Visual Art: monografia di un’arte del nostro tempo (a cura di Costantino Piazza)

visual art by Il sasso nello stagno

Visual Art è termine assunto dalla più classica dicitura “Arte Visuale”, entro la quale vengono da sempre riuniti Disegno, Pittura, Scultura, Architettura a cui si aggiungono le arti decorative, come l’arte Ceramica, L’Interior Design, la creazione di gioielli, le lavorazioni artistiche dei metalli e del legno, inglobando a sua volta le nuove forme di Arte visuale come i film in CG, Branding Emotion, Printmaking, Arte digitale, Videoarte e Fotografia digitale.

Videoarte e Arte digitale sono gli argomenti di questa nostra digressione odierna, nell’ambito della quale presentiamo un video-lavoro dell’artista Sergio Angeli (http://www.sergioangeli.com/) insieme con il video di un altro gruppo, come esempi pratici di questa espressione artistica dei nostri tempi.

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L’inizio può essere collocato negli Anni Trenta del secolo scorso, quando in America si diffondono, a livello pubblico, la Radio e la Televisione e gli artisti iniziano ad intervenire nei medium televisivi. Precedentemente, però, la tecnologia aveva già attratto i Futuristi, i quali avevano intuito la capacità dei nuovi mezzi di comunicazione di massa di creare un’arte senza spazio e senza tempo, non più legata e limitata alla materialità. La televisione, poi, negli Anni Cinquanta diventa un mezzo per creare le prime alterazioni del linguaggio, così da poter gestire, in proprio, la produzione dell’immagine e ancor più, successivamente, attraverso l’uso di telecamera e videoregistratore: il tubo catodico sostituisce la tela e il video permette modalità inedite di comunicazione attraverso il ritmo, la luce, il colore, la possibilità di manipolare il segnale elettronico, creando configurazioni visive diverse, giochi cromatici e combinazioni infinite di forme e colori.

Una prima svolta importante avviene con la nascita dei video tape, considerati come oggetti d’arte e venduti anche nelle gallerie d’arte e con questi nascono anche le video installazioni: questa rivoluzione partita dall’America vede affiorare i primi fenomeni in Italia negli Anni Settanta, ma la mancanza di interesse per il video, la confusione dei suoi usi e la totale inesistenza di strutture pubbliche a cui riferirsi, favorisce un progressivo allontanamento del mezzo in campo artistico fino all’avvento del digitale, che permetterà una visione virtuale in cui l’immagine potrà essere prodotta o simulata dal nulla, così da poter creare un mondo mentale e uno spazio concettuale.

http://www.angelosecondini.com/2012/03/aural-video-project.html?m=1

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Queste attuali tecnologie, rilanciano in termini maggiormente costruttivi le utopie delle avanguardie artistiche del Novecento, che auspicavano la conquista della libertà di utilizzo dei mezzi e degli strumenti di comunicazione; libertà che, poi, raggiungeranno il massimo dell’applicazione con l’uso del computer, sempre più interattivo e facilmente utilizzabile. I computer e tutti i suoi supporti digitali, oggi, intervengono in parte o totalmente, in tutte le forme creative, dall’Arte digitale alle video installazioni, dalla video sculture in 3D alla videopoesia e poesia elettronica.

In questa sede abbiamo preferito non addentrarci nell’aspetto tecnico delle applicazioni, che si presentano molto specifiche grazie all’uso di innumerevoli programmi esclusivi per ogni tipologia di espressione, scegliendo di inserire i due precedenti video come esempi pratici su questo argomento, che attualmente apre una diatriba sul fatto che possa o meno trattarsi di vera arte, anche se ormai viene quasi unanimemente considerata tale.

[Costantino Piazza]

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3 thoughts on “Visual Art: monografia di un’arte del nostro tempo (a cura di Costantino Piazza)

  1. Interessantissima scheda, e qui siamo proprio vicini, anzi, dentro il nostro tempo, ogni giorno siamo stimolati da passaggi di visual art dei più disparati Autori e artisti, anche con la poesia per esempio, ed è proprio questo per me il punto, lo stimolo. Nessuna cosa può sostituirmi il piacere di essere davanti un’opera, vederla toccarla ( quando si può ) e persino annusarla, ma come stimolo, appunto è una via eccellente per divulgare e interessare, educare all’arte.
    grazie per tutto questo, sempre apprezzatissimo.

  2. Ciao Romeo, quando ero “più giovane” nascevano i primi computers indicizzati alla grafica da parte dell Digital di Cinisello Balsamo dove dovevo andare a lavorare. Questi computers mi affascinarono molto per l’utilizzo in campo artistico. La cosa però strana è che io pensai che gli artisti avebbero dovuto usarli per “visual(izzare)” le idee creative per poi realizzare manualmente le opere. Poi è successo il contrario….Punto di vista che non ho mai abbandonato 😀

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