asterisco punto asterisco. *.* (di Romeo Raja)

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Street-Art by STMTS in Athens, Greece

 

Non lo so nemmeno ora cosa avrei voluto fare

nemmeno ora che scrivo mentre ho sentito dalla mia voce: Che mi piace

è solo quello posso, volevo correre ma pioveva

dipingere ma avevo finito le tele.

Ricordo le prime volte che usavo un computer e non sapevo

l’inglese o le estensioni dei file,  bastava mettere

asterisco punto asterisco con le prime lettere del nome

e bene o male riuscivo a trovare quello che cercavo.

Io  sono fermo lì, con le prime lettere di tutto

e forse bastava il coraggio di correre con la pioggia

e di dipingere  su un muro.

 

___________________________________________________

[Romeo Raja]

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7 thoughts on “asterisco punto asterisco. *.* (di Romeo Raja)

  1. “Vi prego di non chiamarmi ” poeta ” oppure solo, se vi sto sui coglioni” [R.R.]

    *
    Nuovo nel rivelarsi al lettore, nuovo nella consapevolezza di sé, meravigliosamente irriverente nei riguardi della staticità che inapparente continua a pietrificare mascherata di modernità, Romeo Raja approda sulla riva de Il sasso nello stagno in una veste rinnovata, una rivoluzione che sta dilagando dentro, per la quale sono felice subito, immediatamente, come quando leggo i suoi versi.
    Una coscienza civile che sa guardare ciò che lo circonda, con lo sguardo particolare di chi sa bene che le cose necessitano di un cambiamento e che devono partire da vicino, da se stessi, per essere reali e leali; di chi riconosce un coraggio che – a parer mio – si può ancora imparare, magari facendo il verso al vecchio e al già stato, come il fanciullo dell’immagine che non ha avuto nessun timore di essere lui stesso quel muro contro cui lasciar serenamente schiantare chi non riesce a rivoluzionarsi.

    grazie Romeo!!!

    *
    riporto anche un piccolo contributo sulla necessità di conoscere e riconoscere se stessi e gli altri, felicemente sottratto dalla bacheca di Romeo sul social network blu:

    “Mai c’è stata un’epoca, mi pare, in cui come oggi quello che si dice ha più importanza di quello che si fa. Basta che uno della retroguardia dica di essere per l’avanguardia, ed è un avanguardista; che un reazionario dica di essere per la rivoluzione, ed è un rivoluzionario; che un mascalzone dica di essere per l’onestà, ed è onesto… E se non si torna a chieder alle persone il conto preciso di quello che sono, di quello che fanno, di come vivono; se non si torna a giudicare un’azione per quella che è, senza far caso se è fatta con la mano sinistra (che sa quello che fa la destra) o con la mano destra (che sa quello che fa la sinistra), temo che nessuna riforma o rivolgimento varrà a cavare il classico ragno dal classico buco” – Leonardo Sciascia

  2. Grazie Angela, di cuore. Per l’ospitalità che sempre trovo qui sul ” sasso ” e per le parole che hai aggiunto ad accompagnare questa poesia che è si, un inizio o una fine.
    Quel bambino è bellissimo.

  3. che scrivevi molto bene, lo sapevo già. Ma questo passaggio è veramente bello. Uno spartiacque importante, una presa di coscienza della tua crescita interiore. Complimenti sentiti.

    1. Grazie Costantino, forse capita così anche con la pittura, finito qualcosa guardarlo e sentirsi bene, chiuderlo o girarsi sicuri che quel momento era come tu lo volevi. grazie ancora

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