su Era il tempo della poesia…(era il nostro tempo) di Cettina Lascia Cirinnà

copertina silloge Cettina Lascia Cirinnà

L’ultima silloge di Cettina Lascia Cirinnà, Era il tempo della poesia…(era il nostro tempo) edita per la Libreria Editrice Urso Avola in questo marzo 2013, si apre sin dal titolo – che coincide con quello della prima lirica – con la sovrapposizione di due piani temporali ben distinti: uno concreto ed uno oltre reale che, pur essendo indistinguibili all’atto pratico della lettura, conferiscono la certezza di una simbiosi mutualistica, dove la poesia supporta e nutre il vissuto e quest’ultimo è materia e materiale che sostenta e sostiene il ricordo \ verso fino alla percezione di una sorta di a-temporalità affidata al viso e allo sguardo meravigliato e puro di una fanciulla (ripresa in copertina) e all’imperfetto di quel verbo che domina il titolo.

Il Tempo è una costante che scorre con i versi, sia esso vissuto fino all’ultimo respiro, sia esso immaginato o evocato e pagina dopo pagina si entra in contatto con corpi, paesaggi, sentimenti, profumi e sensazioni che concorrono alla materializzazione del sogno di un amore con la A maiuscola, che sconfina oltre il tempo stesso, oltre i pensieri concessi, oltre i desideri consentiti e fin’anche oltre i confini geografici – tratto costante della poetica dell’autrice – in cui è ambientato e soprattutto vissuto il sentimento. Sentimento, che non ci è concesso di sapere se sia reale o meno, ma che trasmette la forte consapevolezza che già la sua esistenza basta alla sopravvivenza.

Scorre per tutta la lettura una felicità desiderata e temuta, vissuta e rimpianta, trattata dalla mano della poetessa con il fare riservato a qualcosa di estremamente prezioso del quale si ha la coscienza che sarà per sempre solo e soltanto su un piano personale di difficile comprensione altrui e dal quale non con dolore si ha la consapevolezza che ci si deve distaccare per evitare quella disfatta propria di un vissuto totalizzante ed inconciliabile con la realtà obiettiva. Il lettore si ritrova così, a gioire e soffrire con l’autrice, immerso in un eden coincidente con la terra che detta lo scenario, che si impone nel ricordo e negli occhi e così meravigliosamente offerta in versi.

Si è grati, dunque a Cettina, per la delicatezza e al contempo la forza di questo suo nuovo lavoro poetico, del coraggio e della dolcezza profusi senza limite, del suo sorriso cauto e sincero, il sorriso di chi conosce bene il quotidiano, ma non rinuncia alla vera natura del suo cuore. [Angela Greco]

*

(mano nella mano)

.

e si ritorna mano nella mano

da quel luogo dove tutto tace

.

non servono parole

a tracciare puntini

per seguire percorsi alternativi

.

negli occhi muti

lampi di gioia inattesa

fanno fatica a spegnersi

.

nel giorno che passa

lentamente

sottomesso alle tue voglie

il calore di mani intrecciate

ai ricordi lontani

non si spegne

si propaga all’infinito

.

non sono io

non sei tu

a decidere

del destino

.

si accende il desiderio

nell’istante dell’addio

*

[disposizione sulla pagina come in originale nel testo]

2 pensieri su “su Era il tempo della poesia…(era il nostro tempo) di Cettina Lascia Cirinnà

  1. …la mia felicità è completa adesso dopo aver letto la tua recensione ai miei pensieri, con naturalezza mi sono rivista come in un film emozionante e sincero; cara Angela hai saputo interpretare i voli pindarici della mia mente e restituirli intatti…grazie di cuore.

    Cettina

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