Ogni volta che pronuncio te di Salvatore Sblando – nota di lettura di Angela Greco

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Due poesie tratte da Ogni volta che pronuncio te, la nuova silloge di Salvatore Sblando edita per i tipi de La Vita Felice (settembre 2014): la poesia incipit del testo stesso, Generazione e Lettera estratta dalla parte seconda di questa esperienza personal-sociale di poesia, vissuto ed intreccio esterno / interno da sé che nel complesso è l’intera raccolta.

Ogni volta che pronuncio te lascia in bilico il lettore su chi sia il soggetto della questione: la poesia, l’oggetto del sentimento, la città o la società stessa, accompagnandolo tra queste pagine di perfezionismi letterari e mancate certezze, che hanno di veramente bello il fatto di non propinare – dunque di non violare la volontà, né la libertà del lettore – certezze elargite gratuitamente da chi la poesia la frequenta e la pratica con cognizione di causa. Salvatore Sblando appartiene geograficamente al nord d’Italia, dove è nato vive e lavora, e lo mostra in tutto quello che è nei suoi versi per quella verità che sempre dovrebbe appartenere al poeta, ma non ha impedito a i tempi dei suoi genitori che sono tutti al passato remoto (come si legge in Tempi) di conferirgli quello sguardo caldo e appassionato che ha dovuto percorrere l’intera penisola per soleggiare d’un sentimento d’amore la sua poesia. Amore, a-specifico, di soggetto non definito come nel titolo, libero da riferimenti dogmatici, avvertito ed esteso ai vari ambiti che la stessa silloge trattiene tra i suoi fogli, scevro dalla fissità della felicità e intriso del senso della speranza. Poesia che è occhio chiaro sui tempi attuali e generazionali abbracciata in una raccolta che è un abitare pieni e vuoti, colori e non colori, presenze e assenze, vissuti e speranza, appunto, di divenire. (Angela Greco)

*

GENERAZIONE

E’ bastato un silenzio di poche parole

per conoscere l’importanza del tempo

degli ultimi giorni d’aprile

 

Un battito senza cuore nell’indecidibile

fra a ria e vento, affluenza e sguardo

 

Perché siamo generazione che regge l’alcool

ma non l’amore

 

un brivido, un passo, un’incertezza nell’assenza

di Madre morente

 

§

 

LETTERA

Ti scrivo con i colori che per primi ho sottomano

giallo, verde, rosso, nero e blu

con tratto fine o tratto spesso rompo il verso

e il seguente rimane sempre sull’indeciso.

Non trovo differenze tra penna, matita e computer

forse perché sono tranviere prestato alla poesia

così come una chiave da 14

tenta di stringere un bullone da 11.

O fors’ancora perché sono imperfetto

come la voce che arriva tra le cuffie dell’iPod

e annuncia sulla metro la prossima fermata.

O ancora, perché sono imperfetto

nei tempi e nei modi

imperfetto come quel ristorante

a cui manca nel nome uno dei fondatori di Roma.

Imperfetta è anche la voglia d’iscriverti

fra le mie certezze (o carezze?)

Perché nemmeno un raggio di sole

è capace di scaldare

senza prima aver scoperto ai piedi dell’armadio

un’inesorabile striscia di polvere

*

Salvatore Sblando, Ogni volta che pronuncio te, La Vita Felice (settembre 2014)

*

BIG_SBLANDO definitivissimaSalvatore Sblando -poeta, tranviere, sindacalista- nasce nel 1970 a Torino dove risiede e lavora in qualità di dipendente della locale azienda di trasporti. Con testi poetici inediti è risultato finalista in concorsi nazionali ed internazionali. Sue liriche sono pubblicate in antologie, riviste e blog letterari. Membro del Comitato di lettura della Casa editrice La Vita Felice, partecipa attivamente a reading e manifestazioni poetiche. La sua opera prima “Due granelli nella clessidra” (LietoColle 2009) -giunta alla seconda edizione- ha ottenuto diversi premi e riconoscimenti. Attivo nel panorama letterario torinese, è fondatore e collaboratore di alcune associazioni culturali; cura un proprio LIT(tle) blog [da cui è tratta questa nota biobibliografica n.d.r.] all’indirizzo http://www.larosainpiu.wordpress.com dove è solito ospitare le migliori voci del panorama poetico contemporaneo. A settembre 2014, ha pubblicato il suo secondo libro di poesie dal titolo “Ogni volta che pronuncio te” (La Vita Felice).

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7 thoughts on “Ogni volta che pronuncio te di Salvatore Sblando – nota di lettura di Angela Greco

      1. Grazie cara Angela per le parole belle che hai utilizzato nei confronti del mio libro.
        Dico pubblicamente qui ciò che ti ho già detto privatamente; sono parole nelle quali è naturale specchiarsi.

        Un abbraccio, di cuore.

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