Arte “in presa diretta” su Il sasso nello stagno: Costantino Piazza in un’intervista di A.Greco

opera di Kostia

Con Kostia e la rubrica “arte in presa diretta” inauguriamo un nuovo spazio d’arte, pulsante e vitale nonostante la virtualità del mezzo, grazie alla collaborazione di Costantino Piazza, operatore in campo artistico, che ha scelto Il sasso nello stagno, come luogo d’espressione per il suo pensiero, tagliando il nastro ad una nuova pertinenza di quel salotto artistico-letterario, che da sempre il Sasso ha deciso di essere.

Costantino, ti ingrazio per l’amicizia e la disponibilità a rispondere ad alcune domande, ben sapendo gli impegni e il sempre poco tempo che hai, e subito ti dico “Benvenuto!” in questo collettivo; le domande che seguono, introducono argomentazioni difficilmente esauribili in poco spazio e sono atte ed innestarti in questo contesto, lietissimo della tua presenza. Mi piace, inoltre, mettere in evidenza, anche conoscendo personalmente il tuo senso di libertà, che sei approdato su Il sasso nello stagno – un posto che mira ad imparare a “vedere oltre il visibile” per usare un concetto di Paul Klee, che spesso mi ripeti – come in uno spazio nel quale poter dire senza condizionamenti il tuo pensiero; così ti chiedo, senza mezzi termini e un po’ genericamente, ma che “luogo” è oggi, l’Arte?

C.P. –“Un saluto ai lettori de Il sasso nello stagno, per iniziare; le mie risposte nell’ambito di questo primo articolo “in collaborazione” vogliono solo essere dei flashes, delle brevi introduzioni, da sviluppare successivamente. L’Arte intesa come luogo fisico non è semplice da esprimere; una volta c’era un luogo o meglio dei luoghi, identificativi, come le gallerie d’Arte e i musei pubblici. Adesso a queste strutture private e pubbliche se ne sono aggiunte altre, sono cambiate le funzioni dei luoghi e sono sorte vere e proprie piattaforme operative e di comunicazione, anche virtuali, che si potrebbero intendere come delle  finestre sull’Arte.”

A.G. – Nasci a Palermo, città di cui sei innamoratissimo, nel ’53; hai vissuto il ’68 a Milano e gli Anni settanta hanno visto il tuo esordio da pittore, con il nome di Kostia, tra la Lombardia e l’Emilia Romagna dove vivi. Periodi particolari, che non potevano lasciare indifferenti, nei quali essere artista e vivere per la propria Arte aveva una valenza differente rispetto ad oggi. Nel tempo, quanto è cambiata la figura dell’ artista e qual è l’atteggiamento della gente nei riguardi delle stesse opere?

C.P. – “La figura dell’artista si è sempre modificata ciclicamente nel tempo; mentre in passato l’artista ha avuto una funzione ben definita, oggi con il pesante intervento dei media questa figura viene spesso plasmata nell’interesse di chi opera nel mercato dell’Arte, creando parametri di valutazione che non sono espressione della qualità delle sue creazioni artistiche. Spesso gli Artisti perdono il loro spirito originario e diventano dei professionisti di settore collocati nel sistema. L’atteggiamento della gente, poi, è diversificato a seconda che si tratti di visitatori, appassionati d’arte, collezionisti o addetti ai lavori. I visitatori sono attratti principalmente dalla bellezza delle opere e dalle emozioni che esse suscitano; gli appassionati ricercano collegamenti con varie forme espressive; i collezionisti, a differenza di una volta, guardano al nome e all’eventuale investimento, mentre gli addetti ai lavori ricercano le novità da proporre o la vendibilità del prodotto artistico.”

A.G. – Sei una persona che ha profondamente radicato in sé il senso del lavoro e sei, tra l’altro, esperto di gestione aziendale e di vendite. Sei direttore artistico di una importante galleria emiliana e di un progetto rivolto a nuovi talenti, sempre in campo artistico, in Roma; sempre in movimento, tra treni e mezzi di comunicazione e, aggiungerei, difficilmente imbrigliabile. Come fai a conciliare quello che definirei il tuo “istinto” di Pittore con il lavoro di Direttore Artistico e in cosa consiste precisamente questo ruolo?

C.P. – “Non è semplice conciliare le due cose, tanto che qualcuno dice sia impossibile. Ricevo molte critiche in questo senso. Io trovo sia non solo conciliabile, ma stimolante da un punto di vista creativo, se si considera il continuo flusso di immagini frutto di creatività che un direttore artistico visiona, mentre svolge il suo compito. Il direttore artistico ha molteplici funzioni: imposta le linee guida della galleria, la sua principale attività; sceglie le tipologie di eventi e gli interventi degli artisti in base alle tematiche e si occupa di tutto ciò che è inerente all’ottimale presentazione dell’evento. Inoltre, cura i contatti con artisti, curatori e mezzi di comunicazione; presenzia per conto della galleria a mostre ed eventi; valuta e seleziona gli artisti che si propongono e spesso coadiuva all’allestimento di mostre.”

A.G. –Con grande professionalità, spirito critico e privo di pregiudizi, sei sempre in contatto con i giovani, che in te vedono anche un punto di riferimento; viene da rivolgerti una domanda, quasi di rito: che consiglio daresti a chi decide di fare l’artista oggi?

C.P. – “Agli artisti consiglio di operare scelte precise: vivere la propria arte per passione e, quindi, senza aspettarsi niente di più che delle gratificazioni personali; oppure, nel caso volessero svolgere la loro arte professionalmente, di documentarsi bene su quello che comporta questo tipo di attività. C’è molta incompetenza e, soprattutto, ci sono molte speculazioni sui giovani, i quali senza validi consigli non sempre emergono, nonostante il talento, in un campo come questo. Oggi, oltre ad essere direttore artistico, sono anche talent scout e consulente artistico, così da poter fornire un supporto concreto a chi si avvicina all’Arte, che oggi è diventata una vera e propria professione con tutte le problematiche economiche e fiscali che ne conseguono.”

A.G. – Adesso, se sei d’accordo, ti rivolgo la domanda per me clou, senza togliere valore a quelle precedenti, ovvio; vorrei chiederti di presentare Kostia, ai lettori de Il sasso nello stagno, raccontandoci come nasce, l’uso dei suoi colori e dei suoi materiali, ma soprattutto, parlandoci del suo stilema e degli elementi che lo caratterizzano, in una panoramica che approfondiremo meglio nella stanza Sassi di Kostia, magari presentando alcune tue opere.

C.P. – “Kostia, come nome,  nasce casualmente da un nomignolo attribuitomi da un’amica, quando ero adolescente; mi piacque e lo utilizzai, come pseudonimo per le mie creazioni. Mi sono avvicinato all’arte, come tutti i ragazzini, in primis per curiosità; mi piaceva osservare le opere d’Arte e avevo una predisposizione naturale al disegno. Sono un autodidatta, anche se ho studiato moltissimo Storia dell’arte attraverso importanti pubblicazioni e visitando mostre continuamente. Ci tengo a precisare che non sono un “pittore”, ma un “grafico che colora”. In effetti per molti anni ho disegnato soltanto in bianco e nero e solo esclusivamente su cartoncino; successivamente, a metà degli anni Settanta, ho cominciato ad aggiungere il colore e negli Ottanta, a dipingerli e ad utilizzare differenti supporti. Le mie composizioni sono caratterizzate da textures che utilizzano forme biomorfe, rappresentanti un cosmo vitale in armonia con suoni e vibrazioni cromatiche. Realizzo anche opere concettuali e anche figurative stilizzate attraverso uno stilema, che richiama il Liberty siciliano e la sua cultura popolare, la pop Art Americana e le culture nord e sud americane. Ci sono anche richiami al futurismo e all’arte del primo novecento.”

A.G. – E per chiudere, ringraziandoti di cuore, dando in tal modo l’inizio ufficiale alla tua preziosa collaborazione con Il sasso nello stagno, conoscendo la tua mente in perenne movimento e capace di concretizzare con passione e pazienza quello che decide, ti chiedo un accenno ai tuoi progetti futuri, perché so bene che per te avere progetti sempre nuovi è un modo di vincere il tempo anagrafico e, infine, di dirci, se vuoi, cosa pensi di questo luogo di cui da oggi fai parte , libero da diplomazia di circostanza e mostrando il tuo sorriso…

C.P. -“I miei progetti futuri mi vedranno impegnato come operatore culturale a 360°, a creare sinergie con gallerie ed Enti pubblici in Italia e all’estero e curare gli artisti che vorranno avvalersi di questa figura professionale. Non ultimo, vorrei proseguire la mia ricerca artistica. Rispondendo, col sorriso come mi chiedi, all’ultima domanda, aggiungo solo che trovo Il sasso nello stagno un luogo interessante, come piattaforma per uno scambio di opinioni sulla situazione dell’Arte; un luogo anche di confronto e dibattito sulle tematiche che di volta in volta si affronteranno, così da dare un contributo, anche minimo, al cambiamento di ciò che non funziona in questo settore culturale.”

*

Grazie a Costantino Piazza e ai lettori e amici de Il sasso nello stagno.

[Angela Greco]

opera di Kostia.

– le immagini sono tratte dalla pagina facebook ‘Kostia’ –

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6 thoughts on “Arte “in presa diretta” su Il sasso nello stagno: Costantino Piazza in un’intervista di A.Greco

    1. grazie Maria, sempre molto gentile e detto da te per me e’ importante, visto le cose meravigliose che crei. Un caro saluto.

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