dal libro Majakovskij dimenticato e sconosciuto – Messaggi ai posteri selezionati e condivisi da Dario Fo

Il sasso nello stagno di AnGre  ---2 ---

Majakovskij dimenticato e sconosciuto – Messaggi ai posteri selezionati e condivisi da Dario Fo, a cura di Anna Bandettini (Editori Internazionali Riuniti, 2013)

[nota: immagini di copertina in altro colore dall’originario rosso per una migliore lettura]

*

Messaggio ai posteri

«A causa del mio carattere rissoso, hanno tanto abbaiato contro di me, m’hanno accusato di tanti peccati, veri o presunti, che a volte mi vien voglia di andarmene da qualche parte, per restarvi due anni, pur di non sentire più ingiurie. Ma, ovviamente, l’indomani rinuncio a questo pessimismo, mi armo di nuovo coraggio e, con le maniche rimboccate, riprendo a battermi, affermando il mio diritto di esistere come scrittore della rivoluzione e per la rivoluzione, non già come un fantoccio». [cit. Venti anni di lavoro, p.945]

Ho voluto mettere in apertura del capitolo questo brano perché da solo spiega Io stato d’animo del poeta e dell’artista intorno agli anni trenta, poco prima del suo «suicidio» a soli 37 anni. Mi sono sempre chiesto perché un uomo del suo slancio, con le sue rabbie e le sue grinte arrivasse a uccidersi ancora giovane, probabilmente con tante cose ancora da dirci. Quale potesse essere il significato di un simile gesto per un artista ribelle, provocatorio come Majakovskij.

La sua opera, è vero, ha convissuto fin dalle poesie giovanili con la disperazione, anche se spesso nascosta, offuscata dai suoi slanci. C’è una poesia, per me forse la più bella del suo periodo giovanile, la più profonda dove già c’è tutta la rabbia disperata. Scritta in un momento (siamo nel 1918) in cui Majakovskij è pieno di fervore rivoluzionario, in cui pare solo voler celebrare trionfalisticamente la «nuova era», nasconde dentro una disperazione, un’amarezza molto profonda, incisiva, come se avesse sempre sentito il pericolo di un tradimento finale. La poesia è Primavera.

Primavera

La città s’è tolta di dosso l’inverno.

La neve sbava saliva.

E di nuovo è tornata la primavera,

garrula e stupida come uno junker.

Qui c’è insieme tutta la sua leggiadria, la sua semplicità e la drammaticità di uno stato d’animo. C’è già tutto.

II Majakovskij poeta che vive la rivoluzione in prima linea, l’agitatore politico, il propagandista, l’autore di manifesti politici, Io scrittore di testi teatrali di grande forza satirica. Majakovskij, il poeta di piazza, sicuro, trionfante, capace di rompere il verso, di scaricarlo di armonia estetica per immettervi il cuore della lotta, il Majakovskij sarcastico, crudele, sbeffeggiatore, non cancellava il Majakovskij delle inquietudini lucide, delle disperazioni nichiliste che pili immediatamente traspaiono nelle sue poesie giovanili. In più è evidente che negli ultimi anni della sua vita qualcosa deve essersi spezzato in lui. Le cronache ci dicono che comincia a soffrire di gravi crisi depressive; c’è il naufragio del suo rapporto sentimentale con Veronika Polonskaja, attrice del Teatro d’arte di Mosca, che sicuramente deve aver segnato in negativo Io stato d’animo di quel momento. Ma soprattutto deve aver pesato il senso di una sconfitta più grande, per lui; una sconfitta forse non tanto personale, ma ideale. La consapevolezza di un contrasto irriducibile tra il «prima» e il «dopo» rivoluzione e il fallimento di un sogno di trasformazione totale di arte, di vita e di pensiero. Eppure anche nei versi di questo periodo, Majakovskij non sembra smettere di aggredire la vita con rabbiosa potenza. (Dario Fo)

*

Il sasso nello stagno di AnGre ---

Il sasso nello stagno di AnGre --- - Copia

(immagine di copertina: disegno di Federico Garcia Lorca)

Annunci

6 thoughts on “dal libro Majakovskij dimenticato e sconosciuto – Messaggi ai posteri selezionati e condivisi da Dario Fo

  1. Molto interessante. Majakovskij io lo conosco pochissimo. Credo che comprerò questo libro per avvicinarmi a lui. Grazie dunque.

    1. non avendo trovato il tuo nome e, dato che sono tre anni che cortesemente domando di commentare con un nome di persona, ti ringrazio dell’apprezzamento Tophkaye e, felice che tu sia stato / stata qui, ti ricordo che nella parte inferiore della home page si legge:

      ATTENZIONE: — È POSSIBILE CONDIVIDERE GLI ARTICOLI RIPORTANDO SEMPRE IL COLLEGAMENTO (LINK) CON IL BLOG E CITANDO SEMPRE L’AUTORE!! — CORTESEMENTE CHIEDIAMO DI COMMENTARE CON NOME DI PERSONA PER EVITARE, LADDOVE NON RISULTASSERO NOMI PROPRI NELL’INDIRIZZO E-MAIL VISIBILE SOLO ALL’AMMINISTRATRICE, LA CANCELLAZIONE AUTOMATICA DI SCRITTI RITENUTI ALTRIMENTI ANONIMI! — INSERENDO NEL RIQUADRO (CERCA / SEARCH) UNA PAROLA O IL NOME DI UN AUTORE CHE SI STA CERCANDO VERRANNO VISUALIZZATI TUTTI GLI ARTICOLI IN CUI È PRESENTE.

      1. Scusa andavo così di fretta che non ho letto. In molti mi chiamano Lou.
        Ancora grazie per lo spunto.
        Lou.

  2. Sto rileggendo in questi giorni il libro (che ho nella prima edizione, quella del 1994, con una copertina diversa) e spulciando in rete ho trovato questo articolo. Concordo sul valore assoluto della presentazione che Dario Fo fa dell’opera e della poetica di Majakovskij – aggiungerei come naturale proseguimento l’antologia “A piena voce”, che contiene le sue poesie più note e potenti.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...