Cristina Campo, versi da La tigre assenza

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Ora che capovolta è la clessidra,

che l’avvenire, questo caldo sole,

già mi sorge alle spalle, con gli uccelli

ritornerò senza dolore

a Bellosguardo: là posai la gola

su verdi ghigliottine di cancelli

e di un eterno rosa

vibravano le mani, denudate di fiori.

 

Oscillante tra il fuoco degli uliveti,

brillava Ottobre antico, nuovo amore.

Muta, affilavo il cuore

al taglio di impensabili aquiloni

(già prossimi, già nostri, già lontani):

aeree bare, tumuli nevosi

del mio domani giovane, del sole.

 

*

Cristina Campo, La tigre assenza, Adelphi 2007

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