Gian Lorenzo Bernini, Transverberazione (estasi mistica) di santa Teresa d’Avila

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Gian Lorenzo Bernini, Transverberazione (estasi mistica) di santa Teresa d’Avila (1647 – 1652) marmo e bronzo dorato, 350 cm, chiesa di Santa Maria della Vittoria, cappella Cornaro, Roma

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“La prima volta che ho visto questa opera ne sono rimasto letteralmente affascinato: architettonicamente appare come una vera e propria rappresentazione scenografica teatrale, con palcoscenico, attori e spettatori situati nei palchetti ricavati lateralmente dietro alla scena; un vero film composto da un unico fotogramma di marmo e luce, ispirato a una pagina della biografia della santa, difficile da dimenticare. La santa guarda l’angelo e si sente trafiggere il cuore in una sensazione che dai suoi stessi scritti ci giunge come dolorosa e piacevole al contempo, la transverberazione, che la pervade totalmente.” (Giorgio Chiantini)640px-Cornaro_SM_della_Vittoria - palchetto di sinistra

La raffigurazione delle estasi mistiche dei santi e delle loro visioni del divino, rappresenta uno dei temi più cari all’arte barocca: i santi “con gli occhi al cielo” aiutano – seguendo le raccomandazioni dei gesuiti sulle funzioni pedagogiche dell’arte sacra – a sentire emozionalmente, con sangue e carne, cosa significhi l’afflato mistico che porta alla diretta comunicazione con Cristo, prerogativa della devozione più profonda. Sul piano iconografico la Transverberazione di santa Teresa è direttamente ispirata ad un celebre passo degli scritti della santa, in cui ella descrive una delle sue numerose esperienze di rapimento celeste:

«Un giorno mi apparve un angelo bello oltre ogni misura. Vidi nella sua mano una lunga lancia alla cui estremità sembrava esserci una punta di fuoco. Questa parve colpirmi più volte nel cuore, tanto da penetrare dentro di me. II dolore era così reale che gemetti più volte ad alta voce, però era tanto dolce che non potevo desiderare di esserne liberata. Nessuna gioia terrena può dare un simile appagamento. Quando l’angelo estrasse la sua lancia, rimasi con un grande amore per Dio.» (Santa Teresa d’Avila, Autobiografia, XXIX, 13)

L’estasi di Santa Teresa è considerata una delle opere più scenografiche di quelle create da Gian Lorenzo Bernini: realizzata tra il 1647 ed il 1653, all’interno della Cappella Cornaro, nella Chiesa carmelitana progettata da Carlo Maderno di Santa Maria delle Vittorie a Roma e dedicata, appunto, alla santa spagnola di Avila, l’opera fu commissionata dal cardinale originario di Venezia, Federico Corner (Cornaro), giunto da poco a Roma, che probabilmente suggerì al Bernini sia il tema che il significato della cappella.

640px-Santa_Maria_della_Vittoria_-_7 il volto dell'angeloLa cappella risulta completamente rivestita di marmi pregiati e colorati: all’interno della nicchia si nota la santa in atteggiamento di rapimento dei sensi, raffigurata su una nuvola, ovvero un masso scolpito ad arte, posto in modo più arretrato e nella semi-oscurità, tanto da apparire come realmente sospeso in aria. Il resoconto che la santa ci offre dai suoi scritti è raffigurato quasi alla lettera da Bernini nella sua composizione marmorea: il corpo completamente esanime e abbandonato di Teresa ha volto dolcissimo con occhi socchiusi rivolti al cielo e labbra che si aprono per emettere un gemito, mentre un cherubino – dall’aspetto di fanciullo giocoso – con in mano un dardo, simbolo dell’Amore di Dio, le scosta le vesti per trafiggerla nel cuore.640px-Santa_Maria_della_Vittoria_-_6

Ma l’elemento che maggiormente colpisce e di cui Bernini è stato maestro insuperabile è l’uso che fece della luce, vera protagonista della scena: egli riuscì in tanta maestria, ricavando sopra l’abside, posto dietro la statua, una finestrella perfettamente nascosta all’osservatore dalla quale entrava un fascio di luce gialla, che andava ad illuminare direttamente il gruppo scultoreo; mentre, per accentuare l’effetto della luce, l’artista decise di inserire nell’opera anche una serie di raggi dorati con il compito di esaltare proprio quella luce che veniva dall’alto. (fonti varie dal web)

[a cura di Giorgio Chiantini & Angela Greco per Sassi di arte]

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2 thoughts on “Gian Lorenzo Bernini, Transverberazione (estasi mistica) di santa Teresa d’Avila

  1. Ringrazio con gioia Giorgio, prezioso collaboratore, per avermi suggerito per il Sasso questa ‘esperienza’ d’arte, emozionante e coinvolgente che, come tutta la grande scultura, mi meraviglia sempre per la capacità di alcuni grandi Maestri di saper rendere calore e anima ad un materiale come il marmo…

  2. Vorrei aggiungere che il Bernini preferì rappresentare il momento culmine dell’estasi, quello che maggiormente trasmette emozioni e sensazioni forti. Cosa che al tempo, non lo escluse dalle polemiche.
    L’effetto è davanti ai nostri occhi, e questo dovette colpire chi per primo godette della vista di quest’opera. Nell’oscurità della chiesa ecco aprirsi una luce immensa e con lei restare rapiti dalla santa colta dall’estasi. Ecco che la cappella si trasforma nel palcoscenico di un teatro. E fu proprio questa l’intenzione del Bernini il quale, ai lati della cappella di santa Teresa, pose altre due cappelle nella semi-oscurità, che accoglievano le effigi della famiglia del committente; familiari raffigurati mentre osservano rapiti l’estasi della santa, come se, appunto, la stessero osservando da un palco a teatro.

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