Per Di segni di vita di arte: Fortunato Depero a cura di C.Piazza & A.Greco

Fortunato Depero, Iride nucleare - il gallo, 1953
Fortunato Depero, Iride nucleare – il gallo (1953)

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Fortunato Depero (Fondo – Val di Non 1892 – Rovereto 1960). Pittore, scultore, poeta, scenografo, pubblicista, illustratore, decoratore di oggetti, creatore di abiti di moda (celebri i suoi “panciotti”) e di altre realtà utilizzate successivamente – ancora oggi sfruttate commercialmente – non si sbaglia nell’affermare che sia stato in un certo senso il precursore concettuale del “Made in Italy”, che tanto lustro continua a conferire alla creatività italiana nelle arti applicate. Depero utilizzava materiali poveri (fili metallici, vetri, cartoni, carte veline), racchiudendo in sé il sogno di un’arte totale, capace di inglobare tutti i linguaggi della ricerca artistica e utilizzando meccanismi capaci di dar loro movimento, secondo i canoni del futurismo. Si immergeva nella pittura come nella scultura, nella musica come nella scenografia e, ad esempio, fu lui ad introdurre l’optical art nella moda, usando tessuti stampati dai colori sgargianti.

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Movimento d’uccello (1916)

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Nato e vissuto in due cittadine trentine (Fondo e Rovereto), allora territorio dell’Impero Austro-Ungarico, si dedica fin da giovanissimo al disegno e all’espressionismo grottesco; frequenta la Scuola Reale Elisabettiana con indirizzo arti applicate, ma viene respinto all’esame di ammissione all’Accademia di Belle Arti di Vienna ed inizia, così, a lavorare per un marmista dove si scopre attratto dall’ arte scultorea. Con lo scoppio della Prima Guerra Mondiale, si arruola volontario, ma dopo pochi mesi viene esonerato dal servizio per problemi di salute; tornato a casa riprende i contatti con Balla, con cui aveva firmato il manifesto della ricostruzione futurista che teorizzava i complessi plastici, proponendo la fusione delle diverse arti e il maggiore coinvolgimento dell’arte nella vita, associando ciò particolarmente ai temi della violenza.

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Rotazione di ballerina e pappagalli (1918)

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Collabora poi alla scenografia di “Le chant du rossignol” di Stravinskij, messo in scena da Daighilev (scenografia e costumi plastici per due realizzazioni teatrali di cui solo una verrà rappresentata) e in questo periodo conosce il ballerino Massine, il pittore Picasso e i poeti Cocteau e Clavel al quale illustra il racconto “Un istituto per suicidi”, collaborando con lui anche in spettacoli teatrali, nei così detti balli plastici, dove attori e ballerini vengono sostituiti da marionette in legno accompagnate da musiche di Casella, Malipiero, Bartok e Tywhit. Si trasferisce a Roma, dove trova un clima decadente, ma le attive avanguardie futuriste di Marinetti e Balla lo coinvolgono e partecipa così all’esposizione libera futurista, anche se le sue opere si discostano dai moduli futuristi per certa impostazione e per un vivido cromatismo che ricorda Fernand Leger.

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Donna e rosario (1919-1921)

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Questo “primo futurismo” si proponeva di portare l’arte nella vita secondo un’ideologia anarchica- socialista, ma rimase solo relegato nei musei, mentre il cosiddetto “secondo futurismo” di Balla e Depero riuscì veramente ad entrare nella vita quotidiana della gente, attraverso la pubblicità, l’arredamento, gli allestimenti teatrali, la moda, l’architettura, l’arte postale e altre espressioni; subito dopo la guerra, Marinettti cercò di riunire e rilanciare il progetto futurista e Depero vi partecipò in varie mostre.

Fortunato Depero, Coleottero Veneziano, 1938
Coleottero Veneziano, 1938

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Nel 1919 lo stesso artista apre a Rovereto la “Casa d’arte Depero” dove vengono prodotti oggetti d’arte applicata, tarsie in panno e collage, decorazioni e arredamenti di interni e pitture murali per locali pubblici; mette in scena (nel ‘ 24) al teatro Trianon di Milano, il balletto meccanico “Anhiccam del 3000” (macchina al rovescio) riproposto poi in altre 20 città italiane e l’anno successivo è a Parigi insieme a Prampolini e Balla per rappresentare l’Italia all’esposizione internazionale di Art Decò. Realizza il libro imbullonato “Depero Dinamo Azari”, primo esempio di libro-oggetto, nel quale emerge al massimo quella sua fantasia grafica, che lo porterà ad occuparsi di grafica pubblicitaria (lavorando in particolare per la ditta Campari di cui creò la celebre bottiglietta ancora attuale) e realizza inoltre molti manifesti.

Fortunato Depero -Mandarino cinese, 1917-1947 ca.
Mandarino cinese, 1917-1947 ca.

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Si trasferisce a New York dove rimane due anni, occupandosi, appunto, di grafica pubblicitaria e scenografia teatrale. Al suo rientro in Italia fonda la rivista “Dinamo futurista”, pubblica le “liriche radiofoniche” e si dedica alla realizzazione di mobili, oggetti e pannelli decorativi con materiali innovativi, che però non trovano successo nella loro applicazione. Con l’avvento della Seconda Guerra Mondiale, si ritira in Folgaria, viene accusato di fascismo e nel 1948 decide di tornare in America, dove però trova un ambiente ostile alla sua arte dichiarata “fascista” e si ritira allora a lavorare in un paesino del Connecticut prima di ritornare in Italia. Ritornato a Rovereto nel ’56, decora la sala del Consiglio provinciale di Trento e in collaborazione con il comune di Rovereto realizza la galleria permanente e Museo Depero, un’istituzione che ancor oggi raccoglie oltre 3000 dipinti e circa 10.000 manoscritti, oltre ad una ricca biblioteca sul futurismo. Un anno prima della sua morte inaugura il primo museo futurista in Italia, anche se la sua opera viene valutata e compresa per il suo vero valore soltanto verso la fine degli anni settanta, allorché caddero i pregiudizi sulla sua arte filo-fascista e sul “secondo futurismo” di cui fu grande artefice e che ha dato tanti input artistici all’arte del Novecento e a quella dei nostri giorni.

[Costantino Piazza & Angela Greco]

3 pensieri su “Per Di segni di vita di arte: Fortunato Depero a cura di C.Piazza & A.Greco

    1. di Depero spesso si conoscono le opere di cui si ignora l’autore, però poi, a ben guardare, ci accorgiamo che lui, come tanta Arte, ci è più vicina di quel che pensiamo…grazie Romeo per l’accoglienza che sempre riservi a questi nostri lavori 😀

  1. grazie Romeo per la tua costante e attenta presenza, Depero, come altri grandi artisti di quel periodo è stato tacciato di fascismo perché anche il futurismo era accostato a questa ideologia. Sicuramente chi operava culturalmente in quell’ambiente politico, ne era influenzato, ma la grandezza di questo artista va oltre, oltre all’idea politica, oltre addirittura al futurismo perché esso era un movimento d’elite e veniva proposto nei musei e nei luoghi pubblici, lui, insieme a Balla ha reso popolare questo tipo di espressione e poi lui si avvicinava molto al cubismo, visto il giusto accostamento a Fernand Leger. Inoltre successivamente la sua arte ha avuto celebri proseliti tra gli artisti contemporanei. Caduti i pregiudizi, il suo operato è oggi valutato per quello che merita.

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