Salva con nome, la nota del lunedì sui tempi moderni di Cataldo Antonio Amoruso

per articolo Il sasso nello stagno di AnGre

Da qualche lunedì Il sasso nello stagno di AnGre è lieto di ospitare alcuni scritti (resi aspecifici solo per questo luogo) di Cataldo Antonio Amoruso che, con occhio acuto e penna tagliente, ci porta a conoscenza di personaggi e accadimenti di questo nostro Belpaese, aprendo uno squarcio garbato e molto ben scritto su quanto spesso e volentieri sfugge o si lascia correre circa questi tempi moderni…Buona lettura, dunque, con la speranza che ‘voci fuori dal coro’ stonino e stonino bene, in questo contesto ovattato di accettazione di tutto e tutti senza emissione di suono (e parola). 

*

Vorrei sottolineare un episodio al quale ho assistito durante una puntata di febbraio di una certa trasmissione andata in onda in tv, condotta dalla giornalista Tiziana P., poiché, senza troppi giri di parole, comportamenti del genere fanno veramente uscire dai gangheri: sono costretto a credere che questi signori mentano sapendo di mentire, e che di conseguenza non possano non essere sospettati di tenere comportamenti decisamente non condivisibili.

Nella suddetta trasmissione la vicepresidente del Senato ha condannato la ben nota bagarre scoppiata alla Camera dei deputati nella notte precedente, con annessi spintoni e smanacciate tra i deputati, affermando che ‘tra l’altro’ (che in questo caso significa ‘soprattutto’) gli emendamenti presentati dalle opposizioni non erano ammissibili in quanto si trattava di una ‘terza lettura’ del testo, e quindi gli oppositori, oltre ad essere violenti e caciaroni, erano anche a digiuno di conoscenze dei regolamenti della Camera, spiegando che solo nelle prime due letture si possono presentare e discutere eventuali emendamenti. Nessuno ha obiettato, nemmeno il professore esperto della materia, presente in studio… ma qualcuno da casa ha fatto notare alla conduttrice che si trattava di una ‘prima lettura’ del testo e di conseguenza gli emendamenti presentati dalle opposizioni avevano piena legittimità.

Solo e soltanto allora la vicepresidente del senato ha ammesso candidamente che il telespettatore (o non so chi) aveva ragione, come se nulla fosse e senza fare una piega, come se quella osservazione mossale non avesse crollato il castello di bugie che lei stessa aveva messo in piedi…

E bisognerebbe allora credere a questi signori? Anzi… a questa signora, che appena prima si era compiaciuta, annuendo benedicente, delle parole di un telespettatore che aveva voluto ricordare il significato del termine ‘onorevole’? Di onorevole, nel comportamento della senatrice, non ho ravvisato proprio nulla, tutt’altro. E forse i giornalisti e professori presenti in studio, se erano al corrente della portata del contendere, avrebbero dovuto contrastare con forza quel palese tentativo di travisamento della realtà. Così non è stato, e del resto, temo che fare passerella in televisione non preveda certe prese di posizione con relativa accensione di scontri e svelamento di altarini…

[Cataldo Antonio Amoruso / fotoelaborazione dal web di AnGre]

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