Odisseas Elitis, Nel blu di Iulita

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Odisseas Elitis, Nel blu di Iulita

Anche in un frammento di Briseide e in una conchiglia dell’Euripo si trova
Ciò che intendo. Deve avere avuto una fame tremenda di bonaccia agosto
Per cercare il meltemi; così da lasciare un po’ di sale sulle ciglia e
In cielo un blu il cui nome benaugurante odi tra i tanti
Ma nel profondo c’è il blu di Iulita
Come se precedesse la scia del respiro di un bimbo
Che vedi avvicinarsi così nitidamente i monti dirimpetto
E la voce di un antico colombo fendere l’onda e perdersi
.
Se il bene è sacro, di nuovo dal vento
Gli viene ricambiato. Si moltiplica tanto dai suoi stessi figli Eu-
Morfia e l’uomo cresce prima due e tre volte
Lo raffiguri il sonno
Nel suo specchio. Cogliendo mandarini o ruscelli di filosofi se non anche
Un villaggio mobile di api sul pube. E sia
L’uva fa bruno il sole e più candida la pelle 
Chi se non la morte ci rivendica? Chi pratica l’ingiustizia dietro ricompensa?
Un accordo armonico la vita
————————–a cui si frappone un terzo suono
Ed è questo che dice veramente che cosa getta il povero
E che cosa raccoglie il ricco: fusa di gatto, rametti intrecciati di agnocasto
Assenzio con capperi, parole che si evolvono con una vocale breve
Baci e abbracci da Citera. Così, a cose come queste si aggrappa
L’edera e si fa più grande la luna perché vedano gli innamorati
In che blu di Iulita puoi leggere la ragnatela del destino
.
.
Ah! Quanti tramonti ho visto e quanti corridoi di teatri antichi
Ho attraversato. Però non mi ha mai prestato un po’ di bellezza il tempo 
E una vittoria per sconfiggere il nero e prolungare la durata dell’amore cosicché
Sia più ingegnoso e melodico il suo pulpito
Il canto dell’allodola che è in noi
Nube accigliata che solleva uno schietto “no” come una piuma
E poi ricade e tu ti sazi ti sazi ti sazi di pioggia
Diventi coetaneo dell’intatto senza conoscerlo e 
Continui a farti il solletico con le tue cugine nei recessi del giardino
Domani un suonatore ambulante ci innaffierà di fiori della notte
E nonostante ciò saremo un po’ più infelici
——————————come solitamente nell’amore
Ma dal mastice dell’argilla sale un sapore eretico
Per metà di odio e sogno per metà di nostalgia
.
Se continueremo a essere percettibili come uomini che
Passano la vita sotto cupole punteggiate da tritoni di smeraldo, 
—————allora
Sarà mezzo secondo dopo mezzogiorno 
E la sublime perfezione
———————–compiuta in un giardino di giacinti
Cui è stato abolito per sempre l’appassire. Un po’ di grigio
Che una sola goccia di limone rasserena allorché
Vedi ciò che fin che intendevo dall’inizio incidersi
Con caratteri nitidi
 ———————sul blu di Iulita.

 

*

da Nuove poesie d’amore (Crocetti Editore)

(traduzione di Nicola Crocetti)

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