(versi) – di Cataldo A. Amoruso

mi pèrdono a volte le parole avulse

nei greti della ragione, altre

mi perdòno

nei giochi estatici dell’età adulta

perché ora sì, posso giocare

con le parole a non far male

e far tana contro i miei di muri

sempre e solo a calce, ingabbiati

di impalcature verso il nulla

ardite

come carte di castelli

nello stridere di tufi di parole

trappole per grilli poco astuti

ora che mi perdo e mi perdono domande

cosa importa alle vene cosa scorre

alle labbra cosa dicono

ai passi cosa muovono

 .

agli abiti di quali nudità e chiaroscuri

e semivuote o piene identità conducono

cosa importa al movimento anchilosato dell’asse

terrestre e umano

dei silenzi che odo e parole che cedono

giusta la mente

sarà la ragione che rientra a quest’ora ch’è tarda

al suo greto di favole e sassi.

 

http://krimisa.blogspot.it/2012/04/sciocchezzaio.html

Un pensiero su “(versi) – di Cataldo A. Amoruso

  1. mi perdonerai, se ho omesso il titolo che tu avevi – secondo me – indegnamente attribuito a questi versi…non credo sia sciocchezza nessuna delle tue parole, anzi! e non ti nascondo che sono felice che tu sia tornato a scrivere in questo periodo…chissà, magari anche con te un ‘angelo’ è riuscito a dare compimento al suo nome!
    ti abbraccio, non vedo l’ora di leggere ancora di te…
    A.

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