In diretta dal museo: Mitra e il toro – sassi di arte a cura di A.Greco & G.Chiantini

Roma, marmo policromo raffigurante Mitra e il toro - Il sasso nello stagno di AnGre

Rilievo policromo con Mitra

Roma, mitreo di Santa Prisca sull’Aventino, 200-250 d.C.

marmi colorati, Museo Nazionale Romano Palazzo Massimo – attualmente in mostra presso i Musei Capitolini

fotografie realizzate senza l’uso di flash solo per questa divulgazione  artistica

Roma, marmo policromo raffigurante Mitra e il toro part 1 a - Il sasso nello stagno di AnGre

Dal cartello esplicativo realizzato per la mostra (approfondisci quiL’età dell’angoscia. Da Commodo a Diocleziano (180 – 305 d.C) : “Il rilievo illustra la tauroctonia, rito centrale della religione mitraica. Al centro è Mitra in abiti orientali nell’atto di uccidere il toro. Un serpente lambisce il sangue dell’animale, mentre uno scorpione gli afferra i genitali.

Roma, marmo policromo raffigurante Mitra e il toro -part 1 - Il sasso nello stagno di AnGre

Il complesso simbolismo della scena è giocato sul contrasto Luce / Buio che richiama il dualismo Bene / Male tipico delle religioni iraniche. Sul lato sinistro si riconoscono: il Sole alla guida di una quadriga; Cautes, il genio portatore di luce, con la torcia alzata e un gallo che con il canto accompagna il sorgere del giorno.

Roma, marmo policromo raffigurante Mitra e il toro - part.2- Il sasso nello stagno di AnGre

Sul lato destro fanno da contrappunto i simboli della notte: la Luna su biga trainata da buoi è preceduta da Heseros (stella della sera) rappresentato come putto alato; Cautopates, genio delle tenebre, porta la fiaccola rovesciata; ai suoi piedi è una civetta.”

part. 4 a- Roma, marmo policromo raffigurante Mitra e il toro - Il sasso nello stagno di AnGre

*

tratto dall’Enciclopedia Treccani (approfondisci qui): […] il mitraismo, introdotto a partire dal 1° sec. d.C. in Italia, si sparse in tutto l’Impero, specie nelle province di confine dove fu propagato dalle guarnigioni militari. L’imperatore Commodo vi si fece iniziare e altri imperatori successivi, fino a Giuliano l’Apostata, contribuirono al suo prestigio. Il mitraismo penetrò così, benché non nella sua stretta forma di misteri, anche nella religione pubblica, dove venne identificandosi con il culto del Sole. Fu rivale potente del cristianesimo e tra le due religioni vi fu probabilmente qualche influsso reciproco (il Natalis Solis mitraico, per es., fissato al 25 dicembre, solstizio invernale, passa nel cristianesimo come ‘Natale’; ma l’ultima cena attribuita, a quanto pare, a M. come fondamento del banchetto rituale mitraico sembra un calco pagano sull’ultima cena di Gesù Cristo). […]

– articolo a cura di Giorgio Chiantini (visita al Museo) & Angela Greco –

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9 thoughts on “In diretta dal museo: Mitra e il toro – sassi di arte a cura di A.Greco & G.Chiantini

  1. ma dimmi te…che strani i sentieri del web!
    Stavo appunto interessandomi al culto mitraico (ieri sono stata a visitare S. Clemente a Roma e gli scavi sottostanti, con il piccolo mitreo…) stavo appunto interessandomi, dicevo… e qui trovo…

    Troppo forte!
    😉

  2. Oltre al dio ed al toro, nella tauroctonia erano sempre presenti delle figure simboliche ben precise: un cane ed un serpente che bevevano il sangue del toro, uno scorpione che lo pungeva ai testicoli, delle spighe di grano che germogliavano dalla coda dell’animale morente e un corvo.
    Il loro significato è incerto: lo scorpione ed il serpente sono visti di solito come forze del male che tentano di impedire al sangue ed al seme del toro di raggiungere e fecondare la terra, il cane al contrario ne trae forza mentre le spighe simboleggiano la forza vitale che si libera dal toro morente a favore delle piante verdi. Il corvo, messaggero divino, stabiliva il contatto tra Mitra ed il Sole. Una interpretazione molto diffusa e suggestiva lega i vari animali prima citati alla rappresentazione astronomica e astrologica del cielo e delle costellazioni, mentre l’uccisione del toro e la presenza del sole fanno pensare ad un rito segreto che alluda al meccanismo di precessione degli equinozi. Il carattere cosmico di Mitra è sottolineato poi dalla costante presenza al suo fianco dei due dadofori, o portatori di fiaccole, Cautes e Cautopates, tipologicamete affini al dio e insieme al quale costituiscono una sorta di trinità: rappresentano infatti, nel corso della giornata, rispettivamente il sole dell’aurora, del mezzogiorno e del tramonto, mentre nel ciclo annuale alludono alla primavera, all’estate e all’autunno.
    Notizie dalla pagina web Mitra e il Mitraismo: http://spazioinwind.libero.it/popoli_antichi/Religioni/MITRAISMO.html

  3. Debbo riconoscere che questa mia recente visita ai Musei Capitolini ha fornito l’opportunità, insieme ad Angela da sempre incuriosita dal culto del Mitraismo e dal dio Mitra, di approfondire questo tema al quale sembra non siamo soli ad essere sensibili e a condividerlo in questo blog.
    Grazie ancora a tutti coloro che, malgrado il periodo di ferie, continuano a seguirci e a condividere le nostre passioni.

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