INSIDE THE STONE pagina settima

Inside the stone pagina settima - le microantologie deI Il sasso nello stagno di AnGre

INSIDE THE STONE apre oggi la sua settima pagina di poesia, densa di autori e versi particolari, che accomunano, che parlano d’amore, che invitano alla speranza e al continuare a crederci, in questa poesia che senza alcuna ombra di dubbio ci rende migliori!

Grazie di cuore agli Autori, per le loro differenti espressioni artistiche e buona lettura accompagnata dalle opere di Jack Vettriano (http://it.wikipedia.org/wiki/Jack_Vettriano)

*

Jack Vettriano The Singing Butler oil on canavas 28 x 36 inches

TANGO

di Mirta De Riz

 

Mi troveranno il ventuno a primavera

guardar fisso lassù, l’ultima sbiadita stella.

Mi troveranno senza più Poesie né giorni,

lavata di pioggia e lagrime, laggiù nella radura

dove  i cervi bramiscono alla luna.

E nessuno saprà della mia ultima voglia di vita,

indossata con  calze a rete e  bicchieri  di sangria.

E del lento blues ondeggiato

aggrappata ad una camicia sudata,

a due occhi senza luce, a due parole ubriache.

Allora vibreranno ancora forti nell’aria le note di un tango,

ultime testimoni vaganti  di  cieco furore,

alla ricerca di una ormai inutile pietà.

 *

Jack Vettriano Private Dancer

A volte.

di Italo Zingoni

 

A volte succede

di trovare l’amore per caso

assonnato su una panchina, deluso

dal tempo che sfiora la sua solitudine

seduto sul legno di una rugginosa altalena

sulla pietra di uno scoglio in un posto qualunque

in un giorno che il vento si è appena fermato

in un minuscolo seme che affonda radici

nella terra che s’imbeve di scorie,

 

sono forse le storie più belle

quelle che però raccontare non devi

quelle che gli altri non vogliono udire

e che mai potranno vedere.

 

Resti tu al di fuori di tutto

nel contesto di un sogno che hanno tradito

in un mondo che mai avresti voluto

e che al vivere nega perfino la vita.

 

In questa partita che ti vede sconfitto

almeno ti resta un amore un po’ trasandato

un volto distratto da un cane randagio

da un segno sul muro che invoca un ritorno,

 

a volte succede

di trovarlo per caso e raccogliere un fiore

ormai senza radici che si nutre di niente

per farne un gioiello da tenere sul cuore.

 

A volte succede. (Sempre più raramente !)

 

(In attesa del 2014 – Inedito – © t.d.r.)

 *

Jack Vettriano Game Of Life

Siamo noi.

di Franco Floris

 

Siamo noi che armiamo i potenti,

siamo noi con i nostri silenzi,

livide le nostre paure,

indifferenti scuotiamo le spalle

voltiamo le spalle

e lasciamo sian altri a lottare.

Fitti camminiamo per strada

dal nostro lato del marciapiede

chiusi nel nostro interesse,

sazi della nostra routine.

Paurosi d’ogni cambiamento

circoscriviamo la nostra lotta

tratteniamo le nostre ire,

spegniamo i nostri fuochi sacri.

Soffochiamo in gola

le nostre urla di rabbia,

Piangiamo con occhi asciutti

lontani dall’anima,

paghi del nostro esser giusti.

 

(Ghilarza, 16 gennaio 2014)

 *

Jack Vettriano Night Geometry

 

Osservazione e miseria

di Augusto Salati

 

Scendo tra le siepi del mondo

A leggere amori senza storia

Orgiastiche sequenze di sesso

Come sfogo frustrato dei sensi

Or dov’è il dolce frastuono

Dei cuori che si cercano

Bruciando il sangue nelle vene

Per piccole incomprensioni

Dov’è l’ansia di attesa, una carezza

Il prolungato guardarsi negli occhi

Prima d’infrangersi sulle labbra

L’ammirazione, la gentilezza

Camminare insieme come farfalle

Le mani strette e delicate

Sui tumulti del cuore…

Sentimenti feriti e umiliati

Da meccanicistici morbi d’amore

Senza amore, non so perché

Una goccia di sperma

È il solo piacere nell’uomo

E nella donna nemmeno quello

A volte, e pure basta,

non all’animale che corteggia

e battaglia per la sua amata

l’amore è molto di più

è un vestito lento di primavera

che riveste il ramo di bellezza

prima di vederne il fiore.

 *

Jack Vettriano Just Another Day

L’io

di Antonella Troisi

 

Mute parole scorrono

nel rivolo di una pioggia salmastra,

immagine di un negativo dell’io

che prosegue la sua corsa

su uno schermo buio

inseguendo sprazzi di luce

speranza di ritrovare

la strada.

 

Sono al timone dell’orsa minore.

 *

Jack Vettriano,The Pier, Oil on canvas

 

Canzoni di speranza

di Franco Floris

 

Vorrei cantar canzoni di speranza

gonfie di gioia, ebbre di allegria,

che guardino alla vita come a un gioco,

che siano facili, e di compagnia.

Da cantare la sera con gli amici

davanti ad una tavola imbandita,

oppure attorno a un fuoco sulla spiaggia

sfiorando una chitarra con le dita……

 

Ricordi, amica mia, quando il sorriso

nasceva non dal labbro ma dal cuore?

Ricordi, amica, quelle ore passate

a parlar di filosofi e poeti,

di classi, di studenti e di cazzate?

 

Non so cosa ha strappato dal mio cuore

il sorriso, e la vita, e l’allegria

e ha piantato una selva di dolore.

Vorrei rider con te, amica mia,

come vorrei tornare a esser sereno

come eravamo noi sopra quel treno!

Invece ora ti sento andare via,

ora quel treno mi porta lontano,

ti vedo triste là, nella stazione

salutare con un cenno della mano,

e intorno a me solo desolazione

in questo treno senza direzione

senza un arrivo e senza compagnia.

E in fondo al viaggio vedo un tunnel scuro

ed il ricordo aggiunge pena a pena.

Non posso (voglio?) fare un movimento

e scuotermi di dosso la catena

che m’inchioda a un treno disperato

che mai non resta e mai

sarà arrivato.

 

(Borore, primi di novembre, 2010)

 *

Jack Vettriano Mr Cool

Senza titolo

di Augusto Salati

 

Stavo un giorno passando

tra i miei ricordi a brandelli

Una montagna di storie

Che non mi amavano

Fuggivano davanti a me

E ne ero felice quando

Una voce sottile, un ricordo

Di quelli che scuotono

S’alzò come un fiore

E quasi timido mi disse:

E di me, di me hai dimenticato

La stagione che osavi

Dire divina sopra ogni cosa?

Non risposi, ma lo presi

Con me quell’episodio

E lo condussi dove il fiume

Scorreva ancora vivo

Nel letto del nostro amore

Fu subito notte e la luna

Scese tra la frutta del melograno

Che mangiammo a grani

Con i baci della tua bocca

E della mia, ricordi

Fiorellino amoroso?

Nel vento della notte

Fummo come gli innesti

Di primavera avvinti

Da tralci di vitalba

Che ci armò di caldo fuoco.

Poi ci lasciammo

Per paura di morirne

E tu peristi davvero mio tesoro

Ma non d’amore, non d’amore…

 *

allegati:

versi Antonino Caponnetto

.

“Cercarti poesia, nei luoghi di miseria

nei deserti dell’anima, dove non pulsa il cuore.”

(Antonino Caponnetto)

*

fotografia di Orny Ma

.

“lascia pure che per il mondo possa essere ombra / Poesia

noi sapremo riconoscerti in carne e sangue / ancora”

(fotografia di Orny Ma – versi di AnGre)

*

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9 thoughts on “INSIDE THE STONE pagina settima

  1. Una bella pagina, fresca, piacevole .Un bravo a tutti, dalla “fotografa,” al “pittore”, ai “poeti” 😉

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