da “sai quando il vento…” i sassi nello stagno di Elina Miticocchio e Cettina Lascia Cirinnà

“E  quando ti svegli
scopri che  il vento
ha trascritto visioni dopo l’ipnotico viaggio
cerchi aperti sul capo
e reclinato il gesto
rosso di fragola
la favola
perché si perdono le parole
i n v e n t a t e
senza vigilie e senza guardie
si apre il corpo il vento
sillabario del  volo

                 ogni stagione è uno specchio

il fiore è la mano
le sue dita l’acqua
ciocche e rami
da sempre sono gemme
e la voce rende dolce
la ripetizione  finché cantilena il tempo
maestro di vento
che riordina un manto
di stelle  e di avi
lancette e rotazioni
celesti trame
all’ombra del mio passo

               verso la cova

la parola in un guscio
lumaca e osso
lievità nel calcagno
E  quando ti svegli il vento
ancora trascrive sulle tue mani visioni
e cerchi aperti vorresti mettere sul capo
declinando lento ancora un suo gesto.”

(di Elina Miticocchio)

*  *  *

NON HO FRETTA

“non ho fretta
stamane

annoto il mio tempo
e mi scaldo da sola
in una vecchia vestaglia
di flanella

e non sento più
le tue parole

aspetto

un’occasione di vento
un turbinio incessante
bussare alla porta
dell’unica casa

abitata

dalle tue cose

lasciate

in disordine

sospese
nel tempo
che verrà

a ricordare

le grida

bambine  innocenti e gioiose
in un futuro imprescindibile
dal destino   arco di luce sospeso
nella volta di un cielo
di un azzurro
inquietante.”   

(di Cettina Lascia Cirinnà)                 

http://cartesensibili.wordpress.com/2012/03/21/sai-quando-il-vento-21-marzo-2012-giornata-mondiale-della-poesia/                                             

13 pensieri su “da “sai quando il vento…” i sassi nello stagno di Elina Miticocchio e Cettina Lascia Cirinnà

  1. @Elina.

    “la parola in un guscio
    lumaca e osso
    lievità nel calcagno”

    le tue parole mi lasciano sempre sospesa…proprio come una folata di vento buono dall’oltremondo….

    @Cettina.

    “arco di luce sospeso
    nella volta di un cielo
    di un azzurro
    inquietante.”

    la chiusa è un’apertura verso ogni nuova sferzata di luce che, di colpo,arriverà a distendere quell’azzurro incupito…teso nell’inquietudine dell’attesa…

  2. una sorpresa essere qui e portare con Cettina le nostre storie di vento
    un invito a visitare tutti i testi e l’incontro offerto

    un saluto e grazie a tutti
    elina

  3. I
    Sai quando il vento
    rinnega i difetti nell’innamorarti
    mi mostro nuda dalla pelle
    in un sospiro che artiglia
    parole dopo parole
    sbarazzine d’ogni avvento
    che ha il sapore di sale e chiodi
    II
    A nervi tesi, rimando
    gli occhi al passato [che si fa d’acqua]
    e le mie braccia scavate dai becchi
    si perdono sulle ginocchia
    -intagliate dai tuoi non dire.
    III
    Sai quando il vento avanza
    come una parola appoggiata
    in suoni sommessi di fusa
    [argilla malleabile mostrata come gambe aperte]
    rovinandosi in un bicchiere a due mani
    di stracci e romanzi
    IV
    Un deserto non conosciuto
    dentro una bocca di sangue
    questa assoluta percezione
    in un tonfo d’aria
    sgranchita appena
    dal suono di un respiro
    e risuona lo scintillio
    di una dissolvenza

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