Pitture e incisioni rupestri – seconda parte: premesse e protostoria asiatica (a cura di Costantino Piazza)

ortaa-sargol - “Uomini-fungo” incisi sulle rocce del sito di Ortaa-Sargol, lungo il fiume Yenisei, Russia -
“Uomini-fungo” incisi sulle rocce del sito di Ortaa-Sargol,
lungo il fiume Yenisei, Russia (da Devlet, 1982: 118)

.

Premesso che l’arte figurativa rappresenta l’ambiente in cui vive l’artista e riflette le sue preoccupazioni vitali, si tratta di comprendere perché l’uomo preistorico decise di incidere quei profili e dipingere quelle figure. Forse per soddisfare un desiderio estetico? Per rispondere a qualche misterioso richiamo intellettuale e tradurre in immagini i suoi pensieri? Oppure per motivi più materiali, per ragioni utilitaristiche? Per rendere conto ad un’arcana magia? E, allora, è arte fine a se stessa o magia? Un dilemma che l’uomo si pone da secoli. Le ragioni potrebbero essere anche tutte quelle appena dette; anche se, chiaramente, alcune motivazioni sono più evidenti nelle creazioni di specifici periodo storici.

kara-tchad
Petroglifo del sito di Kara-Tchad, nell’altipiano di Ukok,
Altai russo (da Molodin & Cheremisin, 2007: 149, fig. 3)

.

Nella preistoria, l’istinto di sopravvivenza concretizzato in ossessione per la selvaggina desiderata, difficile da raggiungere, rara, dovette essere una motivazione primaria e incontestabile e l’idea dell’arte per l’arte, certamente stona, in questo contesto. Però è anche vero che per moltissimo tempo, non si è approdati alla comprensione di queste civiltà “primitive” considerando civiltà di “selvaggi”, pur non essendo primitive in senso dispregiativo, ma solo “prime civiltà” e nessuno può oggi affermare che non abbiano sviluppato concettualità precise verso il modo e le ragioni di fare arte per l’arte. Di certo, per il cacciatore preistorico, “rappresentare” un oggetto, un animale, attraverso l’immagine, è in qualche modo restituirgli la vita e, così    disegnare e dipingere assume valore di vera e propria “creazione”. L’arte preistorica, va in tal modo ad inquadrarsi nel genere di vita tumultuosa di quei primi cacciatori, refrattari ad un atteggiamento contemplativo, lasciando intendere arte come azione, l’azione di ricreare. Qualcosa che dovrebbe far riflettere anche quegli operatori di settore, che dell’Arte mettono in evidenza solo l’aspetto contemplativo.

Fatta questa premessa, va detto che nel periodo “storico” che precede la fioritura delle grandi civiltà antiche, il mondo si suole diviso in tre parti: l’Oriente anteriore, l’Europa e infine gli altri territori.

800px-Magura_-_drawings
incisioni rupestri nella grotta Magura – Bulgaria

.

Della protostoria asiatica, si dirà circa l’oriente più vicino all’Europa, che è la zona in cui si riscontrano una quantità significativa di dati e reperti, poiché della restante parte del continente si hanno scarsissime documentazioni. Nelle regioni del sud si riscontra un profondo squilibrio nello sviluppo culturale e di conseguenza anche in campo artistico, mentre nelle regioni occidentali, Mesopotamia e vicino oriente, è evidente il primato della civiltà, confermato da riscontri di altissimo spessore artistico. Il dislivello appare ancora più accentuato a causa delle scarse ricerche archeologiche. Infatti, mentre l’Asia minore, ha visto compiersi numerosi scavi e imponenti ricerche, i territori dell’India e della zona sud orientale, fino all’Oceania, rimangono quasi delle “terre incognite”.

Dal punto di vista della Storia dell’Arte, il periodo in questione, presenta una serie di problemi, affini a tutte le culture, che superano quelli in qualche modo più semplici dei contatti e degli influssi. Il coesistere di fenomeni e forme decorative stilizzate ed altre naturalistiche, creano forme espressive che portano verso l’arte ornamentale, come nel caso delle ceramiche dipinte. I mutamenti stilistici conseguenti la rapida evoluzione del loro progresso sociale ed economico, ha creato grandi difficoltà agli studiosi, che hanno dovuto fare notevoli sforzi e per poter ricostruire le origini dell’Arte. Sono stati necessari una visione stratificata delle sequenze cronologiche e raffronti comparati delle espressioni artistiche diversificate, anche in considerazione della vastità dei territori e delle innumerevoli culture presenti su di essi e come esempio basti anche solo pensare all’arte sviluppatasi nelle steppe in rapporto ai legami delle culture nomadi con l’ambiente cinese.

pitture rupestri algerine
pitture rupestri in Algeria

.

Nella prossime puntate ci trasferiremo in Europa e nel bacino del Mediterraneo con riferimenti specifici ai ritrovamenti nel nostro Paese.

[Costantino Piazza]

Annunci

2 thoughts on “Pitture e incisioni rupestri – seconda parte: premesse e protostoria asiatica (a cura di Costantino Piazza)

  1. bellissima scheda, l’impressione è che ci sia ancora molto da svelare dei motivi mentre fosse solo un bisogno avremmo già incantevoli esempi.
    Alla prossima e complimenti.

  2. sicuramente ci sono altre motivazioni, alcune di cui non abbiamo ancora cognizione. Da un punto di vista sensoriale siamo ancora alle “conoscenze rupestri”.:-D. Gli incantevoli esempi effettivamente non scaturiscono solo dai bisogni, ma questo vale per l’arte come anche in molti altri campi, perfino nell’economia. Un esempio: la dedica di Luigi Einaudi a chi fa imprenditoria, parla di “vocazione naturale”, anche se sembra non attinente, la trovo calzante. Sempre grazie per la tua attenzione Romeo.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...