(la macchina del tempo) di Cettina Lascia Cirinnà

carrie vielle

sono tornata figlia

di un tempo infinito

che mi nasconde le parole

in nascondigli impensabili,

in nicchie di pensiero

le idee riposano stanche.

Il pomeriggio muore

nel caldo siciliano

ed io trascorro le ore

in contemplazione

di assenze gioiose,

il divenire si fa mistero

e avvolge stanze vuote di vita.

La memoria di corpi astratti

riempie la mente,

svilita aspetta il domani

…diverso dall’oggi.

*

(da Vibrazioni sconosciute – Libreria Editrice Urso,2012)

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