Hans Magnus Enzensberger, due poesie da Sentimenti confusi

poesia il sasso nello stagno angre

Lo spirito del padre 

Certe sere eccolo lì seduto,
come una volta, un po’ curvo,
che canticchia, al tavolo,
sotto la lampada di ferro.
Il pennino raschia
sulla carta millimetrata.
Tranquillo, risoluto, lascia
la sua traccia nera.
A tratti mi sta a sentire,
la testa bianca, di neve, reclinata,
sorride assente, continua a lavorare
al suo magnifico progetto
che io non posso capire
che lui mai finirà.
Lo sento canticchiare.

§

Qualche riga oziosa

Mai abbiamo combinato meno guai di allora
quando in lenti pomeriggi a poco a poco ci si ubriacava,
e mai fummo più innocui, a parte il sonno,
che in quei giorni che trascorrevamo in chiacchiere balorde;
già la sera avevamo dimenticato tutte le cose dette.
Sì, era favoloso, come oziavamo per interi giorni,
ricchi e pigri perché ignari di noi stessi, lì a guardare
come quel che ci era dato se ne andava, dolcemente,
…………….in sperperi.

*

Hans Magnus Enzensberger, Sentimenti confusi

tratte da Chiosco, traduzione dal tedesco di Anna Maria Carpi (Einaudi)

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