C’è vita su Marte: Marco Melillo recensisce Attraversandomi di Angela Greco

Attraversandomi -poesia di Angela Greco - Limina Mentis

Angela Greco, Attraversandomi – Interroghiamo la Poesia

di Marco Melillo

http://www.cevitasumarte.it/angela-greco-attraversandomi-interroghiamo-la-poesia/

Tutto ci interessa di un poeta che sia materia di parola e silenzio, ed anche quando dalle parole viene fuori un grande temperamento – affermando una netta volontà – l’argomento o gli argomenti che andiamo ad affrontare per tradirne il pensiero e l’opera sono sempre oltre. Da uno spazio necessariamente insondato apprendiamo la coscienza di un individuo, la sofferenza, le turbolenze: tutto ciò che abbraccia direttamente la poesia. Con Angela Greco quel temperamento vien fuori da un linguaggio esile e complesso, attraversando lucidamente l’emozione che la lettura restituisce passo per passo. Angela Greco è nata nel 1976 a Massafra, alle porte di Taranto, dove tuttora vive. Le poesie che abbiamo letto sono incluse in “Attraversandomi”, edito da Limina Mentis.

«Avanzo tra sassi che narrano l’oscillazione dentro-fuori
dalla gabbia toracica aperta al mio letto bianco
estenuante andirivieni tra due regni in contrasto
sono stato il filo che lega luce e buio a chi mi vegliava
allora ed oggi combatto senz’armi il giorno a venire
ed ancora a fianco vedo la natura farsi spazio a gomitate
per sottrarre un tempo alle voci che mi toccherebbero…
senza indugio ho affittato quarant’anni ad un lavoro
e finalmente ora ho riacquistato i biglietti per il concerto
che persi per arrivare puntuale ad un’idea di fedeltà…
scorro per il quotidiano imparando il mio sorriso
dalle parole di una sconosciuta incontrata su uno scaffale
mentre toglievo la polvere agli anni e imparavo
che l’inchiostro assomiglia moltissimo al sangue
e che troppo ne ho perso senza fermarlo sul mio foglio».

Lo specchio è alto di fronte a noi, la voce è limpida, non insegue inutili ghirigori, non falsifica il reale lì dove – proprio grazie alla poesia – tutto si mostra all’orizzonte di un eterno presente. In questo naturalmente i ricordi, ma è la fase decostruttiva, quella dei cocci, a ferirci le mani e colorare l’abito che le parole sanno tessere.

«Questo groviglio su cui insiste una pace
a piedi nudi scalpita sul non conosciuto selciato
e non si cura della quotidianità delle cicatrici
che hanno invaso il petto e le notti abnormi
di sperato giorno imparando preghiere non volente
ho aspettato i tuoi occhi sulla soglia scomposta:
sei canto che s’apparenta con il volo spiegato piuma a piuma
e alla tua schiena candida domando che sia abisso:
mi dai voce che io possa scontrarmi con il mio cielo
scomponendo silenzi stupiti indomiti di parole
come mai avevo vissuto
e sciogli incertezze tra nuca e petto candidi di foglio e pelle
».

La poetessa Angela Greco va incontro alla deriva degli istanti che sempre affligge chi ha voce. Il “groviglio su cui insiste una pace” è la prova di un incontro quotidiano con la sua coscienza, nonché una leva che in modo spontaneo relega l’arbitrarietà della scelta tra i luoghi infiniti dell’io, alla scomparsa immediata, definitiva. L’incontro è – prima di tutto – la necessaria condizione primordiale che lega noi umani al senso, all’impressione. Vorremmo appartenere alla visione di un viaggio infinito appunto: guardare ed essere riflessi, essere al contempo luce ed ombra. Vorremmo comprendere il tempo oltre le intenzioni, quelle nostre e quelle altrui. Nel migliore dei casi si tratta di un “qualcosa” che ci affida alla coscienza delle nostre storie personali, in esse spiegando ciò che non riusciremo mai a contenere.

«Ho sperato di capire quel che non hai detto ancora
ho provato a leggerlo sul labbro morso inconsciamente
e solo dopo ho abbandonato l’idea di razionalizzare l’aria
che ti penetra e ti vibra ovunque ci sia spazio a lei concesso:
mi suoni dentro melodia ineffabile oppure temporale
eppure mi risani dallo scontro a perdere con le mie inesattezze
e mi sconvolgi un’era e anche più di sistemazioni obbligate
d’etichette vergate a sangue, magliette ben stirate e camicie forzate:
un terzo di secolo mi manda in apnea al pari d’un bacio al solo pensiero
togli fiato – e questo è vero – eppure non ho mai avuto tanta voglia
d’essere esattamente come avrei voluto e sono adesso
».

Una parola d’elogio va spesa per la casa editrice Limina Mentis, per il lavoro che Ivan Pozzoni riesce a fare, ostinatamente, evitando di pubblicare – come fanno in troppi – cose dannatamente inutili. “Attraversandomi” di Angela Greco è uscito ad aprile 2015. Curiosità: Angela Greco cura il blog di poesia “Il sasso nello stagno”.

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