L’Ermafrodito dormiente di Palazzo Massimo a Roma (sassi di arte)

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Ermafrodito dormiente II sec. a.c.

Tra le opere di maggior rilievo custodite al Museo Nazionale Romano di Palazzo Massimo vi è l’Ermafrodito dormiente trovata a Roma in un contesto privato, che rappresenta una persona giovane con testa poggiata sul braccio destro, come fosse su un cuscino. E’ probabile che quella sua sensuale nudità sia frutto di un inconscio movimento nel sonno, che ha avvolto senza intenzione anche il braccio sinistro nel mantello, rispetto al quale la naturalezza del giovane corpo è posta in risalto, marcando probabilmente il contrasto fra corpo e tessuto ed includendolo in una prospettiva di particolare attrazione alla quale concorre anche l’elaborata e complessa acconciatura, dove i capelli sono trattenuti da una treccia e raccolti sulla nuca, mentre solo una ciocca a metà fronte è portata verso il cranio e fermata da una gemma.

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La scultura è costruita secondo intenti illusionistici: la veduta posteriore con le natiche in primo piano in posa provocante, suggerisce la bellezza di un corpo femminile e, ad un primo sguardo, anche i lineamenti del viso ricordano quelli di una donna. Solo girando intorno al complesso scultoreo si scopre l’organo sessuale maschile e, dunque, l’identità di Ermafrodito, nato secondo il mito da Hermes e Afrodite con una doppia realtà sessuale. Caso, questo, in cui la consuetudine di costruire statue in modo che dessero un’impressione diversa al primo impatto visivo raggiunge il virtuosismo, poiché la diversa visuale cambia addirittura l’identità del personaggio.

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“L’opera è stata sempre ricercata e amata, soprattutto come elemento decorativo, per il suo tema ambiguo, per la sua figura un po’ inquietante un po’ perversa, che unisce gli aspetti femminili e maschili, rappresentando i due sessi” dice la sig.Paris, direttrice del Museo che ospita l’opera.

Esistono altre copie di questo soggetto (le più note al Louvre e Galleria Borghese, a cui Bernini scolpì un materasso come base) «Ma questa è la più bella – commenta ancora la sig.Paris – per l’armonia perfetta tra volto, corpo e le tante rifiniture e, soprattutto, perché non ha avuto restauri nei secoli, essendo stata ritrovata in uno scavo più recente.

Dell’Ermafrodito dormiente esistono versioni diverse, distinte di norma da dettagli; probabilmente esse derivano tutte da una celebre statua ellenistica, forse l’Hermaphroditus Nobilis, opera di Policle, scultore di origine ateniese autore di una serie di statue di culto commissionate da magistrati romani nella metà del II sec. a. C. e per questo motivo, anche la copia della statua esposta a Palazzo Massimo in Roma si ritiene ricavata dall’originale dello scultore ateniese proprio nel pieno II sec. a. C.

[Giorgio Chiantini & Angela Greco]

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