[Diletta, le tue mani – due cigni] (Sergej Esenin)

Catrin Welz-Stein

Diletta, le tue mani – due cigni

Che scompigliano l’oro della mia chioma.

Al mondo non si fa altro

Che cantare e ricantare l’amore.

.

E anch’io in un tempo lontano l’ho fatto

E ancora, e di nuovo,

Perché hanno un respiro profondo

Le parole della tenerezza.

.

Se l’anima davvero potesse amare

Il cuore si muterebbe in una zolla d’oro.

Eppure so che non basta

La tiepida luna di Teheran a riscaldarmi.

.

Come vivrò mi è ignoto.

Diverrò cenere fra le carezza di Sciaga?

O, vecchio, mi struggerò dolente

Per aver smarrito il filo del canto?

.

Tutto ciò che esiste ha una sua natura:

Questo è per l’orecchio, quello per l’occhio,

E se uno di queste parti scrive una brutta canzone

Non è sicuramente di Shiraz.

.

Chi sa come la gente un giorno

Giudicherà i miei versi: dirà

Che forse avrei cantato meglio se due cigni

Il respiro non m’avessero mozzato.

.

[1925, Motivi persiani, da Russia e altre poesie]

3 pensieri su “[Diletta, le tue mani – due cigni] (Sergej Esenin)

      1. bentrovata Federica!
        e se lo dice Esenin che l’amore è materia poetica noi possiamo ben tenerne conto anche nei nostri scritti!
        un abbraccio, forte e grazie del passaggio!!

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.