Un bacio nei versi di Neruda e nel marmo di Rodin

Rodin, Il bacio (part.)

.

Pablo Neruda, versi da Poesie d’amore e di vita

Se un giorno il tuo cuore si ferma,

se qualcosa smette di bruciare per le tue vene,

se la voce dalla bocca ti esce senza divenire parola,

se le tue mani si scordano di volare e s’ addormentano,

 

Matilde, amore, lasci l tue labbra socchiuse

perché quel tuo ultimo bacio deve durare con me,

deve restare immobile per sempre sulla tua bocca

perché così accompagni anche me nella mia morte.

 

Morirò baciando la tua folle bocca fredda,

abbracciando il grappolo perduto del tuo corpo,

e cercando la luce dei tuoi occhi serrati.

 

E così quando la terra riceverà il nostro abbraccio

andremo confusi in una sola morte

a vivere per sempre l’ eternità di un bacio.

 

#

 

Si alguna vez tu pecho se detiene,

si algo deja de andar ardiendo por tus venas,

si tu voz en tu boca se va sin ser palabra,

si tus manos se olvidan de volar y se duermen,

 

Matilde, amor, deja tus labios entreabiertos

porque ese último beso debe durar conmigo,

debe quedar inmóvil para siempre en tu boca

para que así también me acompañe en mi muerte.

 

Me moriré besando tu loca boca fría,

abrazando el racimo perdido de tu cuerpo,

y buscando la luz de tus ojos cerrados.

 

Y así cuando la tierra reciba nuestro abrazo

iremos confundidos en una sola muerte

a vivir para siempre la eternidad de un beso.

*

[da P.Neruda, Poesie d’amore e di vita – Guanda editore]

 

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email dimarzio - dimarzio -

Auguste Rodin, Il Bacio (nella prima immagine, un particolare)

“Il bacio” è un gruppo scultoreo in marmo (dim. 1,82m x 1,12m x 1,17m) che risale al 1888. Una versione è conservata alla Tate di Londra, l’altra, al Museo Rodin di Parigi. Si tratta della celeberrima scultura in marmo che contribuì a diffondere l’opinione che Rodin fosse scultore erotico. Il tema della coppia fu in effetti per Rodin fonte inesauribile di idee e di opere. Questo è considerata il suo lavoro più classico, anche per la fonte di ispirazione, il V canto dell’Inferno dantesco, quello che rievoca l’amore tragico di Paolo Malatesta e Francesca da Rimini. Nonostante la grandiosità del soggetto, l’opera è condotta con misura, ancora una volta senza retorica, con passione e trasporto, ma senza foga, con eleganza. Una prima piccola versione in gesso (1886) era destinata alla Porta dell’Inferno; esposta a Parigi nel 1887, ebbe così tanti apprezzamenti che il governo francese decise di finanziarne una trasposizione in marmo ed in forme monumentali, da presentare all’Esposizione universale del 1889. Ma Rodin non ne fu molto soddisfatto, ritenendola un’opera eccessivamente accademica. Il poeta austriaco Rilke, amico e segretario di Rodin, fu altrettanto poco lieto nel giudizio: «L’abbraccio del Bacio è senz’altro grazioso, ma non ho trovato niente in questo gruppo. Si tratta di un tema trattato secondo la tradizione; un soggetto in sé completo, ma isolato dal mondo che lo trascina». Data, tuttavia, la fortuna immediata di cui godette il soggetto, Rodin autorizzò una fonderia a riprodurre la scultura in bronzo in quattro diverse misure. [Leggi tutto: http://www.informagiovani-italia.com/museo_rodin_parigi.htm#ixzz2rLE8ZL81]

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4 risposte a "Un bacio nei versi di Neruda e nel marmo di Rodin"

  1. Meravigliose le poesie d’amore di Neruda di cui conservo gelosamente un libro. Sicuramente più interessante la prima opera in gesso di Rodin del 1886. Essa fu realizzata dopo che il governo nel 1880 gli dette l’incarico di realizzare una porta monumentale che doveva essere destinata al museo delle arti decorative, porta che per una reminiscenza dantesca egli definì “Porte de l’Enfer” però mai portata a termine. Tuttavia,alcuni particolari ingranditi gli servirono per talune delle sue sculture più espressive, tra cui “il bacio”, oggi conservato alla Tate Gallery di Londra.

  2. “Wow”….è l’unica parola che mi è venuta in mente per commentare. Quale prosaica parola potrebbe descrivere l’emozione di un bacio?
    Quella statua di Rodin ha l’incredibile effetto di catturare piano piano, prima con i corpi contorti, poi con l’energia dei movimenti, infine con il fuoco del bacio: chi osserva ha l’impressione di trovarsi avvinghiato nelle spire di quella passione.
    Essa prende vita dalla parte irrazionale dell’uomo, esce dai canoni della razionalità, non necessita quindi di spiegazione: si erge come proiezione visiva del desiderio umano di sprofondare dolcemente in un bacio.

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