L’arte preistorica: le pitture e le incisioni rupestri (prima parte) – a cura di Costantino Piazza

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sito di Lescaux, pitture rupestri, Francia

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In questa rubrica fino ad oggi abbiamo parlato dell’Arte moderna e delle sue principali concretizzazioni, in maniera semplice e a tratti anche un po’ schematica, così da avvicinarci all’argomento, attraverso la conoscenza di queste espressioni in continua evoluzione. A questo punto possiamo pensare di essere in grado – almeno quel tanto che basta – di comprendere il magnifico universo emotivo che essa coinvolge, partendo dall’inizio,  ovvero dalla preistoria dell’arte.

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part.di pittura rupestre rinvenuta nelle grotte di Altamira, Spagna

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Con il termine “arte preistorica” si intendono tutte quelle manifestazioni artistiche svoltesi nella protostoria e che si snodano per circa un milione di anni. Questa è una fase creativa che prelude ad un uso sistematico di segni grafici, che progressivamente porteranno alla scrittura, nell’età del bronzo (circa 3.000 A.C.). Nel Paleolitico, l’arte ha scopi magici e propiziatori, in quanto gli uomini erano ancora raccoglitori e cacciatori e vivevano a stretto contatto con la natura, le pitture e le incisioni murali, ritrovate in grotte e caverne, riproducevano principalmente scene di caccia; gli animali avevano un valore simbolico molto alto: erano ritratti in uno spazio indefinito e spesso sovrapposti.

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pitture rupestri presso Altamira, Spagna

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Nel neolitico invece, vengono rappresentati, il sole, le stagioni e i fenomeni atmosferici; siamo nel periodo in cui l’uomo passa dall’agricoltura all’allevamento e gli individui si organizzano in villaggi: i disegni diventano geometrici e decorativi; mentre la figura umana e gli animali vengono stilizzati. L’arte inizia a sganciarsi dal mondo ultraterreno, assumendo valore decorativo. Queste culture artistiche relative alla protostoria sono usualmente suddivise in base all’area geografica in cui si manifestano, per cui si parlerà di protostoria asiatica, mediterranea, europea, andina, mesoamericana e di culture paleo-africane.

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esempio di pittura rupestre africana, Zimbawe

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Sarebbe interessante parlare singolarmente di queste specifiche espressioni artistiche, perché fornirebbero un panorama straordinariamente interessante delle culture stesse, dei luoghi edel vivere sociale di queste popolazioni; nei prossimi incontri, pertanto, si cercherà di evidenziarne le caratteristiche basilari, soffermandosi sulle pitture rupestri europee e anche sui ritrovamenti neolitici delle due zone italiane, la pianura padana e l’area mediterranea, che sono alla base della conoscenza della successiva arte italica. L’inizio (di tutte le cose) è sempre il momento più importante e pur essendo questo argomento complesso, si cercherà di renderlo piacevole e coinvolgente attraverso immagini, dedicandogli più di un appuntamento, in modo da fornire una visione ampia, che possa far comprendere l’ancestralità che viveva in quelle opere d’arte.

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pitture rupestri in Valcamonica, Italia

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Questo primo capitolo di un nuovo percorso, fornisce buon motivo per ringraziare tutti coloro che seguono con tanta passione la rubrica e che invito anche per la seconda part, venerdì prossimo.

[Costantino Piazza]

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5 thoughts on “L’arte preistorica: le pitture e le incisioni rupestri (prima parte) – a cura di Costantino Piazza

  1. Interessante, e sopratutto, quanto questo inizio sia somigliante alla fine del percorso precedente, come ” segno ” e come anche, supporto per questa forma d’arte, un po’ come se si chiudesse un cerchio, un corso e ricorso.
    piacevolissima lezione. ci sono. grazie ancora.

  2. Perchè no, Mirta. L’Arte non è un argomento a se stante, ma un elemento della cultura che ha tante sfaccettature, anche questa. Felice che ti piaccia come la presentiamo. Romeo, ha centrato in pieno ciò che intendevo fare, avrei già potuto iniziare subito da qui, sarebbe sembrata una cosa logica. Ma l’arte, quella vera, come anche la scrittura ha una sua universalità e attualità. Shakespeare parlava ai suoi tempi di cose che viviamo anche oggi, senza che sia cambiato nulla. Sempre grazie ad Angela, preziosa nel coadiuvarmi nella messa a punto dei testi e la scelta delle immagini.

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