Palermo: Palazzo dei Normanni, Palazzo Reale e Cappella Palatina – sassi d’arte

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Il Palazzo Reale – Palazzo di Normanni a Palermo

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Il Palazzo Reale dei Normanni di Palermo sorge nel nucleo più antico ed elevato della città, sopra un insediamento punico scoperto negli anni Ottanta del secolo scorso. Durante la dominazione araba venne edificato il primo nucleo parziale tra i fiumi Kemonia e Papireto, con caratteristiche tipicamente difensive; ecco perché venne denominato Qasr, termine che in arabo sta ad indicare, oltre che un castello, anche una fortificazione militare. Con l’arrivo dei Normanni a Palermo, nel 1072, ebbero inizio i lavori di ricostruzione ed ampliamento che avrebbero condotto nel 1130, dopo l’incoronazione di Ruggero II d’Altavilla – primo re normanno di Sicilia –, alla trasformazione della fortezza in Palazzo Reale e centro nevralgico di un potere illuminato determinante per la costruzione della meravigliosa Cappella Palatina.

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Palazzo dei Normanni (il nucleo in primo piano)

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All’interno del palazzo normanno esistevano un opificio ed un laboratorio tessile (tiraz), dove furono prodotti manufatti di rara bellezza. In tale contesto, le corti di Ruggero II, di Guglielmo I (il Malo) e di Guglielmo II (il Bono) riuscirono nel miracolo di aggregare culture profondamente diverse tra di loro. Federico II di Svevia, erede di Enrico VI Hohenstaufen e di Costanza d’Altavilla, fu continuatore della politica del nonno Ruggero II e, nonostante abbia soggiornato nella reggia palermitana solo in giovane età, vi organizzò l’attività amministrativa e quella cultuale (Scuola Poetica Siciliana).

Dopo un periodo di oblio, durante le dominazioni angioina e aragonese, il Palazzo Reale fu rilanciato nella seconda fase del XVI secolo dai vicerè spagnoli. Vennero realizzati nuovi elementi architettonici di stampo militare e di rappresentanza, consoni alle sopravvenute necessità organizzative, tra cui i due cortili principali, quello della Fontana e Maqueda. I Borbone di Sicilia ristrutturarono il Palazzo, commissionando anche le nuove decorazioni della Sala d’Ercole, quest’ultima oggi utilizzata per le riunioni dell’Assemblea Regionale Siciliana.

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Palermo, Palazzo dei Normanni, Cappella Palatina, navata centrale

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Cappella Palatina

Dopo l’incoronazione del 1130, Ruggero II d’Altavilla ordinò la costruzione della Cappella del Palazzo. Essa è l’esempio più alto sul piano architettonico dell’incontro tra culture e religioni diverse, poiché vi furono coinvolte maestranze bizantine, islamiche e latine. La chiesa, dedicata a San Pietro, presenta una pianta dove gli elementi latini e bizantini si fondono, creando un unicum architettonico potenziato dagli addobbi musivi. Nella cupola trionfa l’immagine del Pantocratore, mentre i mosaici più antichi rappresentano importanti episodi del Vangelo e sono posti a destra dell’abside maggiore.

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soffitto ligneo a muqarnas all’interno della Cappella Palatina
nel Palazzo Reale dei Normanni a Palermo

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Nelle navate laterali, decorate probabilmente sotto Guglielmo I, sono narrati eventi della vita dei santi Pietro e Paolo ed in quella centrale scene dell’Antico Testamento. Le maestranze arabe eseguirono il soffitto a muqarnas, pregevole esempio di pittura islamica, costituita da un struttura interamente realizzata in legno, con elementi stalattitici ed alveolari.

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Palermo, Palazzo dei Normanni, part. dei mosaici
all’interno della Cappella Palatina

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I mosaici della facciata d’ingresso furono eseguiti al principio del XIX secolo per volontà di Ferdinando III di Borbone; la porta d’accesso a due battenti in legno di noce, con intarsi e rilievi, fu eseguita dallo scultore siciliano Rosario Bagnasco nel XIX secolo. L’iscrizione in latino, greco e arabo del 1142, oggi posta sulla parete sinistra prima dell’ingresso alla Cappella, a ricordo dell’orologio idraulico fatto costruire da Ruggero II, testimonia ulteriormente l’intrecciarsi di culture nella Palermo Normanna.

 [tratto dal pieghevole a cura della Fondazione Federico II (www.federicosecondo.org), Palermo]

part. dei mosaici della Cappella Palatina a Palermo
part. dei mosaici della Cappella Palatina a Palermo

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2 thoughts on “Palermo: Palazzo dei Normanni, Palazzo Reale e Cappella Palatina – sassi d’arte

  1. Che bello vedere tutto questo. La Sicilia è uno scrigno prezioso, ma anche la Puglia non scherza. Hanno molto in comune…anche i Normanni… Grazie Angela!! 🙂

  2. Sicuramente Anna, anche la Puglia è bellissima, io sono nato a Palermo e vi ho vissuto alcuni anni della mia vita e sono orgoglioso di questo. Una città con una storia luminosa millenaria che ha sofferto anche secoli di degrado e oggi grazie a molti interventi di restauro, si presenta a noi in tutto il suo splendore. Visitarla è un’esperienza da non perdere. La Puglia e la Sicilia ancor oggi hanno molto in comune, ad esempio “Il sasso nello stagno” :-D. Grazie Angela per avermi, attraverso questo articolo, fatto rivivere recentissime emozioni.

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