L’Arte sacra nel Medioevo – seconda parte (gli approfondimenti di Arte in presa diretta a cura di C.Piazza & A.Greco)

547px-Giotto_-_Legend_of_St_Francis_-_-13-_-_Institution_of_the_Crib_at_Greccio
Il Presepe di Greccio è la tredicesima delle ventotto scene del ciclo di affreschi delle Storie di san Francesco della Basilica superiore di Assisi, dipinti da Giotto tra il 1295 e il 1299 e misura 230×270 cm.

.

L’affresco

Tecnica molto complessa che comporta grosse difficoltà in fase realizzativa, in quanto non concede ripensamenti all’artista ripensamenti a causa dei tempi brevi in cui deve essere attuata: il dipinto in tutte le sue fasi deve essere realizzato entro 24 ore e la prima applicazione del colore avviene già dopo tre ore, diventando, quindi, necessaria la valutazione delle dimensioni e delle porzioni da dipingere che, non a caso, vengono denominate “giornate”. In questa sede, oggi, si dirà della tecnica utilizzata nel basso medioevo, il periodo di massima diffusione, tenendo presente che tale tecnica era già presente in epoche precedenti, laddove a parte la preparazione del supporto che è stata uguale nei secoli, il sistema realizzativo era di fatto più arcaico.

448px-Lorenzetti_Amb__good_government_det
Buon governo (particolare), affresco di Ambrogio Lorenzetti (Palazzo Pubblico)

.

L’affresco si compone di tre elementi: “Il supporto”, “l’intonaco” e “il colore”, a cui va aggiunto “il ritocco” che però viene realizzato “a secco”.

Il supporto può essere in pietra o mattoni e costituisce la base su cui viene steso, il più uniformemente possibile, il cosiddetto “arriccio” nello spessore di un centimetro, ossia una malta composta da sabbia di fiume grossolana. Successivamente viene applicato l’intonaco, realizzato con sabbia di fiume fine, polvere di marmo, calce e acqua. Il colore, creato con pigmenti di origine minerale stemperati in acqua, viene steso sull’intonaco ancora umido, da cui la denominazione di “a fresco”. Questi colori devono essere chimicamente degli ossidi, così da non reagire con la calce ed essere, invece, inglobati, acquisendo resistenza all’acqua, alla luce e al tempo. Dopo la fase di asciugatura – quindi a secco – vengono realizzate le correzioni e i ritocchi nel minor numero possibile, in quanto più facilmente deteriorabili. Un’altra difficoltà di questa tecnica pittorica, è stabilire le tonalità dei colori, poiché l’intonaco umido rende più scure, mentre la calce sbianca le stesse tonalità; infatti risulta necessario fare delle prove (su carta o pietra pomice), simulando l’essiccazione all’aria o ancora meglio asciugare il supporto di prova con aria calda, che all’epoca era costituita dal solo vento caldo e secco.

800px-Maestà_di_simone_martini,_siena_palazzo_pubblico_1315-1321
La prima opera datata di Simone Martini è la Maestà del Palazzo Pubblico di Siena, affresco dipinto nel 1312-1315 (ritoccato nel 1321) nella sala del Consiglio del Palazzo Pubblico di Siena, dove si trova tutt’oggi. Simone Martini, indicato talvolta anche come Simone Senese (Siena, 1284 circa – Avignone, 1344), è stato un pittore e miniatore italiano, considerato indiscutibilmente uno dei maestri della scuola senese.

.

Dal XIV secolo nuove tecniche iniziarono ad essere attuate da maestranze che usavano il disegno preparatorio su catone e denominato “sinopia”, dal nome dalla terra rossa della città turca di Sinope: questa terra veniva stesa a pennello prima dell’arriccio e poi sull’intonaco riproducendo in maniera precisa le figure. Fino alla seconda metà dell’ultimo dopoguerra, non si conosceva nulla dell’uso dei sinopia, fino a quando, per motivi di restauro, al momento del distacco (operazione denominata “strappo”) vennero scoperti, aldi sotto dello strato finale dipinto, tutti questi cartoni.

489px-Cesar-and-pompey-_1414__Palazzo_Pubblico
Affresco di Taddeo di Bartolo con Cesare e Pompeo (“Cappella dei Nove” nel Palazzo Pubblico)

.

A partire dal Rinascimento, viene introdotto l’uso dei cartoni preparatori: i contorni delle figure da realizzare venivano perforati e trattati con la tecnica dello “spolvero”, ossia cosparsi con polveri che, passando attraverso i fori, consentivano di trasferire i disegni sull’intonaco fresco. Lo spolvero veniva utilizzato soprattutto per i dettagli che necessitavano di molta precisione, come ad esempio per realizzare mani, volti o le pieghe delle vesti. Nei periodi successivi, nei secoli XVII e XVIII, la preparazione diventa sempre più raffinata e ancor prima del cartone, veniva creato un “bozzetto in scala”, soggetto all’approvazione del committente, prima dell’esecuzione.

595px-Care-of-the-sick-1440-47_Santa_Maria_della_Scala
Cura degli infermi, affresco di Domenico di Bartolo
(Pellegrinaio di Santa Maria della Scala)

.

Avendo appreso almeno in parte, come venivano realizzati, possiamo ammirare con occhi più particolari gli affreschi della scuola senese dei vari Duccio da Boninsegna, Simone Martini, Pietro e Ambrogio Lorenzetti, Domenico e Taddeo di Bartolo, Stefano Di Giovanni (Il Sassetta), Lorenzo Di Pietro (Il Vecchietta), fino al Pinturicchio, mentre vi invitiamo a meravigliarvi di fronte ai più alti esempi di affresco della Storia dell’Arte, quali quelli realizzati da Giotto nella Basilica Superiore di Assisi e da Michelangelo nella Cappella Sistina a Roma.

Una curiosità: molto interessante è sapere che l’affresco permette, per la modalità d’esecuzione in tutte le sue fasi, di conoscere i tempi di realizzazione, le raffinate tecniche del dipinto base e dei ritocchi e di individuarne finanche la scuola e a volte anche l’artista che l’ha eseguito.

Giotto, Il presepe di Greccio, part.
Giotto, Basilica superiore di Assisi, Il presepe di Greccio – part.

 *

Cogliamo l’occasione per ringraziarvi della sempre crescente attenzione verso i messaggi e i temi d’arte proposti in questa rubrica e per augurarvi sereni giorni di festa all’insegna delle piccole cose, viste sempre con quello sguardo di meraviglia, capace di far scorgere la gioia vera. Arrivederci a gennaio.

Auguri da Costantino Piazza & Angela Greco

*

 

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...