Vasilij Kandinskij, Coppia a cavallo – sassi di arte scelti da AnGre

Vasilij Kandinskij Coppia a cavallo (1906) -  Olio su tela

Vasilij Kandinskij, Coppia a cavallo (1906 – 1907)

olio su tela, cm 55 x 50,5 – Monaco, Städtische Galerie im Lenbachhaus

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Verso la metà del primo decennio del Novecento, l’artista approfondì lo studio dei colori e della loro capacità di assumere un ruolo centrale nella composizione dell’immagine e l’opera oggi proposta è uno dei più famosi esempi di questa ricerca.

Il tema rievoca l’atmosfera medievale e fiabesca comune a diversi lavori di quel periodo: una coppia su un cavallo dalla bardatura anticheggiante cavalca lentamente lungo la riva di un fiume. Le piccole navi vichinghe al centro del quadro, la scintillante città russa sullo sfondo, turrita e dalle cupole dorate, il copricapo della dama in primo piano, tipico delle popolazioni della Russia occidentale, sono elementi che contribuiscono a creare una suggestione, senza tuttavia indicare modelli storici o temporali precisi (come nella pittura storicista dell’Ottocento).

L’elemento più significativo del quadro è il suo elaborato sistema compositivo: l’immagine si compone di innumerevoli tocchi di colore su uno sfondo nero. L’impressione è quella delle tessere di mosaico e dei modelli pointillistes e divisionisti italiani di qualche decennio prima. La scelta di dipingere alcune zone del quadro, come il cielo, a larghe pennellate, e altre con piccoli punti di colore rispecchia il desiderio dell’artista di utilizzare il contrasto tra le due tecniche, praticate contemporaneamente, per suscitare una particolare risposta emotiva nello spettatore e guidare il movimento del suo sguardo sulla tela. (Kandinsky, I capolavori dell’arte, Corriere della Sera)

Vasilij Kandinskij Coppia a cavallo (1906) -  Olio su tela

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4 thoughts on “Vasilij Kandinskij, Coppia a cavallo – sassi di arte scelti da AnGre

  1. Approfitto di questo spazio per esprimere una mia particolare visione di questa opera, ringraziando come al solito la nostra infaticabile Angela nel proporci sempre temi interessanti.
    Il quadro si riferisce a una vecchia fiaba russa in cui il cavaliere riporta a casa la bella Elena, dopo averla liberata dalla prigionia dell’uccello di fuoco. Somigliando in questo un poco al nostro San Giorgio, il santo cavaliere che uccide il drago liberando così la principessa sua prigioniera. In effetti il dipinto in questione mi ha colpito immediatamente per le cromie che risaltano all’occhio e sistemate in modo da creare l’illusione del movimento. Movimento che mi piace immaginare come riferito ad un cavallo di una grande giostra mentre gira in un enorme “paesaggio-palcoscenico” che potrebbe rappresentare la vita stessa includendo amore, gioia, tempo, spazio e tutte le emozioni che la vita stessa ci suggerisce.

    1. Giorgio, preziose le tue letture ci offrono sempre punti di vista particolari sull’arte, grazie! a me ha affascinato l’aria di fiaba che effettivamente pare respirarsi allo sguardo…l’atmosfera ovattata di una Russia fedele a quelle immagini giunte a noi per interposta utopia di poeti e scrittori.

      Suggestivo questo ciclo di Kandinskij, di cui qui nel Sasso si trova un’altra immagine, quella di una dama che sembra diventare parte stessa del paesaggio che la circonda…

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