il tempo non è venuto (Pasquale Lucio Losavio)

Il tempo non è venuto
l’attesa allunga il rimorso
di un’incontro mai stato.

Sento l’anima trasalire
se solo sfioro con la mente
il pensiero di te.

Non so cos’è, è desiderio muto
è solo silenzio e mutare fremente dell’anima.

Ma il cuore esige i suoi diritti
per questo sarò invincibile e lotterò
per un tuo unico bacio.

8 pensieri su “il tempo non è venuto (Pasquale Lucio Losavio)

  1. un Autore di rielivo, dal sentire profondo e meditato, dalle poche ed incisive parole, qui solo apparentemente “semplice”, al quale sono particolarmente affezionata e che sono contenta di ospitare sul Sasso. Pasquale Lucio Losavio, filosofo e poeta, appartiene a quella schiera di Persone rare, preziose e silenziose, di cui si ringrazia costantemente per averle incontrate sul proprio cammino..

  2. teneri appigli cui appoggiare la malinconia questi versi, mi fanno pensare a Giobbe, colui che sa “che il riscatto prima o poi arriverà”… un fatalista o più astuto di Ulisse?!… sicuramente intelligente nello sfruttare la negatività per continuare a restare a galla, attenuado il più possibile gli effetti della devastazione che l’aveva colpito… basta aver fiducia nelle proprie convinzioni…!

    1. nel tuo commento, carissima Elina, trovo l’elemento cardine di questo articolo, il calore…seppur ben differente direi! eppure il vento caldo lo avverto sinonimo di estate del sentire….

  3. sto insieme al mio cuore
    una ridicola cosa meno di una rosa e ancora meno di una posa
    fotografica s’intende
    quelle che comunemente si fanno gl’innamorati
    in altri luoghi di solito accampati
    io sto con il mio cuore
    nitido batte il suo proclama in attimi tutte le ore e
    non c’è foto né ritratto del mio amore contraffatto
    quello che si mostra in copertina di ritratto e poi svanisce
    in qualche altra designazione.
    io sto con il cuore che so che è mio
    amante simultaneo compagno senza sosta
    che non si ritrae nè un secondo né un attimo d’imposta
    nemmeno l’impostura di un amore frettoloso lo distrugge
    questo leone che rugge

    1. Fernanda, questo è un inno a quanto di più prezioso si possa avere..senza altre “ombre” che non siano se stesso, senza estranei che possano contraffarne il sentire..luogo sicuro anche di quella ricerca che spesso tentiamo all’esterno del luogo più certo…grazie ed un abbraccio!

      1. Sì, esattamente come tu dici, sappi che anch’io ho impiegato anni per scoprire quel gioello musicale e musico che mi tenevo in corpo come gli altri, naturalmente, e pensavo fosse solo…un organo! Ti ho inviato in fb la risposta a quanto mi chiedevi e la sistemazione. Un bacio,ferni

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