ed una principessa divenne regina…(tre opere di Simonetta Carpini)

Simonetta Carpini

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Simonetta Carpini

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Simonetta Carpini

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(nel giorno di festa lasciamo spazio alla fantasia  e -perchè, no?- diventiamo anche solo per un attimo i protagonisti della nostra favola …)

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“Una volta, ricordo che c’era un giorno ed era un giorno molto speciale, vestito di luce e festa, che decise di raccontare una storia, ascoltata tanto tempo prima, quando era solo un piccolo mattino di poche ore ed ancora non conosceva bene il signor Tempo. In quel mattino che inverno proprio non era, ma quasi quasi c’eravamo vicini, sgambettando sorridente con le sue scarpette rosse di vernice fresca, Mya –  che in realtà si chiamava Maya, ma due lettere uguali le sembravano troppo – passeggiava tra i campi che circondavano il suo minuscolo paese, aggrappato al collo di una montagna e al ricordo di una lingua che ormai parlavano in pochi.

Il sentiero per salire al cuore di legno, un vecchio ed antichissimo albero, custode dei sogni e dei desideri, lo conosceva a memoria, ma ogni volta si meravigliava che il percorso le offrisse un nuovo incontro: con un’ape brontolona, con una farfalla vanitosa ed una volta addirittura con un cavallo a dondolo, che però aveva le ruote esattamente come una delle macchinine di suo fratello, che oggi era grande ed aveva altri interessi. Sorrise il cavallino e subito Mya salì sulla sua groppa dorata con il suo mazzetto di fiorellini lilla che, nonostante il freddo, si erano lasciati comunque trovare dalle sue manine bianche.

Trotterellando trotterellando il mattino divenne più alto fino ad indossare le vesti di un mezzogiorno e di un pomeriggio dipinti di un celeste, che dal paesino di Mya si era visto solo da lontano ed era stato chiamato “mare” tanto che la bimba imparò, prima che altre parole, “a-mare” per indicare il luogo che un giorno avrebbe certamente abitato. Trascorsa ancora qualche altra ora, il sonno bussò ai suoi occhietti belli; allora Cloppete lasciò le sue ruote e calzò zoccoli di piuma leggera leggera, mentre una carrozza bianca – con tendine di preziosissimo merletto – tirata da Clippete giunse veloce fino a loro. Mya entrò in quello che le parve un sogno e si addormentò su cuscini rossi e blu di tramonto e quasi sera, trapuntati di minuscole stelle che, però, per non disturbare il suo sonno avevano smorzato il bagliore e così il Tempo, custode di attimi e mattini, la condusse alla meta, lassù, in alto, dove la luna tiene per mano le notti delle bambine, che si addormentano principesse e si risvegliano regine…

(C’è un luogo a lungo sognato dove ancora oggi batte un cuore, anche se in pochi riescono ad ascoltarlo, che crescendo è divenuto realtà e ha riconosciuto quella principessa, che correva nei mattini di neve da bambina…oggi per me è ancora la mia regina e la chiamo col nome più bello tra i nomi)”

Angela Greco

8 pensieri su “ed una principessa divenne regina…(tre opere di Simonetta Carpini)

  1. *
    grazie per l’attenzione e l’affetto ad entrambe, amiche mie!
    ho poche parole da aggiungere…la favola è dedicata a mia mamma, la bambina che usciva con i calzini e le scarpette nella neve, come mi è stato sempre raccontato…un ricordo che conservo gelosamente

    vi abbraccio con tutto il cuore

    1. *
      mia carissima Cettina, se le mie parole recano anche solo un sorriso già sono felice…ma se riescono a lenire e confortare è motivo in più per me per continuare a scrivere anche di ciò che spesso serbo gelosamente in me solo per timore di soffrire ancora..Grazie.
      ti stringo forte anche io, con affetto

  2. Dietro un’apparente aggressività e uno spirito ribelle, vive una sensibilità, delicatezza e raffinatezza di sentimenti sinceri che apprezzo moltissimo, ciao Angela.

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