da Inventario, poesie 1948 – 2000 di Mario Benedetti

opera di Joaquín Torres García
opera di Joaquín Torres García

 

ASSENZA DI DIO

Diciamo che ti allontani definitivamente

verso il pozzo d’oblio da te scelto,

ma la parte migliore del tuo spazio,

in realtà l’unica costante del tuo spazio,

rimarrà per sempre in me, dolente,

persuasa, frustrata, silenziosa,

rimarrà in me il tuo cuore inerte e sostanziale,

il tuo cuore di un’unica promessa

in me che resto completamente solo

a sopravviverti.

 

Dopo quel dolore rotondo ed efficace,

pazientemente aspro, d’invincibile dolcezza,

non importa se sfrutto la tua assenza insopportabile

né oso chiedere se una parola

può contenerti come al solito.

 

La verità è che ora non sei nella mia notte

di straziante e totale somiglianza con altre

in cui ho cercato di averti o circondarti.

Resta soltanto un’eco irrimediabile

della mia voce infantile, quella ignara.

 

E adesso che inutile paura, che vergogna

non avere preghiere come morsi,

né fede per piantare le unghie,

non avendo altro che la notte,

sapere che Dio muore, che Dio scivola,

che sta arretrando con le braccia chiuse,

con le labbra chiuse, con la nebbia,

come un campanile a pezzi

che ritornasse indietro secoli di cenere.

 

È tardi ormai. Eppure io darei

tutti i giuramenti e poi le piogge,

le pareti con insulti o amorosi richiami,

le finestre d’inverno, il mare a volte,

pur di non avere in me il tuo cuore,

inevitabile cuore sofferente

in cui mi trovo completamente solo

a sopravviverti.

 ‘

[da Soltanto nel frattempo (1948 – 1950)]

 

*

DESAPARECIDOS

 Sono da qualche parte / a concertarsi

a sconcertarsi / sordi

cercandosi / cercandoci

impediti dai segni e dai dubbi

a guardare i cancelli delle piazze

campanelli di porte / vecchi terrazzi

a fare ordine nei sogni negli oblii

forse convalescenti di una morte privata

 

nessuno ha spiegato loro con certezza

se sono già partiti oppure no

se sono manifesti o appena un tremolio

se son sopravvissuti o semplici responsi

 

vedono uccelli e alberi che passano

e non sanno a quale ombra appartengono

 

quando cominciarono a scomparire

tre cinque o sette cerimonie fa

a scomparire come senza sangue

come senza volto e senza motivo

videro dalla finestra dell’assenza

ciò che restava dietro / l’impalcatura

di abbracci e fumo

 

quando cominciarono a scomparire

come l’oasi scompare dai miraggi

a dileguarsi senza un’ultima parola

reggevano in mano brandelli

di cose che amavano

 

da qualche parte sono / nube o tomba

da qualche parte stanno / ne sono certo

forse nel sud dell’anima

la bussola sarà andata persa

e ora girano sempre a domandare

dove cazzo rimane il buon amore

perché loro vengono dall’odio

 ‘

 [da Geografie (1982 – 1984)]

 

*

ESSERE VIVO

Sono vivo

            non è brutto essere vivo

e ascoltare ancora Zitarrosa

che è morto

            è brutto che sia morto

 

le voci che tu ami non tacciono mai

vivono e sopravvivono / galleggiano

nella memoria fedele scandalosa

 

io ritorno a me stesso

            mi saluto

con la seta del lago e quattro cigni

con il segno fatale degli identici

e con i fili della di speranza

con la prudenza degli egoisti

e l’imprudenza dei generosi

 

sono vivo

            non è brutto essere vivi

e ascoltare ancora Gustav Mahler

avanzo piano e con cautela

e nessuno bada alle mie orme

medito a labbra strette

e verifico

            non è brutto essere vivi

 ‘

[da Il mondo che respiro (2000)]

 

*

(tratto da Mario Benedetti, Inventario – poesia 1948 – 2000, Le Lettere)

4 pensieri su “da Inventario, poesie 1948 – 2000 di Mario Benedetti

  1. Grazie per questa proposta Angre, è davvero un Autore da conoscere per contenuti e per come li propone. Autentico e autentici i suoi versi, capaci di dimenticarsi l’io e abbracciare un noi, sfiorare e addentrarsi invece nelle pieghe più strette, e tutto con una leggerezza di pochi.
    Segno.

    1. Alla tua attenzione e alla stima che hai per questo luogo dedico il 2000° commento de Il sasso nello stagno e sono contenta che sia una rivolto a te, carissimo Romeo, pensando e “rispondendo” alla tua sensibilità e alla tua cara presenza in questo collettivo.

      Un abbraccio grande 😛

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