in assenza di categoria (un vero sasso nello stagno!) – qualcosa da (ri)dire di A.Greco

In effetti è così: difficile da catalogare questo mio ‘sentire’ nei confronti dell’assurdo trattamento che viene riservato ai Poeti e alla Poesia anche nei luoghi che vorrebbero difenderla. Difenderla, preservarla, diffonderla…simile a specie in via d’estinzione leggo sempre con maggiore sconforto che ‘ti pratica chi pratichi’, ovvero se leggo, scrivo e commento nel tuo blog, ovviamente di argomenti consentiti e quasi sempre scontati, entro nel cerchio magico, altrimenti resto border-line, fuori dal gioco, in parole più comprensibilmente umane, escluso. Ma escluso da cosa? E, ancor più, da chi? Qualcuno ha mai forse conseguito titoli accademici per assurgersi oltre la propria umanità e poter affermare senza presunzione di causa di essere ‘uno che di poesia ne capisce’? Pensavo che aprire un blog fosse un motivo di confronto, di discussione, di crescita…invece mi accorgo con estrema delusione che è una specie di cimitero telematico, dove passano solo a dire una prece coloro che già ti apprezzano – o così ti hanno detto fin’ora e te ne sei convinto – o ti conoscono e per amicizia cliccano qualche tastino sul beneamato e onnipresente pc…Si, perché sul web ci sono infinite ed ancora innumerevoli presenze simili ad ombre che veleggiano nel mare magno convinti di essere non ho ancora capito cosa, ma che se poi devono dirti quello che pensano, si barricano dietro la trincea eccessivamente profonda di una opinabile diplomazia inutile. E così neanche io scrivo, se non sui blog di amici e quando viene espressamente chiesto il mio parere, anche se vorrei con tutto il cuore, essendo io persona che ama il confronto, accendere la più bella delle discussioni, quella che fa crescere tutte le parti in causa.

Alla fine, però, sono sempre più convinta che il caro Dante avesse ragione: “Non ti curar di loro, ma guarda e passa”….ammesso che qualcuno creda ancora che non occorra un comico per parlare del signor Alighieri.

distinti saluti e scusate il disturbo.

Annunci

16 thoughts on “in assenza di categoria (un vero sasso nello stagno!) – qualcosa da (ri)dire di A.Greco

  1. Angela, è da circa dieci anni che sento dibattere sul ruolo del web in poesia, e in letteratura in generale. Non è un caso forse che case editrici e talent scout snobbino questo luogo, considerato inflazionato e scarsamente qualitativo. ci sono molti limiti nella rete, condizionamenti, stereotipi e luoghi comuni. letture di scambio, saluti e cose che somigliano più a delle chat che a discussioni. io per primo confesso di non saper fare critica, ma in rete cerco di leggere molto, tutti quelli che posso, e sinceramente spesso ciò mi ha arricchito, come uomo prima che come produttore a mia volta di testi. si getta il sasso nello stagno, come il tuo bel blog suggerisce, si scosteranno tante foglie, ma forse qualche libellula gentile ed elegante, potrebbe spiicare il volo, e trasformare quel gesto in un’occasione di bellezza.
    Grazie per questa occasione Angela

    1. ero più che sicura di non trovare neanche un commento, invece..grazie della lettura e delle parole! Penso che non occorra saper fare critica o, almeno, la mia provocazione non era solo tesa a questa; piuttosto, non capisco perché si abbia così tanta paura di esprimere la propria opinione che, quando si ha a che fare con persone di un certo tipo viene rispettata qualunque essa sia e forse anche di più, quando risulta dissimile dalla nostra, proprio perché arricchente. Sembra che si viva nella costante paura di farsi nemici e del giudizio altrui…terribile questo, se parliamo di scrittori e ancor peggio se ci consideriamo poeti! grazie ancora ed un sentito saluto.

  2. Cara Angela, pazienza…pazienza…modestia…modestia sincera…qualità…studio… tempo… e i riconoscimenti non mancheranno.

    1. grazie Lino del passaggio in questi luoghi, sei il benvenuto…si, lo so bene che il tempo è gentiluomo, ma ti sei mai chiesto, perché non è gentildonna? perché noi le cose le diciamo subito e spesso senza mezzi termini ;-)!! un abbraccio grande grande grande!!!

  3. La poesia e chi la produce, i poeti, autoproclamati o riconosciuti che siano, appartengono precisamente a questo mondo, e uso non a caso la parola ‘precisamente’, a sottolineare tale aderenza, fatta anche di piccolezze e di slanci, di grandezze e di miserie.
    Ho conosciuto questo mondo dei blog un paio di anni fa, inframmezzati da assenze volontarie. Per la mia condizione di assoluta distanza ultraquarantennale da qualsiasi forma di aggregazione, e non avendo mai avuto modo -e forse neanche voglia- di interagire con altri utenti -a qualsiasi livello, se non scolastico- di forme letterarie, dirò che sulle prime ero come contento di uscire da questo isolamento…Probabilmente mi sbagliavo, soprattutto se ripenso al fatto che ciò di cui ti lamenti lo avevo capito quasi subito…Anzi, ero stato non tanto avvertito dei rischi, quanto avvisato del ‘funzionamento’ di questa sorta di comunità.
    In effetti per un po’ ho trascurato alcune mie convinzioni su cosa sia la poesia (credo che in qualche modo esista), cosa siano i poeti (non credo che esistano: tutti lo siamo, o nessuno), e chi sono coloro che espongono, che rendono manifesta e fruibile da altri certi stati dell’essere e dell’esistenza , e che non sono semplici letterati animati dal ‘soffio’ vitale della poesia. Questi ultimi credo proprio che esistano.
    Per quanto riguarda presenze e frequentazioni…a volte si ha la sensazione di assistere ad un teatrino, e non è certo il caso di darsi pena per l’essere o meno ammessi alle varie ‘rappresentazioni’…o se vogliamo essere più chiari: sto parlando di conventicole e comunelle, di persone che nulla o molto poco hanno da spartire con qualsiasi forma di espressione che vada oltre l’ordinario, eppure pontificano, decidono sorti, solo perché hanno tempo per scorrazzare nei vari siti e porsi in condizioni di dare e ricevere visibilità…Mi piacerebbe che esistesse una sola persona alla quale domandare cosa ha scritto e perché, non perché sia affar mio, ma per sapere, per parlare, capire…ritengo ciò quasi impossibile, come ritengo inutile l’elargizione di commenti cerimoniosi, di paragoni improbabili e dinieghi fuori luogo, del tipo ‘mi ricordi Montale’, ‘oh, ma non lo conosco’…che sciocchezze!…per cui vi risparmio le mie di sciocchezze, che da profano ne ho dette già troppe.
    Orvuàr.

  4. E giusto per essere non già cattivo ma sincero fino in fondo: trovo incredibile e disdicevole che ‘cose’ illeggibili abbiano trovato modo di essere pubblicate (ovviamente, pagando si possono fare molte cose): non è affar mio, ma trovo che a volte si tratti di una offesa alla propria e alla altrui intelligenza…Coscienza dei propri mezzi ci vuole, e anche quello che dice il signor Lo Savio, e fatica,studio, altro che unti del signore e predestinati, e autocelebrazioni…

    1. grazie ancora e anche per ‘lo-savio’,che potrebbe serenamente, per assonanza, riferirsi a Lino è, ed a ragione, come “il savio”, “quello che dice bene” e credo che anche a lui farà piacere questo distacco – nella miglior accezione – nel suo cognome (che in realtà pare derivi dallo spagnolo “los avios”, come una volta mi disse)! per il resto sei incontestabile e condivido molto forse troppo. vorrei ce ne fossero di caratteri come il tuo….

      mi auguro di incontrarti presto, magari ancora in questi luoghi magari solo leggendo e rispondendo per gioco, così, senza prenderci troppo sul serio e per il puro piacere di trovarsi! tanto, quello che siamo non dovremmo mai essere noi stessi a dirlo……..

      ti abbraccio Cat e grazie ancora, davvero, per aver colto la mia provocazione :-D!!

  5. Ciao,
    quando ho aperto il mio blog l’ho presa come una possibilità per mettere in giro ciò che scrivo nei quaderni, per vedere se ciò che scrivo potesse colpire in qualche modo e per creare un archivio dei miei scritti fruibile da chiunque. Perchè scrivo? questa è la domanda che mi chiedo: per farmi leggere? o perchè è solo tramite la poesia che riesco a esprimere ciò che altrimenti non riuscirei a fare con mille discorsi? o semplicemente per fermare i momenti? o forse per passare il tempo giocando con le parole? Mentre cerco una risposta scrivo e mi sento soddisfatta di ciò. E’ piacevole se qualcuno mi viene a trovare e si sofferma anche solo un attimo del suo tempo tra i miei post, è piacevole pensare che le mie parole abbiano trovato una voce che gli da la forma. Ed è anche piacevole visitare altri blog anche se in punta di piedi. Personalmente dopo aver passato tempo (prima del blog) a cercare un qualsiasi parere sui miei scritti, come alla ricerca di un’approvazione sono arrivata alla conclusione che l’importante è riuscire ad esprimersi in modo proprio.
    Concordo con il buon vecchio Dante

    1. grazie per la tua gentile presenza in questi luoghi e per le parole che hai voluto donarmi! i tuoi quesiti in alcuni momenti sono stati anche i miei, ma personalmente non ho scritto questo articolo per lamentarmi di mancata attenzione, anzi…mi riferivo ad un particolare modus operandi che vige nella telematicità, quello che crea gruppi e sottogruppi come nelle catalogazioni zoologiche o botaniche; mi riferivo a quel ‘seguire’ (per usare un termine che non scada nella volgarità) alcune persone per essere nelle loro grazie, nel ‘giro’. ecco, il clientelismo non mi appartiene in nessuna maniera, così come l’obbligata dipolmazia…ammiro chi è libero dentro e fuori e chi ama il confronto e la partecipazione, come gli amici – compresa te – che hanno voluto lasciare qui il loro segno. spero di leggerti ancora 😀

  6. Cara Angela, posso intuire il tuo disagio e il tuo inorridire di fronte al “mondo poetico”, tu cerca di superarti sempre, di creare opere d’arti e versi che superino il tempo. IL tempo presente è mediocre, per essere ottimista, in più chi ha talento o almeno qualcosa da dire d’oltre deve vedersela con un mare di nulla vestino, con migliaia di alfabeti alla riscossa, con vallette e prostituti della letteratura, con le “chiese” e i partiti dei famosi mediocri del quartierino, che ovviamente temono di perdere il loro potere da deretani intellettuali.Ma credo questo debba tenerlo in conto proprio chi decide di scrivere oggi. Come giustamente afferma Lino, il tempo “vero” darà i suoi frutti!Hai citato Dante, ebbene saprai che il più importante premio letterario del suo tempo in italia non lo vinse certo lui, ma un tipo che viene ricordato solo per questo e di cui francamente adesso mi sfugge persino il nome!!!Abbraccio, G.

    1. Gianpaolo carissimo è un onore oltre che un piacere averti qui! mi conosci bene, sai che adoro provocare, anche se lo sfogo è vero. indubbiamente non aspetto che sia un inanimato mondo telematico – e sinceramente neanche quello attualmente umano – a darmi gloria…ai posteri l’ardua sentenza 😉 mi viene da dire nella mia intolleranza verso le frasi fatte! per ora sono contentissima di leggere le tue parole…fosse anche per i miei due o tre lettori, scriverei e scriverei ancora e ancora! ti abbraccio

  7. Ma in fondo…’s’ei piace ei lice’ (Tasso, ma ormai è solo una citazione). Leggendo il commento a firma ‘gdpozzo’ mi vengono in mente situazioni di quando ero un ragazzo e non trovavo nessuno cui far leggere le cose che scribacchiavo…meglio così. Confesso che molti libri di poesia li ho usati per conciliare il sonno, e molta poesia per affrontare i risvegli.Anche qui c’è qualcosa che segna una divisione o un discrimine, una differenza tra il significante (la parola) e il significato (il messaggio)…il fatto è che coloro i quali associano le due cose, ritenendosi donatori di poesia,chiedono molto spesso, in cambio, di essere accettati (ammirati) nella loro grandezza, diversità, superiorità…L’autoeditoria telematica non è la manna dal cielo, è solo un mezzo per dire, ad un prezzo abbordabile, tutto ciò che si vuol dire, e la conseguenza non può essere che un prodotto scadente, visto che l’unico filtro è assolutamente personale. E allora viva i quadernetti e penne e matite. Magari penserai che esagero, e può darsi che sia così, in effetti, dal momento che in rete si possono reperire anche cose ottime, ma ci vuole tempo e fortuna, e ‘occhio’, per così dire. E per dirla tutta, una cosa che mi dà fastidio, del mondo dei poeti-blogger, è proprio questo voler a tutti i costi presentarsi come delle anime belle, grandi, sfortunate, sognanti, capaci solo di dispensare amore e bontà…e poiché questi signori/e sono in grado di crearsi una cerchia di benevolenti e reciproci ammiratori, ecco che si produce un ”effetto comunella” che porta ad includere/escludere questo o quello…vai a vedere con quanta facilità si appare e scompare dai blog.
    Esempilifico qualche passaggio: adoro la scrittura di Montale, ma non mi meraviglia leggere nel libro ‘Il provinciale” di Giorgio Bocca” che il grande Eugenio, che normalmente mostrava una certa fatica nel deambulare, fino a claudicare, trovandosi un giorno in Israele e udendo degli spari, scacciata ogni remora superò di slancio tutti gli altri presenti correndo verso il rifugio più prossimo. Sembra di capire che quella zoppia facesse parte del personaggio (il poeta-significante-transeunte-mentitore?). Certo non per questo aneddoto smetterò mai di adorare quella poesia che ha saputo rendere fruibile per milioni di persone.
    E ora il domandone finale: ma perché non mi faccio i fatti miei?
    Cià.

    1. carissimo Cataldo, sapessi quanto condivido di quel che scrivi!!continua serenamente a farti anche i fatti miei, se questo significa un arricchimento tale! imparo, imparo e sempre imparo da te, dal tuo carattere e soprattutto dalla tua scrittura (non è un caso che tu sia uno degli Autori che ho deciso di “custodire” qui nel mio spazio telematico)! la passione che metti nello scrivere qui, come altrove, mi dice semplicemente che ci tieni a quello che fai e che dici e questo mi piace, perché rimani te stesso, senza assurgerti a ruoli non tuoi, anzi! è chiarissimo anche il tuo parere a riguardo di poeti e poesia e per me è molto utile anche la tua esperienza circa i blog, che mi permette di dare il giusto distacco alla situazione e di trattenere solo il meglio, ovviamente per me.

      questo blog, in fondo, ha un titolo ben preciso e mi sembra che sia stato scelto davvero bene, se è riuscito a farci parlare così tanto!!…io, alla fine, credo solamente che il web sia e debba rimanere solo e soltanto uno strumento dei tempi moderni e che è giusto saperne usare, ma non diventarne social-schiavi! concordo – e moltissimo anche – sul caro anzi carissimo quaderno e sulla sua indissolubile compagna, la penna!
      grazie di cuore, a presto 😀

  8. Mio caro Angelo, anzi nostro, ho letto con interesse questo post e devo dire innanzitutto che concordo in toto su quanto scrive l’amico Cataldo, compreso l’aneddoto sul caro Montale.
    io credo che che il web offra possibilità che solo qualche anno fa ci sognavamo, purtroppo c’è chi lo usa a sproposito e chi ne fa strumento per autocelebrarsi. Personalmente ne faccio grande uso per me e per gli altri, spesso più per gli altri e la cosa, pur togliendo tempo per le mie “cose”, mi piace. Ma poi magari scopri che molte di quegli altri, non spendono niente in cambio (supponendo la condivisione, lo scambio)e mi viene da pensare che può essere normale che il celebrato si senta superiore al celebrante per quella residua scintilla luciferina rimasta impigliata in qualche fibra dell’anima. A questo punto dico anche io, Cataldo, – ma perché non mi faccio i fatti miei? – poi penso pure che certe presunzioni si esauriscono da se e quindi continuo a farmi i fatti miei e quelli di altri sempre più selezionati come persone prima che scrittori. .

    1. carissimo Seb, grazie per aver fatto ciò che hai detto – ormai una rarità – ovvero, scrivere su questo mio post..di solito mi “accontentano” dicendo che passeranno dai miei scritti, ma poi, alla fine, chi passa davvero e rimane nei miei luoghi sono quei “selezionati” di cui parli negli ultimi righi e che io chiamo Amici e per quanto mi riguarda si possono contare sulle dita di una mano e ne avanza pure! e poi, grazie per aver condiviso la tua esperienza sul tema e per aver letto anche i precedenti commenti…il mio pensiero è stato più che espresso, ma anche io – come si può notare – alla fine continuo per la mia strada e per la mia storia! tanto -come si dice?- chi ci ama ci segue, no??
      ti abbraccio forte forte 😀

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...