Gli influssi dell’arte primitiva su quella moderna e contemporanea (a cura di Costantino Piazza)

paul gauguin_Arearea (Joyousness) 1892
P.Gauguin – Arearea (Joyousness), 1892

.Dopo aver illustrato l’arte primitiva attraverso le pitture e le incisioni rupestri e aver visitato con parole ed immagini i siti di maggior interesse a riguardo, l’attenzione ora si rivolge all’influenza che essa ha avuto sull’arte a noi più vicina. Negli ultimi tempi si è manifestato grande interesse per il ruolo ispiratore svolto dall’arte primitiva su quella moderna e contemporanea. Il primo che subì il fascino di questa arte primitiva fu Gauguin che, a Parigi nei primi del Novecento, presentò opere che nelle forme, nei colori e nella rappresentazione, mettevano in accordo armonico la vita umana con tutte le forme naturali, con una concezione tipica delle popolazioni primitive.

Maurice de Vlaminck - Paesaggio con alberi rossi - 1906
Maurice de Vlaminck – Paesaggio con alberi rossi – 1906

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La vera rivelazione, però, fu quella di Vlamink, il quale rimase colpito dalle sculture preistoriche africane e da qui il contagio da Derain a Matisse, a Picasso e molti altri. In tal modo l’arte primitiva influenza tutte le correnti: dal Fauvismo, al Cubismo, all’Espressionismo, correnti che evidenziavano le policromie, le espressioni di forza, i sentimenti interpretati attraverso una visione emozionale e che, per mezzo della densità del colore, creavano volume, dando quell’aspetto esotico che diventerà poi il canone primario della visione degli espressionisti tedeschi.

André Derain, La danza, 1905-1906
André Derain – La danza, 1905-1906

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Questa lezione formale suggeriva inoltre un aspetto plastico, che i cubisti e anche i futuristi diffusero in Europa e nel mondo. Questa influenza si poteva percepire anche nelle sculture di Brancusi e non lasciarono indifferente neanche Modigliani, il quale ottenne risultati esaltanti, sia nella pittura che nella scultura. Archipenko, Lipchtiz e Gonzales nella scultura e Gargallo nelle maschere, aprirono la strada alle sculture metalliche: molti musei d’oltreoceano cominciarono a richiedere queste opere che richiamavano l’arte primitiva, la quale, insieme con le culture indo-americane, influenzò finanche scenografie e costumi teatrali, attirando grandi artisti con i loro interventi, come ad esempio Leger e in Italia Depero.

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A.Modigliani, Testa

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In Klee l’impatto con il primitivo rappresenta la sintesi di una metrica del segno e ebbe il suo peso nelle soluzioni di Haring e Penck, nonché sul Dadaismo e sul Surrealismo, tanto che ogni artista, in base alla sua personalità ed al suo stilema, ha attinto qualcosa: Janco con la sua arte dell’accumulazione, Man Ray con le sue immagini multidirezionali, Masson con le sintesi compositivo-formali, Ernst con le trasposizioni, Lam con le costruzioni totemiche e Mirò con la scomposizione simbolica.

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Constantin Brancusi – The kiss, 1923-1925

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Da citare a parte Moore, le cui forme umane e astratte, nonostante sorprendentemente innovative, scaturiscono da idee captate dall’arte primitiva. Anche l’Espressionismo astratto di Pollock, che aveva aperto le porte alle nuove correnti del dopoguerra, prende spunto dall’arte dei primitivi d’America, come pure l’arte materica di artisti di estrazione eterogenea come Burri, Baj, Cesar, Tapies, Mirko e Arman – da cui in seguito è nato il gruppo COBRA di Jorn, Appel –  Corneille, Alechischj, nonché l’opera di Dubuffet, l’arte ecologica (Land art, Earth art) e perfino il postmoderno di Baselitz, Haring e Brown.

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Henry Moore – Family group, 1945-1949

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Una precisazione doverosa, va fatta sull’arte Naif (dal latino natīvus «nativo») erroneamente considerata arte primitiva: essa è, invece, un’arte ingenua, che forse potrebbe essere avvicinata all’Art Brut e alla Folk Art; gli artisti naif non hanno frequentato né Accademie né scuole d’arte, anche se una sua accademia dietro a questo manierismo educato vi è. L’arte naif è quasi esclusivamente basata su dipinti ed il suo stile, nel tempo, è stato accettato e criticato anche positivamente.

Carlo Carrà, Composizione con figura femminile, 1915
Carlo Carrà – Composizione con figura femminile, 1915

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Un’indagine più approfondita dell’arte primitiva avrebbe scoraggiato la lettura e avrebbe generato un po’ di confusione, per cui ci si è limitati a questa sintesi, anche tralasciando qualche artista e qualche corrente di buon rilievo. Ciò che premeva principalmente evidenziare era l’importanza di un’arte per molti secoli sconosciuta e fino a non molti decenni fa considerata di “selvaggi”: questo dovrebbe far riflettere sul fatto che le origini hanno sempre precedenti origini…

Grazie a tutti i lettori per l’attenzione che prestano a questa rubrica e a ritrovarci, venerdì prossimo, anche sulla pagina di Facebook “Il sasso nello stagno collaborativo a cura di Angela Greco”.

[Costantino Piazza]

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4 thoughts on “Gli influssi dell’arte primitiva su quella moderna e contemporanea (a cura di Costantino Piazza)

  1. Ti confermo che la formula che hai scelto è piacevole e non sconfina mai nel ” troppo ” e nemmeno nel troppopoco, lascia indirizzi precisi e linee guida sufficienti a capirne i percorsi e le dinamiche.
    Particolarmente interessante questa pagina di contaminazioni e riscoperte, visioni che avevo visto ma non completamente capite che ora hanno un’altra luce.
    sempre i miei complimenti. bravissimi.

    1. grazie Romeo per queste conferme sulla nuova linea che abbiamo deciso di adottare per questa rubrica; non più seguendo soltanto l’itinerario “storico” -denominiamolo così- quanto piuttosto quello costituito da richiami e rimandi, in un continuo dentro \ fuori dalle conoscenze e dal percorso temporale. Percorso in base agli accadimenti temporali che, alla lunga, avrebbe dato un senso di “scolastico” che, sinceramente, non volevamo.

      Piuttosto ci preme accompagnare -con immagini (per quanto mi riguarda) e alta competenza in materia (Costantino)- gli amici che da qui transitano in un viaggio che porti a (ri)scoprire le meravigliose capacità che l’uomo-artista ha saputo mettere fuori da sé e che l’uomo-fruitore d’arte accoglie in sé, proponendolo come ulteriore alternativa a questi Tempi, che vorrebbero separarci dalla Bellezza di cui l’essere vivente ha comunque e ancora bisogno.

      Un caro saluto,
      AnGre

  2. Ringrazio tutti voi per gli apprezzamenti sul nostro lavoro. Ci tengo a precisare che non amo vengano considerate “lezioni”, ma “diffusioni di conoscenze”. Ho sempre operato in questo senso in qualsiasi intervento culturale in cui mi sono cimentato. Questo spesso ha fatto storcere il naso a coloro che invece fanno “sfoggio di cultura”. La nuova linea voluta da Angela Greco mi è molto congeniale (basta osservare la commistione esistente nelle mie opere pittoriche) e sto cercando di attuarla anche in altri sensi con l’utilizzo di altre sinergie. Questo parlare degli argomenti attraverso loops nei secoli, ho sempre amato definirlo “swing of art” (il pendolo dell’arte). Un caro saluto.

  3. Davvero bello ritrovare tutti questi legami sia interni che esterni non solo fra due forme d’arte, pittorica e scultorea, ma fra le arti e le varie forme culturali che indagano gli uomini, le società, le culture dei popoli, la storia….
    E poi tante bellissime immagini che di tali rimandi sono in qualche modo un rimando ulteriore… Complimenti, e tanti, per tutto questo — ad Angela, a Costantino.

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