Arsenij Aleksandrovič Tarkovskij, La pioggia

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L’odierna poesia di Arsenij Aleksandrovič Tarkovskij è tratta dalle pagine di Critica a cura di Giorgio Linguaglossa – che si ringrazia – dove è possibile leggere un’ampia scelta di poesie dello stesso autore ed un accurato articolo a riguardo.

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La pioggia

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Come desideravo infondere nella poesia

tutto questo universo che cambia aspetto:

l’irripetibile movimento dell’erba,

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la momentanea e vaga solennità

degli alberi, la dispettosa e alata

secca sabbia, che cinguetta come gli uccelli.

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Tutto questo universo, meraviglioso e gibboso

come un albero lungo la riva dell’Infull.

Là io sentii i primi rombi

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del temporale. Mise sotto i piedi 

il caparbio fusto ed io vidi la chioma –

il verde modello del rombo temporalesco.

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Ma la pioggia correva lungo il pendio d’argilla,

incalzata dalle saette, custode dei rami,

ormai in tutto simile ad Atteone.

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Essa cadeva ai miei piedi a metà strada.

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(1938) 

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traduzione di di Donata Bartolomeo

fotografia di Saverio Savio (dal web)

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