Vincent Van Gogh, Un seminatore (tratto da Millet) per i sassi di arte

Seminatore_1881

Vincent Van Gogh, Un seminatore (tratto da Millet), inizio 1881

matita, inchiostro e pittura su carta velina – cm 48 x 36, Van Gogh Museum, Amsterdam

*

Il venticinquenne Vincent è sia nella professione che nella vita personale inquieto e insoddisfatto. Accostatosi all’arte a Parigi (dove su interessamento di uno zio è impiegato nel 1869 presso la casa d’arte Goupil & Ciel), polemizza con i clienti e preferisce dedicarsi ai musei. Dopo essersi licenziato il 10 aprile 1876, comincia una peregrinazione che lo porta nel 1879 nella regione di Bruxelles [dove per sei mesi sarà evangelista laico per conto di un’istituzione scolastica nel distretto minerario di Mons). Ed è proprio in quei luoghi che comincia a disegnare. Licenziato “per eccesso di zelo”, torna a Bruxelles in ottobre per studiare anatomia e disegno prospettico: ha bisogno di “un ambiente più artistico…perché come si può imparare a disegnare se qualcuno non ti mostra come farlo”.

In questi sei mesi di permanenza il lavoro è intenso come le discussioni con il suo nuovo amico, il pittore Anthon van Rappard. Il fratello Theo comincia a inviargli un piccolo sussidio mensile. Vincent vuole staccarsi dal proprio passato recente, ma non può esimersi dal continuare ad amare le incisioni, conosciute presso Goupil. Lo colpiscono particolarmente quelle dei pittori del romanticismo sociale, e tra costoro il francese Millet, per Van Gogh riferimento di una vita di lavoro. Ma è un autodidatta e parte dalla pratica della copia e dell’utilizzo di manuali di disegno; eppure sente di “essere buono a qualcosa”, e si propone di perfezionare la tecnica. Nella Lettera 137 scrive: “Una volta padrone della matita dell’acquerello o dell’acquaforte, potrò ritornare al paese dei minatori di carbone o dei tessitori per lavorare meglio, ispirandomi alla natura più di quanto possa fare qui. Ma prima devo impadronirmi un poco della tecnica”. In questo periodo è ancora molto vicino al modello.

Il seminatore è un soggetto particolarmente caro a Van Gogh, in quanto simbolo della vita contadina, ma anche riferimento alle parabole del Vangelo, in cui il predicatore è un “seminatore della parola”. Non c’è né mai ci sarà romanticismo in Van Gogh, piuttosto profondissimo rispetto, anzi identificazione totale nella quotidianità sublimata alla sfera del più alto spirito cristiano.

*

(I geni dell’arte, Van Gogh, Mondadori Arte)

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3 thoughts on “Vincent Van Gogh, Un seminatore (tratto da Millet) per i sassi di arte

  1. sono stati, infatti, i materiali utilizzati, soprattutto la carta velina, ad attrarmi e a farmi fermare con attenzione sull’opera nella quale, secondo me, già si intravedono quei segni distintivi e nevrili della pittura successiva, quando con passione il pittore “segnava” i suoi campi di grano o gli olivi che ho avuto modo di vedere con immensa emozione dal vivo 😀

  2. Ringrazio Angela Greco per aver proposto questa opera magnifica di Van Gogh e la ringrazio sopratutto per aver acceso la mia curiosità nata proprio da questo articolo e quindi poter condividere con voi su questo blog l’esito della mia ricerca.
    Questo disegno del seminatore, ad inchiostro e matita, fatto nel 1882 da Vincent Van Gogh a L’Aia, è un esempio del suo tentativo di permeare le sue figure con una energia che viene poi convogliata attraverso il colore. Durante questo primo periodo, tendeva ad aderire realisticamente a quello che vedeva in natura, ma in seguito ha iniziato ad utilizzare “il colore in base al suo impatto visivo … piuttosto che alla sua fedeltà alla natura”. (Walther & Metzger, 1996, 58).
    Van Gogh venne provondamente colpito dalla pittura di Millet e in particolare da questo Seminatore che ripropose prima in questo disegno e durante i suoi primi anni ne fece molte riproduzioni. Il suo lavoro iniziale tendeva a una riproduzione meticolosa e fedele dell’originale, sia in forma che stile.
    Nel giugno del 1888, mentre vive ad Arles, Van Gogh usa il colore come linguaggio e i suoi simboli diventano ancora più forti. Giudica il “seminatore di Millet” come grigio ed incolore, e si chiede se sia possibile “dipingere il Seminatore a colori, con un contrasto simultaneo di giallo e viola …”
    Tratto dal sito web;
    http://www.cultorweb.com/VanGogh/VC.html

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