Angela Greco, Prontissimi silenzi

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residui di memorie antecedenti l’agognata serenità

impossibilitano a vedere un azzurro incipiente

in questo baratro d’attese chiamato ‘oggi’

il trascorrere degli accadimenti si sussegue

alla rincorsa affannata verso uno spiraglio minimo

di altra luce fautrice – magari – di nuova linfa

 

aggrediamo così bianchi senza fondamenta fogli di noi

che non sappiamo distrarci dall’essere carta e penna

per respirare nel pantano grigiastro quello che non va

releghiamo lacrime mancate e prontissimi silenzi da noi

sugli interminabili spazi candidi che sappiamo ascoltarci

memori di quando eravamo quel tutt’uno capace di nome

ricominciamo solo dopo l’inchiostro a respirare neri ma vivi

 

non ho altre soluzioni se non questa di gettare ai piedi

di un dio clemente il fosco di un mattino mal nato

strana anche a me stessa accetto paziente la notte

mi raccolgo nella posizione di partenza a stringere ossa

e tento così di camminare ancora.

*

Angela Greco, agosto 2014

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4 risposte a "Angela Greco, Prontissimi silenzi"

  1. Bellissimi versi, penso partoriti in un momento di profonda riflessione, in cui il poeta appare in tutta la sua drammatica umanità. Grazie Angela

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