Constantinos Kavafis, due poesie

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Giura

Ogni tanto giura di cominciare una vita migliore.

Ma come viene la notte con i suoi consigli

con i suoi mezzucci e con le sue malíe,

ma come viene d’impeto la notte, allora

al corpo che esige e reclama, a quella

stessa fatale gioia egli, smarrito, fa ritorno.

 

Ionica

Se abbiamo abbattuto le loro statue

se li abbiamo scacciati dai loro templi

non per questo gli dèi sono morti. O terra

di Ionia, sei tu ch’essi amano ancora.

Quando il mattino d’agosto ti avvolge tutta

nella tua aria passa un vigore di quella loro

vita e una figura d’efebo, indecisa,

immateriale, a volte corre via veloce

sull’alto delle tue colline.

 

tratte da Constantinos Kavafis, Settantacinque poesie (a cura di Margherita Dalmàti e Nelo Risi, Einaudi, 1992)

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