Macchie d’inchiostro (Mirta De Riz)

Marina Marcolin

Sere d’inverno
con l’abito lungo di madonne dimenticate,
resa di lacrime d’addio sui muri,
palco per inquiete ombre danzanti
alla luce fioca di un camino stanco;
E fuori la neve amava la terra
.
Sembrava non dovessero mai finire
quei giorni di macchie d’inchiostro, regole a memoria,
odori di veli e messali,
prigionieri in quel cassetto di noce,
profumi di cera e mele cotogne
.
Ed io crescevo in silenzio,
nell’anima di quel tempo d’incanto
.
Poi il tempo cavalcò cavalli senza morso
e i sogni schioccarono e si spensero come faville
.
E sferzò la pioggia e offese la grandine
.
Pellegrina confusa e stanca
chiedo al tempo dolce sollievo,
ma solo una bambola rotta
fa la guardia alle rovine di una casa,
e di un cuore

8 pensieri su “Macchie d’inchiostro (Mirta De Riz)

  1. Ha suono di dolcezza e abbraccio, questo componimento di Mirta De Riz, che subito mi ha sfiorato a pelle, teneramente. Il trascorrere del Tempo è argomento col quale ciascuno di noi fa i conti; quando il ricordo è voce così bella, la commistione tra un passato molto deciso, e al limite del dolore, e questo presente da accettare diventa il dipinto di un’anima grande.

    grazie di cuore Mirta, con affetto.

  2. Di solito le riprese, le ripetizioni coordinanti, in un testo poetico si fanno ‘sentire’, pesando spesso in negativo. Così non è in questo pezzo, dove si possono cogliere dei begli esempi di polisindeto, segnatamente in quel verso ‘e sferzò la pioggia e offese la grandine’ che, isolato, riesce ancor più icastico, penetrante.

  3. il verso scioglie il tempo in passaggi temporali e “di verbi” continui…
    ricevo un senso di libertà e accettazione dalla lettura
    mi soffermo ancora su “quei giorni di macchie d’inchiostro”…
    riascolto alcune mie vecchie parole…ma dove saranno?
    nei tanti traslochi della mia vita ho perso libri e quaderni
    grazie Mirta

  4. Che bello questo tempo di ricordi…anche se poi si ritrova a combattere su una linea sottile in cui un altro tempo “cavalca senza morso”. Infatti perde un carico prezioso, quello dei sogni. Ma sono andati davvero tutti perduti quei sogni? No, cara Mirta, per scrivere così qualche sogno è rimasto o tu hai avuto la forza di andare proprio lì a cercarlo. Tra quelle rovine, poi, ce ne sono altri, ne sono sicura.
    Molto bella e grazie ad Angela, perfetta padrona di casa, per averla proposta. Mi ha fatto bene leggerla dopo alcuni giorni un po’…
    Ciao Angela, ciao Elina e naturalmente Mirta e tutti.

    1. Come ringraziare le persone che hanno letto e commentato così benevolmente i miei versi? Grazie, grazie a tutti Voi e in particolare ad Angela, grazie. Non merito tanto, davvero!

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