da “Serpenta” di Dario Bellezza

Ma il quotidiano insiste. Ed io volo
verso il tarlo segreto della notte
per non saperne di più. Insiste così
il quotidiano, e stinge addosso la sua pece
o pace perduta, incontrando i mostri
attigui dell’eros metropolitano
che ormai costano troppo sul mercato
degli schiavi. Insiste dunque il quotidiano:
la poesia è merce o merda, voli di gabbiani
in tempesta mentre si pensa a sorella Morte,
o la Musa vagante in clinica, in crisi
di astinenza, l’astinente essendo io
gioioso immondo testimone di un giorno
di pioggia: calamitoso e sventurato giorno
solfeggiando in mortale voragine il buio
di domani o ieri o il tempo che scorre
verso eternità imprendibili.

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