Amici de Il sasso nello stagno: Franco Floris

sassizen

 

Sul tuo seno

Fammi riposare

con la mia testa sul tuo seno

fammi dimenticare

questo vuoto che mi opprime il cuore

forse tu puoi

distillare da me il mio veleno

e porre un confine al mio dolore.

Rapide fuggono con te le ore

e ritrovo il mio cuore di bambino

e sereno su te

potrei morire.

(2014)

 

Laddove il vento tace.

 Laddove il vento tace

 lento s’appoggia il mare

 si fermano le fronde

 tutto è una sacra pace

 Galleggiano le nuvole

 pigre solcano il cielo

 e nella pace cerco il tuo ricordo

 quando vento e cielo e mare

 guardavano ammirati

 il nostro amore.

(2014)

La parola è.

La parola è una puttana

che offre sé stessa

agli angoli di strada.

 

La parola è una madonna

pura e immacolata

che dall’alto si mostra

intoccabile e inviolata.

 

La parola è una massaia affaccendata

che impasta e mescola

e cuoce e inforna

e lava, e stira, e cuce ed ai bambini

dispensa uno schiaffo

e una risata.

 

La parola è una donna innamorata

che accarezza il viso dell’amante

e piange, e ride

e semina visioni

e dolce e calda

arruffa le lenzuola.

 

La parola è la donna in nere vesti

che in alte grida piange

il figlio amato

e lacera l’anima ai presenti.

 

La parola è l’aedo che in battaglia

canta le imprese dei vili

e degli eroi

e paura, e coraggio, e amor di vita

e come l’uno e l’altro sangue

la terra impasta.

 

La parola è la madre

che se scrivo

mi coccola, e blandisce, e mi carezza

lieve i capelli mentre scorre

dolce sul foglio

la mia anima.

(2010)

*

Interloquendo con l’autore…

D: Benvenuto Franco su Il sasso nello stagno e grazie in primis per l’amicizia, quindi per la tua grande disponibilità e gentilezza nell’aver partecipato alle iniziative del blog e poi per aver accettato la mia proposta di questa breve intervista per  questo collaborativo. Voglio condividere con i nostri lettori la gioia della bella persona che sei e così, come per mia natura, bypasso ogni altro convenevole e ti chiedo senza mezzi termini qual è il ruolo, il luogo e il peso della poesia nei tuoi giorni.

R: Ho cominciato relativamente da poco a scrivere poesie ma la poesia mi ha interessato fin dai tempi del liceo. Oggi per me la poesia è una compagna inseparabile; penso in poesia, respiro in poesia…La poesia è la mia compagna di strada.

D: Francesco (Franco) Floris nasce in provincia di Oristano nel 1956; a Oristano svolge gli studi superiori diplomandosi al Liceo Classico e a Cagliari si laurea in Lingue e Letterature Straniere con una tesi sulla traduzione e da allora insegna Lingua e Letteratura Inglese alle scuole Superiori; le tue traduzioni di sonetti di Shakespeare sono state pubblicate nella rivista universitaria Portales. Quanto ha influito il tuo iter di studi sulla tua scrittura poetica?

R: Direi tantissimo. Soprattutto Dante e Shakespeare, ma tutta la poesia che ho letto credo abbia contribuito a insegnarmi ad amare la musicalità dei versi. E poi credo mi abbia aiutato tantissimo la mia passione per la musica.

D: “Un poeta è tale sempre” mi hai detto in una delle nostre conversazioni e a parer mio tu lo sei in tutto; a tale riguardo mi incuriosisce il tuo rapporto con la pubblicazione delle poesie stesse: il tuo rilevante flusso poetico per ora è affidato soltanto alle note del tuo profilo sul social network blu, nel cui universo gestisci anche una pagina di traduzioni dei sonetti di Shakespeare (Shakespeariana). Nutri dunque così tanta fiducia nei moderni mezzi di diffusione di massa o diffidi del mondo dell’editoria?

R: Le mie prime poesie erano “segrete”, le scrivevo su un’agenda e nessuno le leggeva. Sai, scrivere poesie è un po’ mettersi a nudo, e ci vuole un po’ di tempo per abituarsi all’idea che tutti vedano nel tuo intimo. Poi piano piano ho cominciato a pubblicarle su Facebook per i miei amici, che allora erano pochi. E così ho continuato…….

D: Nel ringraziarti di cuore per queste risposte – anche se la curiosità sarebbe in maggior misura –  sicuramente servite a farti conoscere un po’di più al di là della tua naturale riservatezza, ti domando infine cosa ne pensi della collaborazione tra poeti e non solo, vista anche la tua partecipazione al progetto-antologia che questo blog ha realizzato e intitolato “Inside the stone – dentro il sasso, un noi collaborativo ai tempi dell’individualismo” attualmente in fase di pubblicazione per le Edizioni Smasher.

R: Scrivere insieme è un incontro di anime; è molto difficile scrivere insieme, bisogna trovare la persona giusta…Comparire insieme in un’antologia – esperienza che ritengo assolutamente positiva –  è, invece, più semplice e, pur mettendo in risalto le differenze tra i diversi modi di scrivere, lascia comunque la propria individualità inalterata.

[Angela Greco & Franco Floris]

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One thought on “Amici de Il sasso nello stagno: Franco Floris

  1. Sono lieta che l’esperienza della fan page abbia donato a Il sasso nello stagno una voce colma di dolcezza e amicizia, qual è questa di Franco Floris, poeta di radice cortese sostenuto dall’amore e la passione per la poesia inglese che traduce soprattutto nei sonetti di William Shakespeare (“Shakespeariana” è la sua pagina di traduzioni sul social network blu).

    Una voce poetica del vissuto interiore, scritta sull’onda dell’attimo che sta vivendo e mai esente dall’esperienza passata, sostenuta da un consapevolezza del lato oscuro della luna – mi si conceda la metafora – che accompagna il poeta nel suo viaggio attraverso questa esistenza.

    Una poesia che trova ampio riscontro e apprezzamento per il suo essere nel sentire diretta e che affascina per il gusto retrò con cui viene offerta gratuitamente al lettore; lettore che in essa incontra un già conosciuto capace al meglio di rendere serenità, permettendogli di sentirsi parte attiva in questo genere letterario.

    Una persona, il poeta, riservatissima e di poche parole “a voce”, ma dalla immensa generosità in scrittura e sentimenti, che ringrazio per aver accettato questa collaborazione e al quale auguro, di cuore, buona strada.

    Angela Greco

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