Max Ernst, La vestizione della sposa (sassi di arte a cura di G.Chiantini & A.Greco)

Max Ernst - La vestizione della sposa

Max Ernst, La vestizione della sposa (1939-1940)

olio su tela, cm 130×96 – Collezione  Peggy Guggenheim, Venezia.

“Dipingere non è per me un divertimento decorativo, oppure l’invenzione di plastica di una realtà ambigua; ogni volta la pittura deve essere invenzione, scoperta, rivelazione.” (Max Ernst)

Considerato uno dei dipinti di maggiore effetto del pittore surrealista Max Ernst, venne donata dallo stesso a sua moglie, Peggy Guggenheim nel 1942. Il tema è quello della vestizione della sposa, nell’ambito della quale la figura femminile centrale – con il suo corpo sinuoso vestito soltanto da un sontuoso mantello costituito da piume rosse – è la vera protagonista della scena teatrale. Il volto della protagonista, invece, è coperto dalla mostruosa testa-maschera di una civetta nel cui piumaggio sono semi-nascosti un occhio umano (forse della sposa) ed una testolina giallognola.

Max Ernst - La vestizione della sposaA sinistra appare un uccello antropomorfo di colore verde, che regge la punta di una lancia spezzata, mentre dall’altro lato emergono due creature inquietanti: una fanciulla dalla capigliatura innaturale – allontanata con un gesto della mano dalla sposa – e un mostriciattolo grottesco. L’ambiente è costituito da un pavimento a scacchiera in cui si erge una parete dove è appeso un quadro ritraente la sposa divenuta parte stessa di un ambiente naturale. Nell’opera risaltano un marcato erotismo ed una certa teatralità delle pose dei personaggi, anche nell’apparire inquietante e nell’evocare un’atmosfera da incubo.

A rendere visionaria ed enigmatica l’opera hanno contribuito diversi elementi, tra cui la particolare tecnica utilizzata: l’aspetto singolare della superficie del dipinto risulta dall’associazione di decalcomania e colore a olio su tela, che le hanno conferito una suggestiva trama sgranata; la prospettiva è incoerente, ma il punto di fuga del pavimento, invece, ha conferito maggior profondità alla scena su uno sfondo architettonico, dove l’intera scena è costituita da contrasti chiaroscurali simili a giochi di luce e ombre.

L’opera è ricca di significati simbolici ed enigmatici. Max Ernst - La vestizione della sposa - Copia (2)La testa della civetta sottolinea la capacità della sposa di saper vedere al buio ed ‘oltre’, tratto in comune con Minerva (protettrice dell’intelligenza e delle arti del tessere e del filare, nota per la sua saggezza), mentre la sua saggezza consiste nell’avvicinarsi all’amore fisico, attraverso il quale sarà poi capace di comprendere l’universo. Il mantello rosso è ispirato ad una descrizione di André Breton relativa ad un “mantello splendido e convulsivo, fatto dall’infinita ripetizione di piume rosse, senza eguali, di un uccello raro, indossato dai capitribù hawaiani”. L’altra figura femminile, invece, simboleggia la verginità: il volto è rivolto verso il dipinto, che assume l’aspetto di un “rito di iniziazione”, una sorta di passaggio verso uno stadio superiore che implica una conoscenza completa della vita e dell’amore e lo stesso dipinto, poi, simboleggerebbe anche l’abbandono della condizione di solitudine originaria per entrare in un mondo di relazioni.

Max Ernst - La vestizione della sposa - CopiaL’uccello antropomorfo è simbolo dell’uomo: regge il simbolo fallico della lancia, indicando il pube della ragazza a simboleggiare una castità che sta per essere perduta. L’uomo, probabilmente, deve essere interpretato come una raffigurazione personale di Ernst. Infatti l’artista per lungo tempo si identificò con un uccello e nel 1929 inventò un alter ego, Loplop, l’Essere Superiore degli Uccelli. Il mostriciattolo in basso a destra rappresenta un piccolo idolo della fertilità presumibilmente ispirato a statuette votive viste durante il viaggio in Estremo Oriente che Ernst compì qualche anno prima.  Secondo altre interpretazioni questo piccolo mostro sarebbe un rimando all’ermafrodita di una leggenda greca, per la quale l’idolo, che rappresenta l’unione tra l’uomo e la donna, è ritratto mentre si asciuga le lacrime, in uno stato d’animo causato dalla concezione limitata ed estremamente pudica della società borghese nei confronti della sessualità (fonti varie dal web).

[Giorgio Chiantini & Angela Greco]

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