John Donne tradotto da Cristina Campo, versi tratti da La tigre assenza

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John DONNE, Poesie amorose

 

da «Canzoni e sonetti»

 

Il buongiorno

 

Mi chiedo in fede: che facemmo noi

prima di amare? Divezzati ancora

non eravamo e allattati di rustici

piaceri, come i bimbi? O russavamo

nella caverna dei Sette Dormenti?

Fu così. Ma non erano che ombre

di piaceri. Se mai vidi bellezza

e la volli e la ebbi,

non fu che sogno della tua bellezza.

 

E ora buongiorno alle nostre due anime

che si destano e senza alcun timore

si vegliano, ché amore ogni orizzonte

chiude all’amore e di una cameretta

fa un ognidove. Restino alle nuove

terre i navigatori, e mappe nuove

scoprano ad altri mondi sopra mondi:

si lasci un solo mondo a noi, che abbiamo

ciascuno un mondo ed è un mondo ciascuno.

 

Nel tuo occhio il mio volto, il tuo nel mio

si specchia e cuori semplici e fedeli

riposano nei nostri volti: dove

trovare due più limpidi emisferi

senza Nord affilato, Ovest caduco?

Equamente non fu mischiato ciò che muore,

e i nostri amori sono uno e tu

ed io così fratelli nell’amore

che né l’uno né l’altro può mancare o morire.

 

#

 

da «Aria e Angeli»

 

Due o tre volte ti amai senza conoscere

il tuo volto o il tuo nome.

In una voce, in una fiamma informe

così talora ci percuote un angelo

per essere adorato.

Persino quando giunsi dov’eri, uno splendente

un adorabile nulla io vidi.

Ma poiché la mia anima, che ha per figlio l’amore,

prende membra di carne o non può nulla,

l’amore non dev’esser più sottile

della madre, ma anch’egli prender corpo:

e allora quel che eri e chi eri io chiedo

all’amore di chiedere; ed ora gli consento

di assumere il tuo corpo e far dimora

nel tuo labbro, nell’occhio e nella fronte …

 

#

 

Lezione sull’ ombra

 

Ferma, amore: ti darò una lezione

sulla filosofia d’amore.

Tu ed io, queste tre ore,

passeggiammo e innanzi a noi due ombre,

opera nostra, andavano con noi.

Ma ora che il sole è a picco su di noi,

siamo diritti sulle nostre ombre

e ogni cosa è ridotta a luce coraggiosa.

Così, mentre crescevano

i nostri amori bambini, crescevano

le finzioni, proiettando ombre

su noi e su ogni nostra cura. Fino ad ora.

 

Ma non ha raggiunto un amore

l’altissimo grado, se ancora

ha cura di non essere veduto.

 

Se a questo mezzogiorno i nostri amori

non si arrestano, altre ombre getteremo

dall’altro lato; e se le prime furono

per accecare altrui, sopra di noi

queste da dietro getteranno il buio.

Se amore declina a ponente,

a me tu falsa occulterai

le tue opere, a te io celerò le mie.

Si consumano le ombre del mattino,

queste si allungano su tutto il giorno.

Ma oh, breve è il giorno

d’amore, se l’amore si corrompa.

 

Amore o cresce, o è piena e ferma luce:

il primo attimo d’ombra è la sua notte.

 

 

[tratte da Cristina Campo, La tigre assenza, Biblioteca Adelphi]

 

*

Il sasso nello stagno vi augura, oltre ad una buona lettura, che ogni vostro attimo possa essere poesia scritta dalle vostre stesse mani e vi saluta per qualche giorno…di relax!!

con affetto, AnGre

8 risposte a "John Donne tradotto da Cristina Campo, versi tratti da La tigre assenza"

  1. “E ora buongiorno alle nostre due anime
    che si destano e senza alcun timore
    si vegliano, ché amore ogni orizzonte
    chiude all’amore e di una cameretta
    fa un ognidove….”.
    Bellissimo.
    Bacioni.
    Luna

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