Bob Dylan, Mr. Tambourine Man – sassi sonori a cura di Giorgio Chiantini

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Considerato il tema della canzone e l’esecuzione folk purista di Dylan Mr. Tambourine Man sarebbe stato un brano perfetto per l’album del 1964 (nel video, qui) del cantautore ed effettivamente era stata scritta per quell’album, che si intitolava non a caso Another Side of Bob Dylan, ma poi rimandata per la pubblicazione nel successivo, perché ancora non del tutto pronta ed uscita, quindi, nel marzo del 1965 sul primo degli album della svolta elettrica di Bob Dylan, Bringing It All Back Home.

La notorietà e anche il successo con una versione con chitarre elettriche, batteria e tutto il resto in quell’anno 1965 sono arrivati effettivamente, ma non ad opera di Bob Dylan, bensì dei Byrds, che proprio con questa cover arrivarono in brevissimo tempo ai vertici della popolarità tra i giovani USA (e subito dopo nel resto del mondo). Ascoltando a confronto le due versioni si apprezza senza dubbio la nitidezza e la intensità di quella originale di Dylan, ma non si può non considerare che è stato l’eccellente lavoro di McGuinn, Crosby & soci – che hanno estratto da questo brano tutto il suo potenziale musicale – a farla diventare un cult. L’introduzione dell’uso delle chitarre elettriche,  che creavano quasi un muro di suono, in uno stile che, in assonanza proprio con il refrain di questa canzone, creò quello che si sarebbe poi chiamato “jingle-jangle” e che sarebbe rimasto anch’esso per sempre nel mondo del rock, ripreso molte altre volte e da molti altri gruppi nei decenni successivi.

Mr Tambourine (*) Man

Hey mister tambourine man
play a song for me
I’m not sleepy and
there is no place I’m going to
hey mister tambourine man
play a song for me
in the jingle jangle morning
I’ll come following you

though I know that evening’s empire
has returned into sand
vanished from my hand
left me blindly here to stand
but still not sleeping
my weariness amazes me
I’m branded on my feet
I have no one to meet
and the ancient empty streets
too dead for dreaming

take me on a trip upon
your magic swirling ship
my senses have been stripped
my hands can’t feel to grip
my toes too numb to step
wait only for my bootheels
to be wandering
I’m ready to go anywhere
I’m ready for to fade
into my own parade
cast your dancing spell my way
I promise to go under it

though you might hear laughing
spinning swinging madly across the sun
it’s not aimed at anyone
it’s just escaping on the run
and but for the sky
there are no fences facing
and if you hear vague traces
of skipping reels of rhyme
to your tambourine in time
it’s just a ragged clown behind
I wouldn’t pay it any mind
it’s just a shadow you’re seeing
that he’s chasing

then take me disappearing
through the smoke rings of my mind
down the foggy ruins of time
far past the frozen leaves
the haunted frightened trees
out to the windy beach
far from the twisted reach
of crazy sorrow
yes to dance beneath the diamond sky
with one hand waving free
silhouetted by the sea
circled by the circus sands
with all memory and fate
driven deep beneath the waves
let me forget about today until tomorrow

hey mister tambourine man
play a song for me
I’m not sleepy and
there is no place I’m going to
hey mister tambourine man
play a song for me
in the jingle jangle morning
I’ll come following you

 

Traduzione a cura di Ermanno Tassi:

Mister Tambourine

Ehi mister tambourine
suona una canzone per me
non ho sonno
e non ho un posto dove andare
ehi mister tambourine
suona una canzone per me
nel tintinnare del mattino
camminerò con te

sebbene sappia che l’impero della sera
è ritornato nella sabbia
svanito dalla mia mano
lasciandomi in piedi accecato
ma ancora senza sonno
la mia stanchezza mi sorprende
i miei piedi sono segnati
non ho nessuno da incontrare
e le antiche strade vuote
troppo morte per sognare

portami in viaggio sulla
tua nave magica ondeggiante
i miei sensi sono denudati
le mie mani non sentono la presa
i piedi insensibili per camminare
aspettano soltanto che i tacchi
incomincino a vagare
sono pronto ad andare ovunque
sono pronto a svanire
nella parata di me stesso
getta verso di me il tuo incantesimo di danza
io mi sottoporrò

anche se sentirai risate
rotolare ondeggiando pazze verso il sole
non sono rivolte a nessuno
fuggono semplicemente corrono
ed eccetto per il cielo
non hanno barriere davanti
e se senti confuse tracce
di brandelli di rime saltellanti
al tempo del tuo tamburello
non hanno dietro che un clown lacero
non gli presterei attenzione
è solo un’ombra quella che vedi
che lui sta inseguendo

allora portami scomparendo
attraverso gli anelli di fumo della mia
giù per le rovine nebbiose del tempo
lontano oltre le foglie gelate
gli alberi tormentati atterriti
fuori sulla spiaggia ventosa
lontano dal confuso accesso
del dolore senza senso
sì danzare sotto il cielo diamantino
con una mano libera ondeggiante
stagliato contro il mare
circondato dall’anfiteatro di sabbia
con tutti i ricordi e il fato
spinti in profondità sotto le onde
fammi dimenticare l’oggi fino a domani

ehi mister tambourine
suona una canzone per me
non ho sonno
e non ho un posto dove andare
ehi mister tambourine
suona una canzone per me
nel tintinnare del mattino
camminerò con te

(*) Tambourine = significa tamburello, o cembalo, da cui Tambourine Man, suonatore di tamburello, ma in gergo significa spacciatore di droga, quindi il brano potrebbe essere imperniato sul doppio senso.

.

bob_dylanBob Dylan (in foto, oggi), nato con il nome di Robert Allen Zimmerman (Duluth, 24 maggio 1941), è un cantautore e compositore statunitense distintosi anche come scrittore, poeta, attore, pittore, scultore e conduttore radiofonico, è una delle più importanti figure degli ultimi cinquant’anni nel campo musicale, in quello della cultura popolare e della letteratura a livello mondiale. La maggior parte delle sue canzoni più conosciute risale agli anni sessanta, quando l’artista si è posto come figura chiave del movimento di protesta americano; canzoni come Blowin’ in the Wind e The Times They Are A-Changin’ sono diventate gli inni dei movimenti pacifisti e per i diritti civili. I testi delle sue prime canzoni affrontano temi politici, sociali e filosofici e risentono di influenze letterarie, sfidando le convenzioni della musica pop e appellandosi alla controcultura del tempo. Nel corso degli anni Dylan ha ampliato e personalizzato il suo stile musicale arrivando a toccare molti generi diversi come country, blues, gospel, rock and roll, rockabilly, jazz e swing, ma anche musica popolare inglese, scozzese ed irlandese.

Oltre ad aver di fatto inventato (o re-inventato) la figura del cantautore contemporaneo, a Dylan si devono, tra le altre cose, l’ideazione del folk-rock (in particolare con l’album Bringing It All Back Home, del 1965, il primo singolo di successo ad avere una durata non commerciale (gli oltre 6 minuti della celeberrima Like a Rolling Stone, del 1965) e il primo album doppio della storia del rock (Blonde on Blonde, del 1966). Il video promozionale del brano Subterranean Homesick Blues (1965) è considerato da alcuni il primo videoclip in assoluto.

Tra i molti riconoscimenti che gli sono stati conferiti vanno menzionati almeno il Grammy Award alla carriera nel 1991, il Polar Music Prize (ritenuto da alcuni equivalente del premio Nobel in campo musicale[16]) nel 2000, il Premio Oscar nel 2001 (per la canzone Things Have Changed, dalla colonna sonora del film Wonder Boys, per la quale si è aggiudicato anche il Golden Globe), il Premio Pulitzer nel 2008[19], la National Medal of Arts nel 2009 e la Presidential Medal of Freedom nel 2012.

La rivista Rolling Stone lo inserisce al secondo posto nella lista dei 100 miglior artisti e al settimo in quella dei 100 migliori cantanti. (fonti varie dal web)

a cura di Giorgio Chiantini

 

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3 thoughts on “Bob Dylan, Mr. Tambourine Man – sassi sonori a cura di Giorgio Chiantini

  1. che ricordi!
    me ne andvo in camera di mamma. L’umltima stanza in fondo alla casa, io ragazzina, al buio, con la finestra aperta, a suonarla con la chitarra e cantarla… tutta ispirata…

  2. Felice di aver rinverdito i tuoi ricordi ed emozioni di ragazzina.
    Dylan mito e monumento insieme della musica ancora oggi, dove le nostre vite si intrecciano e si rincorrono in una miriade di flash back dove prendono corpo le immagini e appunto le emozioni e i ricordi.

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