due poesie di Delmira Agustini (1886-1914) dal blog di Krimisa

 

CONTI DI MARMO  (dal ‘Rosario di Eros’)

 Io, la statua di marmo con testa di fuoco,

che spengo le mie tempie in fredda e bianca preghiera…

.

Incastonate in un gesto di palma o di astro

il vostro corpo, l’ipnotico gioiello d’alabastro

scolpito a baci puri e brunito negli anni;

sereno, nell’ armatura della luna;

bianco, più che se foste il fiore della stirpe,

e dalla nicchia della vostra castità,

imbiancate di me i gigli profondi della vostra anima

La mia ombra bacerà il vostro manto di calma,

che crescendo, crescendo  mi confonderà con Voi;

poi sarà la mia carne perduta nella vostra…

poi sarà la mia anima disciolta nella vostra…

poi sarà la gloria…e, saremo un dio!

-Amore di bianco e freddo,

amore di statue, e gigli, e astri, e dèi…

Tu me lo dài, mio Dio!

 *

 FIERA D’AMORE  (da ‘Gli astri dell’abisso’)

 Fiera d’amore, io soffro fame di cuori

di colombi, di avvoltoi, di caprioli o leoni

non c’è delizia che più tenti, non c’è sapore più gradito;

già aveva spezzato i miei artigli e l’istinto

quando eretta nella quasi oltreterra di un plinto

mi illuminò la statua di un antico imperatore.

.

E crebbe in me l’entusiasmo: dal tronco di pietra

salì il mio desiderio come edera fulminea

fino al petto bianco simile a neve

e chiesi al cuore impossibile…la scultura

custodiva la sua gloria serenissima e pura

con la fronte al Domani e la pianta all’Ieri.

.

Perenne il mio desiderio, nel tronco di pietra

si è rappreso come sanguinante edera

e da allora mordo le labbra sognando un cuore 

di statua, preda suprema per i miei begli artigli;

non di carne né di marmo: un impasto di stelle

senza sangue, né calore né palpito…

.

Nell’essenza di una sovrumana passione!

*     *     *

 “Nota previa del claudicante e improvvisato traduttore: la traduzione (che sempre è un po’  tradire, anche etimologicamente) è alquanto rabberciata, e il suo unico fine è di rendere una idea della poesia della Agustini; significa che mi spiace di non essere riuscito a far sentire la sensualità, che trovo mistica e corporale, che pervade i versi di questa poetessa morta a soli ventotto anni, per mano del proprio marito.”

 N.B. un particolare ringraziamento a Cataldo Antonio Amoruso, poeta che scrive e soprattutto legge, per la traduzione e per avermi fatto conoscere questa poetessa uruguayana…

http://krimisa.blogspot.it/2012/05/due-poesie-di-delmira-agustini-1886.html  – per leggere anche la versione in lingua originale –

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9 thoughts on “due poesie di Delmira Agustini (1886-1914) dal blog di Krimisa

  1. Personalmente quel misticismo e corporalità ce lo sento ed anche forte e non mi sembra nemmeno una traduzione rabberciata. Ho letto l’originale dal blog di Cataldo ed il rapporto mi pare equo nella traslazione. Bravo Cataldo, e grazie per averci presentato questa magnifica poetessa che non conoscevo e grazie ad Angela per ospitarla nella sua casa.
    Sebastiano

  2. “…..dal tronco di pietra

    salì il mio desiderio come edera fulminea

    fino al petto bianco simile a neve….”

    passione tra le membra di una donna che ha la mente dietro l’assente?

    Mi incuriosisce davvero…….Grazie a te e a Cataldo!

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