Fiorella Mannoia, una voce ad incantare il tempo (sassi sonori, rubrica di musica a cura di Giorgio Chiantini)

fiorella mannoia

“Un disco per festeggiare il passato che ho davanti”

Una festa di compleanno. Non c’è nessuna nostalgia nei due cd dell’antologia che Fiorella Mannoia si è regalata per i suoi sessant’anni, e che ha il suo nome. C’è una scatola di foto aperta invece, immagini di una vita passata cantando. E per quella ragazza dai capelli rossi che interpreta da sempre le canzoni più belle, sono arrivati tutti, con la loro musica tra le mani. Parla con la sua voce inconfondibile, lei che con il suo timbro ha ispirato gli autori più grandi, musa di ombre e velluto, luci calde, angoli segreti. Dopo tanti anni è ancora stupita di tanta considerazione. Ha vissuto la musica come un regalo, “ho sempre cantato le canzoni che amavo, ho cantato tutto quello che potevo”. La musica le è passata attraverso, che fosse d’altri, o scritta da lei, come Le parole perdute e In viaggio, inediti dell’antologia. Sono venuti anche gli amici che non ci sono più, come Lucio Dalla, a cui pensa sempre e racconta di “quel folletto che arrivava a prendere le note più alte con tanta naturalezza. Io mica ci arrivo, troppe sue canzoni avrei voluto cantare ma non ho potuto…”.

Gli invitati hanno duettato. “Collaborare è un arricchimento, io l’ho sempre fatto perché credo che sia importante e che in Italia si sia fatto anche poco, ma le cose stanno cambiando. Per quanto mi riguarda penso che duettare faccia in modo che il successo dell’altro diventi il tuo successo, è uno scambio”.

“Volevo fare un omaggio a chi è stato nella mia vita, a suo modo, con un pezzo di strada percorsa insieme”, spiega. E oggi sentirla sussurrare “i desideri non invecchiano mai con l’età” ha un suono diverso. “E’ così, i desideri restano gli stessi anche a sessant’anni, sono senza tempo ma col tempo si impara a dargli delle priorità, l’anzianità poi serve a poter dire quello che si pensa”, continua. Ma lei le cose che pensa le dice da sempre.

Ora le scrive anche. Usa i social network, interagisce, ringrazia o punta il dito, certo non è una donna che non dice. Da sempre impegnata in diverse cause, Fiorella Mannoia è “un cittadino”, e così si definisce. E oltre c’è un mondo che ci aspetta e che sarà “multietnico. E’ inevitabile, è il futuro. Inutile soffiare sul fuoco della paura. Parla guardando davanti, decisa. Spesso anche criticata, ma lei non ha paura. “E’ l’altra faccia della rete, la parte negativa, dietro a una tastiera c’è chiunque, va bene così. Io scrivo e dico quello che penso, non potrei mai lasciare che qualcun altro parli al mio posto. Vivo di concerti, rispetto chi mi segue e se rispondo o quando posto qualcosa, sono io a farlo. Mi sembra onesto”. L’onestà, “una parola perduta da ritrovare”.

Il tempo Fiorella Mannoia lo indossa come si dovrebbe, con onestà, con fierezza, ha lavorato una vita. L’ha presa tra le mani a sessant’anni e ha pensato che racchiuderlo in un doppio album fosse un “bel viaggio musicale”, qualcosa “che, sì, dai, forse merito”. Nel libretto c’è una foto di lei in treno, guarda fuori dal finestrino. Sembra ricordare ogni fermata, ogni passeggero che le si è seduto accanto, continua a muoversi. Ha un disco di inediti in lavorazione, canzoni scritte anche da lei. Vorrebbe registrare un’altra onda tropicale, e magari cantare Cuba. Fare concerti, almeno sessanta. Fiorella Mannoia ha gli stessi capelli rossi, gli stessi occhi azzurri, i sogni messi in fila. Ha voglia di giocare col tempo, di festeggiare gli altri, e ha una scatola di foto da guardare ancora un po’.

[Testo tratto ed adattato da un servizio de “la Repubblica” del 27 ottobre 2014 di Katia Riccardi – http://www.repubblica.it/spettacoli/musica/2014/10/27/news/fiorella_mannoia_sessanta_anni-99140852/]

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2 thoughts on “Fiorella Mannoia, una voce ad incantare il tempo (sassi sonori, rubrica di musica a cura di Giorgio Chiantini)

  1. Su quel treno sono salito anch’io. Una sera di fine dicembre all’Auditorium di Roma con dei biglietti ricevuti in regalo per Natale e debbo dire mai regalo fu più gradito. Ho assistito ad uno dei più bei concerti della mia vita. La grande personalità e vitalità di questa artista, uniti alla sua immensa statura interpretativa e vocale hanno regalato una serata indimenticale ai fortunati spettatori che per la quarta sera di fila hanno fatto il tutto esaurito al teatro.
    Una vera festa di compleanno in musica condivisa con gli spettatori che a fine concerto hanno potuto abbracciare Fiorella che, scesa dal palco, ha percorso ballando ritmicamente e cantando tutta la sala, soffermandosi spesso tra applausi, abbracci e fotografie. Insomma una vitalità incredibile.
    Auguri Fiorella

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