Rafael Alberti tradotto da Antonino Caponnetto, una poesia

William Turner - The Slave Ship
William Turner – “The Slave Ship”

.

HACE FALTA ESTAR CIEGO (Rafael Alberti)

Hace falta estar ciego,

tener como metidas en los ojos raspaduras de vidrio,

cal viva,

arena hirviendo,

para no ver la luz que salta en nuestros actos,

que ilumina por dentro nuestra lengua,

nuestra diaria palabra.

Hace falta querer morir sin estela de gloria y alegría,

sin participación de los himnos futuros,

sin recuerdo en los hombres que juzguen el pasado sombrío de la Tierra.

Hace falta querer ya en vida ser pasado,

obstáculo sangriento,

cosa muerta,

seco olvido.

 

(Tomado de: “De un momento a otro”, 1937)

 

*

 

BISOGNA ESSERE CIECO (Rafael Alberti)

Bisogna essere cieco,

tener come infitte negli occhi piccole scaglie di vetro,

calce viva,

sabbia bruciante,

per non veder la luce che dai nostri atti sorge,

che dal didentro la nostra lingua illumina,

e ogni nostra parola quotidiana.

Voler morire occorre, senza lasciare traccia di gloria e d’allegria,

senza prendere parte mai agli inni futuri,

senza ricordo negli uomini che giudicano della Terra l’oscuro passato.

Bisogna voler essere, vivendo, già trascorso,

insanguinato ostacolo,

cosa morta,

arido oblio.

 

(Tratto da: “De un momento a otro”, 1937— Traduzione di Antonino Caponnetto)

 

 * * *

Rafael Alberti (Puerto de Santa Maria 1902 – ivi 1999), poeta, commediografo e pittore spagnolo. Dopo un lungo esilio trascorso tra l’Argentina e l’Italia, rientra in Spagna nel 1977 ed è eletto deputato per il Partito comunista spagnolo nelle prime elezioni democratiche dopo la morte di Francisco Franco, dimettendosi però dopo soli tre mesi. Negli anni che precedono la guerra civile mette la sua attività di artista al servizio della causa rivoluzionaria, fondando la rivista Octubre (1934). In quegli stessi anni abbandona il tono lirico e intimista per approfondire l’elemento popolare (tutta la sua opera è fortemente influenzata dai Cancioneros e Romanceros del Siglo de Oro spagnolo); poesia quella volutamente “impura”, come testimoniano El poeta en la calle (1936; trad. it., 1969) e De un momento a otro. Poesía e historia (1937; trad. it., 1972). Anche le sue opere teatrali risentono dello stesso spirito militante e antifascista. Frutto della propria esperienza personale durante quegli anni è il dramma Noche de guerra en el Museo del Prado (1956), uno degli esempi più perfetti del teatro politico-popolare della letteratura spagnola. Tra le opere poetiche dell’esilio ricordiamo: A la pintura (1952), Retornos de los vivo lejano (1952; trad. it., 1976), Ora Marítima (1953), Roma, peligro para caminantes (1968), Los ocho nombres de Picasso (1970; trad. it., 1971), Canciones del alto valle del Aniene (1972) e l’opera teatrale El Adefesio (1960; trad. it., Lo spauracchio, 1967). Ritornato in Spagna, pubblica Fustigada luz (1980), Versos sueltos de cada día (1982) e Los hijos del drago y otros poemas (1986). Parallelamente alla sua attività poetica, Alberti ha espresso notevoli doti pittoriche, particolarmente apprezzabili nella grafica, per la quale ha ottenuto nel 1965 il primo premio della 5ª Rassegna d’arte figurativa di Roma. Come esempio della prosa di Alberti segnaliamo La arboleda perdida (1959; trad. it., 1976), rievocazione della propria infanzia e gioventù. La seconda parte di queste memorie è uscita, con lo stesso titolo, nel 1987. Dei molti riconoscimenti, particolarmente prestigiosi sono il Premio Lenin (1965), il Premio Cervantes (1983) e la Medaglia d’Oro dell’università Menéndez Pelayo (1984).

Bibl.: C. Bo, R. Alberti, Milano 1940; E. Dehennin, R. Alberti gongoriste, Parigi 1961; E. Gonzales Lanuza, R. Alberti, Buenos Aires 1965; C. Couffon, R. Alberti, Parigi 1966; R. Marrast, Aspects du Théâtre de R. Alberti, ivi 1967; S. Salinas de Marichal, El mundo poético de R. Alberti, Madrid 1968; I. Delogu, Alberti, Firenze 1972; M. Bayo, Sobre Alberti, Madrid 1974; J. L. Tejada, R. Alberti entre la tradición y la vanguardia, ivi 1977.

[Nota bio-bibliografica tratta e adattata da: http://www.treccani.it/enciclopedia/rafael-alberti_(Enciclopedia-Italiana)/ a cura di A.Caponnetto]

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9 thoughts on “Rafael Alberti tradotto da Antonino Caponnetto, una poesia

  1. eccomi qui, in questa bella pagina di poesia per la quale ringrazio il curatore, Antonino Caponnetto, che anche in questo caso, come in altre traduzioni che ho letto sul suo sempre interessante blog Caponnetto-Poesiaperta, ha saputo al meglio rendere l’emozione della lingua originale…grazie di cuore e…poco altro da aggiungere oltre ad un abbraccio immenso 😀

  2. Al grandissimo GRAZIE che rivolgo ad Angela Greco voglio solo aggiungere che l’anno di pubblicazione di questa poesia, il 1937, è il secondo di quella grande tragedia che presso di noi è nota come guerra di Spagna, lotta fratricida e infame laboratorio, per le Potenze in campo, in preparazione del secondo conflitto mondiale…
    Ovviamente la poetica di Alberti non è “tutta in questa poesia” ma la tragedia di un intero popolo e di un’intera epoca è in essa chiaramente avvertibile, con l’immenso dolore che ne consegue e, perché non dirlo, perfino con la voglia individuale di morire, pur di non essere testimoni di un futuro tanto sanguinoso e oscuro…

  3. ATTENZIONE: — è possibile condividere gli articoli riportando sempre il collegamento (link) con il blog e citando sempre l’Autore e la fonte (blog)!!

    Grazie: ho fatto quanto prescritto nell’avviso. Bellissimo post. E’ programmato per il 29 novembre.

  4. Sarebbero bastate già queste righe per colpire a fondo… belle e intense.
    “Bisogna essere cieco,
    tener come infitte negli occhi piccole scaglie di vetro,
    calce viva,
    sabbia bruciante”

    Buona ‘correntecontro’, T.S.

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