Pitture e incisioni rupestri, terza parte – L’Europa e il bacino del Mediterraneo: i siti di Altamira e Lascaux (a cura di Costantino Piazza e Angela Greco)

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Le tradizioni del continente europeo sono da sempre a stretto contatto con quelle asiatiche e mediterranee, alle quali sono legate da molteplici e profonde connessioni, che costituiscono il fondamento dell’arte dei popoli vissuti a margine del mondo greco-romano. L’eredità del neolitico superiore (arte preistorica), ha una rilevanza relativamente trascurabile e riguarda, più che altro, l’arte rupestre della penisola Iberica, della Francia e dell’Italia. I problemi dell’arte preistorica hanno attratto l’attenzione degli studiosi soltanto a partire dagli ultimi decenni del XIX° secolo, periodo in cui queste manifestazioni figurate, appariranno come un’imprevista e sorprendente rivelazione e il rinvenimento, nelle grotte della Dordogna (Francia), di immagini zoomorfe incise o scolpite, metteranno in luce altre rappresentazioni della cultura preistorica: l’arte parietale, i graffiti e le pitture rupestri.

La casuale osservazione di figure dipinte di bisonti, fatta da una bambina, nel 1879, sulla volta della grotta di Altamira, in Spagna, suscitò per molti anni incredulità e polemiche, mentre in Francia si scoprivano figure di animali incise sulle pareti della grotta di Pair-Non-Pair (Gironda) ed altre nella grotta di La Mouthe, sempre in Dordogna; ritrovamenti, questi, che avviarono al riconoscimento dell’autenticità delle splendide figurazioni di Altamira.

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Le ricerche si moltiplicarono e non mancarono riscontri di forme d’arte rupestre anche nella penisola Scandinava, in Russia ed altri paesi europei, che si ricollegavano all’arte franco-cantabrica; agli inizi del Novecento, sempre in Spagna e in Francia, vennero alla luce anche altre importanti scoperte, tra le quali di grande rilievo risultò quella delle grotte di Lascaux (nel 1940), il cui sito fu denominato la Cappella Sistina del paleolitico, sia per bellezza e vivezza delle immagini, che per il loro numero. Contemporaneamente, in altri punti del bacino del Mediterraneo vennero alla luce pitture e incisioni rupestri, nell’Africa settentrionale, nel Magreb e recentemente anche in Sicilia, nella grotta dell’Addaura, presso Palermo, sono state ritrovate incisioni preistoriche che si ricollegano a quelle africane. In Italia il sito più famoso e ricco di raffigurazioni diversificate (oltre 300.000), oltretutto perfettamente conservate, è in Valcamonica, mentre altri importanti siti si trovano in Piemonte, Liguria, Toscana, Valle d’Aosta, Puglia e Sicilia. Una citazione va infine fatta per i ritrovamenti preistorici in Valpadana, che pur non essendo attinenti alla pittura rupestre (reperti Villanoviani) sono molto importanti per conoscere le origini della cultura artistica Italica.

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Approfondimento

Grotte di Altamira

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Sono caverne spagnole famose per le pitture rupestri del Paleolitico superiore raffiguranti mammiferi selvatici e mani umane. Si trovano nei pressi di Santillana del Mar in Cantabria, 30 chilometri ad ovest di Santander, incluse tra i Patrimoni dell’umanità dell’UNESCO nel 1985. Nel 2008 il nome del patrimonio è stato modificato da “Grotte di Altamira” in “Arte rupestre paleolitica della Spagna settentrionale” in seguito all’aggiunta di altre 17 grotte. Gli scavi archeologici nel fondo della cava hanno portato alla luce ricchi depositi di arte risalenti a 18.500 – 14.000 anni fa; nel lungo intervallo di tempo fra due periodi di occupazione umana la grotta è stata usata solo da animali selvatici. L’occupazione umana della grotta è stata limitata all’entrata, nonostante siano state trovate pitture per tutta la lunghezza del cunicolo che forma la grotta originaria: gli artisti usarono carbone e ocra o ematite per dipingere, spesso diluendo i colori per produrre tonalità diverse e creare così effetti di chiaroscuro; sfruttarono anche i contorni naturali dei muri per dare un’impressione di tridimensionalità ai soggetti. Il Soffitto Multicolore è l’opera più appariscente e mostra un branco di bisonti in differenti posizioni, due cavalli, un grande cervo e quello che sembra essere un cinghiale.

Negli anni sessanta e settanta le pitture vennero danneggiate dall’eccesso di anidride carbonica prodotta dal fiato dei numerosissimi visitatori; Altamira venne quindi chiusa al pubblico a partire dal 1977, per poi riaprire parzialmente nel 1982.Da allora i visitatori vengono accettati in numero tanto ridotto che, per vedere le opere, la lista d’attesa è di almeno tre anni. Per ovviare in qualche modo all’inconveniente, nel 2001 hanno costruito poco distante una copia della grotta e un museo che permettono una vista più confortevole dei dipinti colorati della grotta principale insieme a una selezione di altri lavori minori che comprende anche alcune sculture di facce umane non visitabili nella grotta originale. Esistono altre copie nel Museo Archeologico Nazionale di Madrid, nel Deutsches Museum a Monaco di Baviera (completata nel 1964) e in Giappone (completata nel 1993). Alcune opere multicolore di Altamira sono ben conosciute nella cultura popolare spagnola; adesempio il simbolo utilizzato dal governo autonomo della Cantabria per promuovere il turismo raffigura uno dei bisonti della caverna.

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Grotte di Lascaux

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Sono un complesso di caverne situate nella Francia sud-occidentale, nei pressi del villaggio di Montignac, nel dipartimento della Dordogna. Nel 1979 sono state inserite nell’elenco dei Patrimoni dell’umanità dell’UNESCO, insieme con altre grotte che si trovano nella valle del fiume Vézère. A Lascaux si trovano esempi di opere d’arte parietale risalenti al Paleolitico superiore: molte di queste opere vengono fatte risalire ad una data approssimativa di 17500 anni fa; il tema più comunemente rappresentato è quello di grandi animali dell’epoca (fra i quali l’uro, oggi estinto), resi con grande ricchezza di particolari, mentre tra le figure più note si annoverano la mucca che salta, presente nella cosiddetta Sala dei Tori. Il complesso di caverne venne scoperto il 12 settembre e dopo la fine della seconda guerra mondiale le caverne vennero aperte al turismo di massa; nel 1955 l’anidride carbonica prodotta dai visitatori aveva visibilmente danneggiato le pitture, decidendo così nel 1963 di chiuderle al pubblico, restaurando i dipinti per riportarli al loro stato originale.

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Dal 1998, infestazioni fungine hanno invaso ampie parti del complesso e richiesto interventi straordinari di manutenzione e dal 2008, a seguito del peggioramento della e delle difficoltà per rimuoverne le tracce, le grotte sono state completamente chiuse al pubblico. È stato attivato un comitato scientifico internazionale, finalizzato a studiare le migliori modalità di tutela e ripristino ambientale del complesso. Oggi i dipinti sono monitorati regolarmente, per cercare di evitare il loro ulteriore deterioramento.

Le sale più famose che compongono il complesso di grotte di Lascaux sono: la grande sala dei tori; il passaggio laterale; la lancia dell’uomo morto; la galleria dipinta e il diverticolo dei felini. Nel 1983 è stata aperta Lascaux II, una replica della grande sala dei tori e della galleria dipinta, situata a circa 200 metri dalle grotte originali; e ad alcuni chilometri da Montignac, nel parco di Le Thot, sono esposte altre riproduzioni dei dipinti delle grotte di Lascaux. [a cura di Costantino Piazza & Angela Greco -fonti: testi d’arte e Wikipedia]

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9 thoughts on “Pitture e incisioni rupestri, terza parte – L’Europa e il bacino del Mediterraneo: i siti di Altamira e Lascaux (a cura di Costantino Piazza e Angela Greco)

  1. nota: mi scuso per le immagini, poche per gli articoli di questo blog, ma WordPress da una settimana funziona malissimo, impedendo modifiche e caricamenti di foto, a meno che non si riscriva completamente tutto e, nel caso di un articolo come questo risultava impossibile in breve tempo. Chiedo cortesemente, quindi, di tollerare gli inconvenienti tecnici sperando vengano risolti a breve.

    AnGre

  2. Impedisce la carica delle immagini, ma non la nostra che ci permette di fare sempre il nostro intervento culturale. Queste grotte sono magnifiche e le immagini meritano di essere documentate. Appena risolto il problema tecnico, vedremo di ripostarle, magari collegandole a riflessi che hanno avuto nell’arte moderna, viste le recenti scoperte. Grazie ad Angela per l’approfondimento che ha reso ancora più interessante e completo questo articolo. Una sinergia che ci porterà a migliorare sempre il nostro lavoro.

  3. Ed io rimango incantata dalle immagini e dall’esposizione, desiderosa di saperne di più, di vederle dal “vivo”.
    Le ritengo, e sono bellissime.
    Grazie Costantino, grazie Angela.

  4. Le pitture e incisioni rupestri, sono state prese in considerazione da molti grandi artisti moderni e contemporanei. Queste scoperte relativamente recenti e quelle che sicuramente scaturiranno, daranno nuova linfa alle nuove figurazioni. Un argomento affascinante che approfondiremo come collegamenti a futuri altri articoli, come è nostra intenzione fare, anche per esudire il tuo desiderio Mirta :-). Grazie Cettina per la tua attenzione a ciò che facciamo.

  5. rivolgo il mio ringraziamento agli appassionati lettori di queste pagine aggiungendo che sono molto contenta quando una collaborazione viene riconosciuta e apprezzata! un abbraccio a ciascuno

  6. Si, nasce un desiderio di vederle dal vero che con le nozioni che ci avete dato sarebbe una consapevole emozione, cosa cambia infondo fra una visita a queste pitture rupestri e una ad una mostra di un qualsiasi manierismo pittorico. Sotto questo aspetto non ero mai riuscito a vedere questo genere, anche per questo, grazie, vi seguo.

    1. Picasso dopo aver visto Altamira disse che da lì in poi era iniziata la decadenza dell’arte. Niente di più puro come espressione artistica era a disposizione degli uomini. Come Platone ordinò per primo i paletti dei sentieri del pensiero umano sui quali sono passati e passeranno in futuro tutti gli altri filosofi, le pitture rupestri sono la testimonianza di come l’arte essendo pura espressione non abbia nomi, limiti, interessi, correnti, o mode ma solo semplice emozione di vita espressa. Quando gli uomini perderanno questi riferimenti avranno perso loro stessi, questo sito aiuta ad evitare che ciò accada.
      Bravi

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