Arte astratta: segni, cromatismi e nuovi significati (rubrica a cura di Costantino Piazza)

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V.Kandinskij – Impression V

 

L’arte astratta crea immagini non appartenenti alla nostra esperienza visiva; a questa possono essere assimilati quei disegni e quelle decorazioni, che nell’antichità avevano soltanto un fine estetico ben preciso, ovvero rendere più piacevole la visione dell’oggetto su cui erano impressi. Dall’astrazione hanno avuto luogo, successivamente, tutti i processi che hanno poi portato anche alla nascita delle parole e dei numeri. I segni sono intesi come simboli capaci di rimandare ad oggetti ed idee; prende vita, così, un nuovo modo di rappresentare la realtà, in chiave astratta; il nuovo movimento nasce intorno al 1910 per un processo di totale invenzione che, non essendo accettato dai regimi totalitari, induce gli artisti ad emigrare negli Stati Uniti. L’astrattismo si è protratto fino al dopoguerra, dando luogo a diverse correnti, quali L’action Painting, l’Informale, il Concettuale e l’Optical Art.

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V.Kandinskij – Composizione VIII

  

Il pittore russo Vassilj Kandinskij, fonda a Monaco il movimento espressionista “Der Blaue Reiter” (Il Cavaliere Azzurro) e attraverso i suoi celebri trattati affronta la pittura astratta con tre gruppi di opere denominate Impressioni – Improvvisazioni e Composizioni, che mettono in evidenzia il suo legame con la musica. Nei suoi trattati Kandinskij espone le sue teorie sui segni grafici e sui colori: dal punto di vista grafico, il punto è un segno statico, che nasce quando si tocca la tela; mentre la linea varia e, quindi, è un segno dinamico. Invece, dal punto di vista pittorico, il colore sullo spettatore, ha un effetto fisico basato su sensazioni momentanee ed un effetto psichico, dovuto alla sua vibrazione spirituale attraverso cui il colore stesso raggiunge l’anima. L’argomento è complesso e variegato, per cui è opportuno rimandare alla lettura degli affascinanti testi originali.

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V.Kandinskij – Composizione VII

 

Comunque è interessante ed opportuno evidenziare le caratteristiche principali delle classificazioni dei colori che Kandinskij divise in colori caldi e colori freddi, accostandone ognuno ad un suono musicale. Facciamo degli esempi: Il giallo è paragonato al suono della tromba di una fanfara; l’azzurro a quello di un flauto; il rosso a quello di una tuba; l’arancione a quello di una campana o di un contralto; il verde è quiete, ma, accostato al blu, acquisisce i toni semigravi e caldi del violino; il viola è paragonato al suono del corno inglese, della zampogna, del fagotto. Il blu singolarmente è accostato al suono del violoncello. Il grigio, il marrone, il bianco e il nero sono colori statici, che danno influenze solo ad altri suoni. Inoltre, i colori assumono forme che privilegiano il triangolo (giallo), il cerchio (blu) e il quadrato (rosso). La composizione astratta artistica diviene simile ad un brano musicale orchestrato da un maestro, stabilendo un rapporto strettissimo tra creazione e dimensione spirituale.

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J.Pollock – Number 8

 

L’esito comunque più interessante e suggestivo dell’astrattismo, dopo Kandinskij, è dato dal pittore statunitense Jackson Pollock, che inventò il “dripping”, ossia la tecnica di porre il colore sulla tela posta a terra, mediante sgocciolatura e spruzzi. Egli attuò procedimenti automatici istintivi, utilizzando smalti industriali e il suo tipo di pittura, denominata “Drip Painting”, si diffuse tra gli anni ‘40 e ‘60 del secolo scorso.

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J.Pollock – tecnica del dripping

 

Nell’opera di Pollock è molto evidente l’influenza dell’arte dei nativi americani, che operavano con modalità molto simili: immagini provenienti direttamente dall’inconscio con un’estetica primitiva, richiamanti “il mondo degli spiriti”; una specie di surrealismo automatico, un modello visuale senza tempo. Pollock, alcolizzato e in terapia da un psicoterapeuta, aveva un altro punto in contatto con la cultura pellerossa: il fatto che, come loro, utilizzava le sabbie colorate, agendo in uno stato fisico simile a quello degli stregoni in preda ad allucinazioni causate dall’uso di droghe, le quali favorivano il viaggio nel “mondo degli spiriti”. Le rappresentazioni che ne derivavano, combinavano elementi astratti e geometrici, espressioni tutte “aniconiche”, che traevano origine dai recessi più profondi della mente umana.

[Costantino Piazza]

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J.Pollock – Convergence

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4 thoughts on “Arte astratta: segni, cromatismi e nuovi significati (rubrica a cura di Costantino Piazza)

    1. Seb, caro, che bello quello che scrivi!!
      è prezioso anche ciascun amico che qui viene e sosta con noi negli argomenti e tra le parole; voce e sentire di sentimenti condivisi. grazie 😛

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