Vittorio Bodini, due poesie da Altri versi (1945-1947) in La luna dei Borboni e altre poesie

il sasso nello stagno di AnGre

Tanti anni

Noi abitammo in una rosa rossa.
Passavano treni in corsa alla periferia
– un gomito sonoro -;
e tutto il resro era un fermento di cieli.
Un meriggio d’inverno, col sole su un muro bianco,
riconoscemmo la vostra amata calligrafia.
Chi avrebbe mai pensato
che voi scriviate come un’ ombra d’ alberi,
come i pettini freddi
con i denti coperti di capelli!

(S’era in pena per voi.)
Così passammo la notte.

il sasso di AnGre

Olvido

Tutti gli orologi della tua casa
sono fiori irrequieti,
o battono con tempie di limoni
nelle fruttiere, al buio delle sale.

Ciò che sfere inuguali
segnano in essi è il tempo
dei tuoi fuochi divisi: odio e speranza,
timore e gratitudine, e i tuoi anni
fra cui rapido passa il tuo bel viso
come luna nei vuoti delle nubi.

Io non so questa mano che mi dai
a che giorno appartenga
o a quale notte;
né tu per dove io ti raggiunsi,
in quest’arca ribelle che sorvolano
ore a morte colpite dai proprî inganni.

Ma se dal fosco secolo dei tuoi capelli
un garofano cade com’astro in fiamme,
tutta s’aliena in fiamme e di quel fiore
la memoria confessa di voler vivere.

*

Vittorio Bodini, “Altri versi (1945-1947)”

“La luna dei Borboni e altre poesie (1945-1961)”, Tutte le poesie, a cura di O.Macrì (Besa)

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