

(di A.Greco)

*  *  *

“…avvicinò con cautela l’orecchio alla conchiglia, temeva uno scherzo, invece sentì, distintamente, il mare; gli occhi gli si riempirono di grazia, rimase ad attendere il silenzio che rilasciavano le orme dei compagni ormai lontani, osservando il quieto ritrarsi della spuma dalla battigia, e il ritorno dell’onda, lieve, quasi un palpito, un rigonfiamento appena percettibile, prima dello scatto della marea, pronta a sollevare ciabatte e giochi, ad impregnare gli asciugamani…pensare, rimanere a pensare era tutto ciò che desiderava e poi tornare e confidare alla madre la scoperta di quel giorno e farne un segreto…lui, il ragazzo dalla pelle così bianca, così diverso dagli altri ragazzi dalla pelle bruciata dal sole, aveva parlato col mare, che magnifico sogno, anche lui aveva amato…”

*  *  *

“…premette delicatamente le labbra, temeva di essere respinto, invece sentì distintamente il cuore della ragazza battere forte, forte… strinse gli occhi per non vedere, per non sapere, per credere, per comprendere il silenzio che era intanto sopravvenuto…ora la lingua della ragazza si ritraeva, come spuma di mare, poi tornava, dapprima lenta, poi prepotente, e sapeva essere spuma, onda, marea… fu èmpito, turbinio, risacca…capì di avere finalmente amato, raccolse le conchiglie e il bacio, per quanto sarebbe durato…”

 (di Cat Amoruso)

 

6 pensieri su “voce di conchiglia – versi di Angela Greco

  1. faccio una riflessione a voce alta e mi accorgo di quanti testi ruotino attorno alla “casa”
    il tema della radice, l’appartenenza permea l’albero, è pane di vita e scrittura
    un gesto da vivere, un sentire da trasportare alla piccola voce che “sillaba”
    festosa

    elina

    1. la mia casa potrebbe essere senza problemi di carta e inchiostro, colorata di cielo e con voli di farfalle al posto delle tende..avrebbe il pavimento di conchiglie e i muri di mare e per tetto soltanto il sogno di poterla ancora raccontare in Poesia…
      grazie Elina per il tuo passaggio!

  2. commento pubblicato da Cataldo A. Amoruso su
    http://krimisa.blogspot.com/

    …avvicinò con cautela l’orecchio alla conchiglia, temeva uno scherzo, invece sentì, distintamente, il mare; gli occhi gli si riempirono di grazia, rimase ad attendere il silenzio che rilasciavano le orme dei compagni ormai lontani, osservando il quieto ritrarsi della spuma dalla battigia, e il ritorno dell’onda, lieve, quasi un palpito, un rigonfiamento appena percettibile, prima dello scatto della marea, pronta a sollevare ciabatte e giochi, ad impregnare gli asciugamani…pensare, rimanere a pensare era tutto ciò che desiderava e poi tornare e confidare alla madre la scoperta di quel giorno e farne un segreto…lui, il ragazzo dalla pelle così bianca, così diverso dagli altri ragazzi dalla pelle bruciata dal sole, aveva parlato col mare, che magnifico sogno, anche lui aveva amato…

    da: ‘cose che non ho mai scritto’

    (18\19marzo ’12)

    1. ..ed il mare come lo stesso sogno ebbero voce magnifica in queste tue parole..che sono capaci di aprire un intero mondo con il loro respiro…e non è detto che non diventino l’incipit o la continuazione di altro..
      grazie Cat!!

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