THREE WALL STREET’S STORIES (testo inedito di Antonino Caponnetto)

Immagine

 

*

E tu e io,

figli d’altra ventura

confusi tra la folla della sera

senza denari nelle tasche e solo

qualche fetta di pane per la cena

 

con altri criminali come noi

condividiamo il sale della terra

mentre quegli altri, i beceri banchieri

son proprio loro il sale, a quanto pare

 

Non vogliono parlarne tuttavia

Non vogliono saperne. Loro, i figli

d’una madre che mai li ha conosciuti

 

stanno in attesa là sui marciapiedi

con l’intento di fare o di non fare

E non serve chiamarli cani, cani

 

**

Dentro le nuvolaglie dei pensieri

non si vede una grotta né una capra

E non si vede un’isola sul mare

 

Dico: “Non so cosa darò alla terra

nel momento preciso dell’addio

Ma so che sarò solo, e questo è certo

solo come in principio è stato scritto”

 

***

C’è un castello sull’isola e pirati

dal sorriso amichevole e sincero

dove i vili, ad esempio, sono eroi

 

e dove i gatti son compagni veri

dell’aquila imperiale e del falcone

 

e ciascuno ha il suo re, la sua regina

E il signore del cielo e della terra

ha la sua testa morsa dal divino

 

E poi ci sono le stagioni i mesi

e quando è maggio Don Chisciotte viene

col suo fido immancabile scudiero

ma le colombe a stormi vanno via

 

solo corvi e cornacchie fanno a gara

per rimanere a farci compagnia

 

.

(settembre-ottobre 2013)

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5 thoughts on “THREE WALL STREET’S STORIES (testo inedito di Antonino Caponnetto)

  1. oggi su Il sasso nello stagno si apre oltre ad una concreta collaborazione tra le parti, anche la nuova strada della poesia (e non) capace di parlare ancora alla società della società stessa…

  2. Per quanto riguarda il presente post, dico grazie a chi ha scelto di associare l’opera di Kostia, che ringrazio di cuore, ai miei versi.

    Altra cosa da dire è che nella scelta di un titolo in inglese, che si traduce: Tre storie di Wall Street, ho usato quello che i grammatici inglesi chiamano “genitivo sassone”, ovvero l’insieme dei due segni ’s posti alla fine del nome Wall Street (Strada del muro, si potrebbe dire, forse un antico eppure sempre nuovo Muro di Berlino). I due segni ’s dipendono dal fatto che ho “personificato” il complemento di specificazione in una entità misteriosa e mostruosa, una sorta di orco delle fiabe.

    Antonino Caponnetto

  3. Denso di significato e di metafore efficaci il testo inedito che Antonino Caponnetto ha voluto qui presentare, che “svelano” il senso oltre i sensi di chi scrive, quello di una società soffocante e soffocata, che ingloba e ingabbia come non mai.
    Si distinguono le persone anche per le scelte che adottano per attuare la loro protesta e qui il poeta non nasconde un invito a prendere coscienza rivolto all’uomo moderno, pedina – non sappiamo quanto inconsapevole – di una egemonia economica rappresentata splendidamente dall’umanizzazione (mediante l’uso del genitivo sassone come l’autore stesso scrive) di quell’impero dell’Economia per antonomasia, quella Wall Street che in sé accentra, tenendolo per i punti deboli, il destino americano e non solo, dettando flussi e andamenti ai quali solo in apparenza sembra impossibile sottrarsi…
    Eppure – e per fortuna direi! – quei ” figli d’altra ventura ” esistono…

    Ai versi di Antonino, ho scelto di associare un’opera dell’artista palermitano Kostia, magistralmente intitolata “Lacerazione” , che anche visivamente pone l’accento con il suo bicromatismo esasperato sulla situazione ancora attuale (l’opera è del 2001) di assenza di colore anche metaforico e di frattura della società e della stessa persona in parti piccolissime incapaci da sole di restituire tutto quello che solo l’unità può rendere al meglio.

    Infine il mio grazie a Nino e a Costantino per aver accettato il mio invito ad essere qui, insieme, in questa dimostrazione pratica di collaborazione.

    A.G.

  4. Amo questa poesia, la poesia che sento più di tutte plurale rispetto a un ” io ” dominante e inesorabile. Una poesia dentro il tempo, che è lo stesso che scrive e che legge e che proprio per questo leggerla ha lo stesso significato che scriverla. Scintille che possono proseguire, brevi luci nel buio oppure innesco per confortare o ritrovare una coscienza.
    Insomma le amo, e sono felice di questo spazio, se questo spazio è a lei riservato.
    Nell’inciso per quanto scritto sopra, nel pieno stile dell’Autore, argute e precise senza mai scadere nell’ovvio, colpi di fioretto che millimetricamente colpiscono il bersaglio.
    Complimenti.

  5. Bellissimi versi che sono dei “frames” di vita vissuta in un tempo passato che ha lasciato un segno indelebile sull’osservazione del presente. Una “lacerazione interiore”, un microcosmo di emozioni che si riflettono nel sociale con rifermenti economici anche in senso scientifico. Emblematico ne è il titolo. Felice di vedere accostata un’opera che ho sentito molto a queste tue splendide composizioni ed essere riuscito a colpire la sensibilità di Angela al punto di farla scegliere come immagine in questa occasione. Grazie ad entrambi. 🙂

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